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Faro di Capo Miseno: il sentiero per un mini trekking fotografico mozzafiato

Sentiero del Faro di Capo Miseno

In questo post ti suggerirò come visitare il sentiero del Faro di capo Miseno e quali sono gli orari migliori per farlo.
Inoltre, scoprirai la meravigliosa baia che confina tra il Golfo di Pozzuoli e il canale di Procida nella zona dei CampiFlegrei, già noti per l’elioterapia in spiaggia e per i famosi ristoranti che di notte si trasformano in magnifiche discoteche all’aria aperta.

Sentiero del Faro Capo Miseno

Sei alla ricerca di un cammino naturalistico sulle pendici di un antico cratere per un’escursione trekking da togliere il fiato? Allora, se leggerai fino in fondo, scoprirai come si arriva al Faro di Capo Miseno e come percorrere il sentiero degli Uccelli.
Credimi, vivrai una mattinata di pura libertà, immerso nella natura e circondato solo dal suono del mare e dal cinguettio degli uccelli. 

È anche un’ottima occasione per praticare fotografia naturalistica e fare una bella camminata a piedi in salita per perdere peso. 

Il sentiero di capo Miseno è stato definito uno dei più bei cammini d’Italia con vista mare ed è perfetto per chi ama praticare il famoso turismo lento, ovvero esplorazione a piedi. Durante tutta quanta la passeggiata si è avvolti dall’odore della vegetazione fatta di Bouganville, di ginestre, ma anche di origano e altri profumi tipici della zona. Se non siete pratici di trekking è sempre meglio accompagnarsi ad una guida esperta, che saprà indicarvi le modalità migliori per poter godere di questa esperienza senza imprevisti.

Il percorso è in qualche modo protetto per un tratto da un muretto di tufo, che permette di ammirare il panorama mozzafiato del Golfo di Napoli senza ansia di precipitare nel vuoto- però, se andate con persone over 60 o bambini piccoli, state attenti e teneteli per mano, o sotto braccio, per evitare che possano inciampare- purtroppo la percorribilità di questo sentiero non è stata curata in modo adeguato da parte degli amministratori di competenza, pertanto alcuni tratti sono coperti da una folta vegetazione che andrebbe in qualche modo estirpata.

Tuttavia, sono anni che frequento la zona dei Campi Flegrei, così ricca di leggenda e di storia, a ridosso della famosa spiaggia di Miseno, caratterizzata da una sabbia vulcanica di colore scuro e da un ampio arenile famoso per le sue proprietà elioterapiche.

Panorama dal sentiero del Faro Miseno
panorama mozzafiato sul Golfo di Pozzuoli

Panorama mozzafiato sul Golfo di Napoli

Dal faro di Capo Miseno -che si trova a circa 65 m dal livello del mare– è possibile ammirare la bellezza del Golfo di Pozzuoli e del canale di Procida. Questo antichissimo faro, un tempo torre di avvistamento delle navi saracene durante il dominio aragonese, oggi è proprietà della marina militare, quindi non è visitabile, ma il passo che conduce ad esso, noto anche come sentiero degli uccelli, è percorribile come mini- trekking da fare da soli, o con bambini dai 7 anni in su.  Il panorama che si apre davanti agli occhi dell’escursionista è mozzafiato, infatti la prima isola visibile è quella di Procida, seguita da Ischia e da Capri in lontananza. 

Lo scopo di questo faro era proprio di orientare le imbarcazioni che volevano raggiungere le isole. Il faro si apre su un piazzale, separato da un cancello, dietro il quale, appunto, c’è la zona militare.

Faro leggendario: la storia 

Come vi avevo già detto all’inizio, questo non era un faro, ma una torre di avvistamento di epoca aragonese e, in seguito, nel XIX secolo, fu costruito un faro nel 1910, con decreto del re Vittorio Emanuele III.

Nel 1943 il faro venne completamente distrutto dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quindi, fu ricostruito nel 1948 e affidato alla marina militare, tornando al suo antico ruolo di torre di avvistamento, ma anche di orientamento per le navi in entrata e in uscita dal Golfo di Pozzuoli.

Il Faro di Capo Miseno
il Faro di Capo Miseno

Attrezzatura consigliata per trekking al Faro di Capo Miseno

Una mattinata di sole è l’ideale per poter preparare lo zaino e andare alla scoperta del famoso sentiero del faro di capo Miseno. Ma che cosa portare con sé per trascorrere una escursione magnifica e senza imprevisti?

  • Sicuramente nell’attrezzatura, se volete scattare delle bellissime foto perché la zona merita- è necessario portare una macchina fotografica con cavalletto per dare stabilità alle foto panoramiche, una GoPro per le riprese- il drone meglio lasciarlo a casa, considerando che percorrete una zona militare- e uno smartphone per documentare sui social in presa diretta la passeggiata.
  • Per quanto riguarda il vestiario, sia che andiate in autunno, sia che preferiate visitarlo in estate, è necessario che sia idoneo ad una scalata. Perciò, meglio vestirsi a strati, soprattutto in estate: canottiera e pantaloni sportivi, scarponcini da trekking con una suola che sia aderente e non liscia.
  • Vi consiglio anche di caricare una borraccia di almeno 1,5 l d’acqua. Infatti, il sentiero è lungo circa 3 km con una difficoltà praticabile da tutti e un dislivello di 150 m rispetto al mare.

Se decidete di partire da Monte di Procida, ovviamente l’escursione si allungherà- sarà circa di 8 km- su strada panoramica, che permetterà di ammirare i punti più belli dei Campi Flegrei con i suoi laghi e resti vulcanici, oltre che dello spettacolare panorama sulle isole del Golfo.

Vi avverto che la salita è abbastanza impegnativa ed è sconsigliata da percorrere nelle ore più calde della giornata- sebbene ci siano zone d’ombra durante il percorso- inoltre la zona non è molto indicata per il parcheggio delle auto, anzi bisogna anticiparsi un po’. 

Se moscerini, api e altri tipi di insetti non vi entusiasmano, allora attrezzatevi anche di un po’ di repellenti spray.  E se, dopo la lunga giornata di trekking, siete stanchi e non avete voglia di un semplice panino o di un pranzo a sacco, potete riscendere il sentiero e fermarvi sulla spiaggia di capo Miseno in uno dei famosi ristoranti del luogo, tra questi vi segnalo tre che ho provato con grande soddisfazione del palato: Giona, Fulvio e la Dragonara.

Sentiero degli uccelli Miseno
il sentiero del Faro con muretto in tufo

Come si arriva al Faro di Capo Miseno

Prima di tutto, è necessario arrivare in zona Capo Miseno; ci sono varie modalità per raggiungere questa zona flegrea che è parte del Comune di Bacoli:

  • se andate in auto, bisogna prendere da Napoli la strada Domiziana, altrimenti è possibile percorrere la tangenziale da Napoli in direzione Pozzuoli con uscita Pozzuoli-Arco Felice-Bacoli;
  • chi invece preferisce prendere mezzi di trasporto pubblici può usufruire della Cumana da Napoli, partendo da Piazza Montesanto; basta prendere la linea Napoli-Torregaveta e uscire a Baia, e da qui è possibile trovare un autobus che porta al Faro. 
  • C’è anche un comodissimo autobus, ovviamente quando lo prendete presto e soprattutto non affollato, che porta da Napoli centro direttamente a Monte di Procida, o anche dal Vomero in zona Arenella c’è un autobus che porta direttamente alle spiagge di Bacoli e Miseno (il costo è di 3,50€ a corsa, quindi A/R costa 7€).
Sentiero del Faro di Miseno

Una volta arrivati nella zona di capo Miseno, si dovrà raggiungere la terrazza panoramica di capo Miseno, ubicata alla fine di via faro. Attraversato un tunnel, si esce sul sentiero del faro. Una delle caratteristiche di questo percorso naturalistico è il passaggio repentino da una zona vegetativa mediterranea con i suoi profumi ad una zona più boscosa che lascia spaesati e incantati.

Inoltre, lungo il percorso naturalistico, in cima a capo Miseno ci sono anche resti militari della seconda guerra mondiale, pertanto è necessario procedere con attenzione evitando di allontanarsi troppo dal sentiero vero e proprio.

spiaggia di Miseno vista dal Sentiero

Ci sono dei gradini per un tratto, meglio avere scarpe ben aderenti o un bastone da trekking per stare più tranquilli.  

Il Sentiero degli Uccelli

È noto come sentiero di Capo Miseno, o santuario degli uccelli. Perché questo nome? La zona è ricca di fauna volatile e poi si riferisce allo spettacolo dei gabbiani che fanno rientro al proprio nido. Un vero tripudio di colori e di suoni su questo isolotto, resto di un antico vulcano sopito.

Uno dei momenti migliori per attraversare questa passeggiata nella natura è sicuramente al tramonto, quando è possibile scattare delle foto incredibili agli stormi di gabbiani che fanno ritorno ai loro nidi, creando uno scenario davvero impareggiabile. Il sentiero si percorre a piedi per la durata di circa un’ora, procedendo a passo lento e misurato.

La leggenda di Capo Miseno 

I Campi Flegrei mi hanno sempre attirato per la loro storia leggendaria, legata in qualche modo al mondo greco romano; infatti, qui sono presenti le antiche terme di Baia, la grotta della Sibilla Cumana e secondo gli antichi, sotto la zona flegrea ci sarebbe stata la porta dell’inferno, proprio sotto il lago d’Averno. La città di capo Miseno prende il nome dalla figura del guerriero Miseno, figlio di Eolo e compagno di Enea, nonché suo trombettiere.

Il giovane fu punito dagli dei per la sua tracotanza, ovvero l’arroganza di ritenersi superiore agli stessi Dei nel suonare la tromba.  E così, in una gara di musica, sfidando gli dei, fu gettato in acqua e annegato da Tritone, figlio di Poseidone. 

Il corpo di Miseno fu ritrovato sulla spiaggia dai compagni, che lo seppellirono su questo litorale. Sui resti del proprio compagno di viaggio Enea decise di erigere una terra, che prese il nome di capo Miseno, una sorta di tomba vivente del marinaio scomparso.              

veduta di Miseno dall’alto

Orari di visite guidate al Faro 

Per visitare il faro di capo Miseno e godere del panorama mozzafiato sul Golfo di Napoli è necessario accedere attraverso una galleria moderna, che termina sulla terrazza affacciata proprio sul faro: da qui parte il vero e proprio sentiero di trekking.

Ogni volta che arrivo a capo Miseno è come se tornassi nel mio luogo del cuore, incantata dal luccichio del sole sul mare e dal profumo della spiaggia. È una località in cui posso rilassarmi e distendere il corpo e la mente, ammirando un panorama meraviglioso. 

Sul sentiero del Faro su può procedere da soli, o partire con una delle tante escursioni guidate, organizzate dall’associazione Culturale MUCCHIO SELVAGGIO ADVENTURE pioniera di questo sentiero di trekking, o ancora l’ associazione Misenum, o anche  da Visit Campi Flegrei e da Vivere Napoli.

Spiaggia Capo Miseno

E una volta terminato il mini trekking verso il Faro di Capo Miseno, l’ideale è fermarsi al ristorante la Dragonara, dove poter gustare varie specialità di pesce, oppure mangiare una pizza sulla spiaggia da Fulvio o da Giona.

E perché no, magari prendere un po’ di sole coccolati a dovere, presso Lido Belvedere (la sera si trasforma in Lounge Bar e disco music).

Negli ultimi tempi, trovare parcheggio a Miseno è davvero una impresa: i costi del posto auto oscillano tra i 7€ e i 10€– lievitati anche in seguito alla pandemia. 

Bisogna muoversi al mattino presto per arrivare senza traffico e trovare un parcheggio per poi rilassarsi e godersi la magia e l’aria salubre di questa zona elioterapica. 

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