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La voglia di viaggiare batte il Coronavirus?

La voglia di viaggiare batte il Coronavirus?

La voglia di viaggi non ci ha mai lasciato in questi lunghissimi 62 giorni di distanziamento sociale e di quarantena forzata. Anche io, durante questo periodo terribile a casa, avevo tanta voglia di viaggiare ancora e ho ripercorso con la mente tutti i luoghi visitati nei mesi precedenti al lockdown. Confesso di aver provato una grande nostalgia, mista alla paura che quei momenti avrebbero potuto non tornare più. 

Un anno fa, di questi tempi, ero a Ischia a godermi le terme, immerse nel relax e nella totale ignoranza di quello che sarebbe accaduto solo un anno dopo. Oggi, invece assisto alla sofferenza degli albergatori e mi sento impotente. Quanto possono cambiare le cose in poco tempo. 

Non è facile, ammettiamolo, tornare alla vita di un tempo. Sono ancora molte le perplessità in merito alla ripresa del turismo. E gli stessi organi di governo non sono sicuri in merito e sembrano darci indicazioni confuse. 

Dovremo mantenere distanze di due metri sui treni, sugli aerei e sulle spiagge. Mi domando “saremo in grado di farlo?”.

Ed ora, una irrefrenabile voglia di viaggi sta prendendo il sopravvento anche sulla paura del contagio da Coronavirus.Mi sembra anche giusto come reazione alla quarantena forzata a cui siamo stati costretti.

Le autorità governative hanno garantito che viaggiare sicuri sarà ancora possibile rispettando tutte le disposizioni sanitarie: mascherina obbligatoria, guanti, dispositivi di rilevazione  temperatura.

Sindrome di Wanderlust cosa vuol dire 

E se, nonostante la paura, vogliamo partire, allora soffriamo di sindrome di Wanderlust. È quella irrefrenabile voglia di viaggi che colpisce due persone su tre, animati dal desiderio di scoprire sempre nuove località. Secondo una ricerca scientifica, la cosiddetta sindrome di wanderlust (la malattia del giramondo) ha la sua origine nel nostro DNA. Chi ha più dopamina ha anche una variante del gene DRD4. Questa variazione di geni associata alla dopamina ha spinto e spinge tutt’oggi l’uomo a guardarsi attorno, alla scoperta del mondo esterno e quindi di altre culture. 

Stando a queste scoperte è proprio difficile resistere chiusi in casa ancora per qualche mese senza l’euforia di prenotare un viaggio all’estero o in qualche delizioso borgo d’Italia

Siamo nati per viaggiare e la storia ce lo dimostra. Chi viaggia spesso ha uno spirito libero e una mente aperta ai cambiamenti, si adatta in qualunque situazione è quando rientra non disfa mai del tutto la valigia. È già pronto a ripartire. 

Poi, è arrivato un freno alla magia del viaggiare low cost, alla fuga nei weekend all’estero…il suo nome? Covid 19 o meglio noto come Coronavirus.

Se è vero che viaggiare aiuta a crescere, allora siamo fermi sempre alla stessa età. Smettere di viaggiare ci impedisce di progredire. Siamo bloccati in un limbo. 

Come viaggeremo nel post lockdown 

Ho tanta voglia di viaggi, voi no? Ho ancora ansia da Coronavirus, ma voglio pensare positivo. Il settore travel è sicuramente quello che ha accusato il colpo peggiore in questi due lunghissimi mesi. E le previsioni per la prossima stagione estiva non sono rosee, sebbene ci sia voglia di ripartire. 

E allora torneremo a viaggiare come prima? Secondo me, presto torneremo a parlare con perfetti sconosciuti sul treno o in una nuova località da esplorare. E presto torneremo a preparare lo zaino e a sentirci a casa ovunque andiamo. Al ritorno non conterà quante mascherine o guanti avrai dovuto mettere in valigia o a quanta ansia ti avrà assalito all’aeroporto, ma importerà solo quello che ti porterai dentro. Una gran voglia di ripartire. 

Credo che i viaggi fai da te non potranno essere fatti con la stessa spensieratezza di prima. Sarà meglio affidarsi ad agenzie di viaggi specializzate che sapranno dare le giuste informazioni sulle località raggiungibili, sulle disposizioni delle varie ambasciate. Ci dovranno essere maggiore attenzione e controlli sia da parte de luogo di partenza sia da parte della località in cui si arriva. Sebbene dal 1 luglio il sito www.ryanair.com ed altre compagnie abbiano annunciato la ripresa dei voli internazionali, bisognerà fare i conti con le restrizioni su spostamenti e viaggi.

Il trattato di Schengen sulla libera circolazione nei paesi dell’Unione europea è stato chiuso momentaneamente per emergenza sanitaria. Torneremo a viaggiare in Europa, ma bisognerà garantire una ripartenza coordinata e in totale sicurezza per tutti. 

Cosa possiamo fare nel frattempo? Viaggiare in italia sarà sicuramente più semplice, ma anche in questo caso bisognerà consultare quali sono i dati di contagio nelle varie regioni. In Lombardia, Veneto, Piemonte sarà sicuramente più complesso riaprire, considerando l’alto tasso dei ricoveri e dei decessi. Però, tutto è in fieri e, mentre ne parliamo, i dati saranno sicuramente cambiati. 

Cambierà tutto: il nostro modo di viaggiare, anche come fare la valigia, cosa portare, cosa fare prima di prenotare un viaggio all’estero. 

Le autorità competenti consigliano di consultare sempre siti e fonti ufficiali come il sito della Farnesina, quello dell’ OMS e il Ministero della Salute.

La voglia di viaggiare batte il Coronavirus?

Ryanair e Lufthansa dal 1 luglio garantiscono la ripresa dei voli al 40%. Ci sarà l’obbligo di indossare la mascherina a bordo sia per il personale sia per i viaggiatori. La voglia di viaggiare prevarrà sulla paura del contagio? 
Niente distanziamento per i passeggeri all’intero dei veicoli, perché ciò avrebbe comportato una ulteriore riduzione delle entrate per la compagnia aerea. Ci saranno maggiori controlli all’imbarco, forse i check-in dureranno di più e ci toccherà anticiparci di parecchio all’aeroporto rispetto a prima, inoltre verrà misurata la temperatura alla partenza e all’arrivo. Altra novità che dovrà convivere con la nostra voglia di viaggi sarà anche la tracciabilità dei nostri spostamenti. In particolare Ryanair farà compilare un modulo per far sapere  durata del soggiorno e indirizzo esatto di destinazione. 

Voucher e rimborsi viaggi 

La compagnia aerea irlandese garantisce così la possibilità di un vaucher valido per un anno, cambio data viaggio o rimborso secondo le regole del Codacons (in questo caso i tempi di attesa sono leggermente più lunghi). C’è chi già sta prenotando da oggi a sei mesi perché a prevalere è la fiducia nel futuro, nella speranza che gli sforzi di questa quarantena diano i loro frutti. 

Spiagge anti Covid 19

Non lo so come la vedo questa storia di distanziare gli ombrelloni di due metri l’uno dall’altro e poi…quando dobbiamo entrare in mare per fare il bagno? Come ci comporteremo? Ci distanzieremo anche sott’acqua? Il bagnino come salverà chi affoga se non potrà nemmeno praticare la respirazione artificiale? E le partite a beach volley, a racchettoni o a bocce avranno lo stesso sapore dei nostri ricordi passati? 

E aveva ragione chi disse che non conosceremo mai il valore di un momento finché non diventa un ricordo.

Forse torneremo a viaggiare più di prima e anche meglio, ma la ferita del lockdown ce la porteremo per sempre nell’anima. 

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