Ancora aria di razzismo: attore africano ferito in un bar

Si respira aria di razzismo nel mondo e in pochi secondi sembra essere tornati indietro di secoli. E si annulla così ogni Dichiarazione sulla razza dell’UNESCO (1950) e quindi la Convenzione del 1965 contro ogni discriminazione razziale.

L’ultimo episodio, a dir poco sconvolgente, è avvenuto a Madrid in un bar multirazziale: Marius Makon, noto come Elton Prince, attore televisivo spagnolo, di origini africane, è stato aggredito in una caffetteria, poche settimane fa da una cliente che, dopo averlo insultato con appellativo “negro di m…da”, gli ha procurato con un colpo di bottiglia una ferita di ben sette punti di sutura.

Che cosa è mai scattato nella testa della donna? Provava semplicemente fastidio alla vista di un uomo di colore? Eppure erano in un bar multietnico. Certa di non subire conseguenze, ha deciso che era legittimo agire in quel modo. È l’ennesima prova del dilagante sentimento di intolleranza nei confronti dello straniero, soprattutto se è di pelle scura. La donna è stata segnalata alle forze dell’ordine e Makon ha denunciato il fatto su Facebook con tanto di foto del volto insanguinato.

Anche in Italia c’è aria di razzismo

Questa notizia ci fa venire in mente un altro terribile episodio avvenuto in Italia, come la sparatoria compiuta da Luca Traini a Macerata contro 6 persone di colore, o quanto accaduto nel cuore di Firenze, dove un folle, Roberto Pirrone, in preda alla rabbia ha ucciso un venditore ambulante senegalese. Anche se il fatto non viene ritenuto come atto di violenza razziale ha comunque scatenato l’indignazione della comunità senegalese in Italia.

E intanto come dare torto al rapporto stilato da Amnesty International che dichiara “L’Italia è intrisa di ostilità e razzismo”? Da una lato c’è Trump, che dall’America lancia il suo monito antirazziale, chiudendo le frontiere ai migranti, dall’altro ci sono governi, come quello Europeo, e quindi quello Italiano, che non sono stati in grado di regolamentare la migrazione in modo sicuro.

 

aria di razzismo marius makon

A questo va aggiunta la paura e il sospetto verso gli immigrati, motivate dal crescente numero di atti criminali, rapine e stupri commessi in questi ultimi 12 mesi da persone provenienti per lo più da Africa e Europa dell’ Est, come confermato dai dati Istat.

Quest’ultimo però mette in luce che nel 2017 le violenze sono state commesse da 1534 italiani contro i 904 stranieri. A esarcebare l’odio verso le persone di colore è stata anche l’agghiacciante morte della giovane Pamela, 18enne romana, vittima di un branco di spacciatori profughi, residenti nel maceratese.

Una piacevole sorpresa ha suscitato l’entrata in Senato del candidato di Centrodestra- accolto da Matteo Salvini nel suo Carroccio da 25 anni- il nigeriano, italiano di Bergamo a tutti gli effetti, Toni Iwobi, 62 anni e una laurea in informatica.

Segno di un’Italia che vuole cambiare? Intanto, riecheggia come un monito questa celebre frase di Tahar Ben Jelloun:

Siamo sempre lo straniero di qualcun altro.

Imparare a vivere insieme è lottare contro il razzismo.

L’odio razziale è sempre frutto di ignoranza e presunzione che esistano delle razze biologicamente superiori alle altre. L’episodio dell’aggressione immotivata di un attore come Makon è sintomo di una umanità seriamente malata, pronta a giustificare la xenofobia come tutela della propria centralità e sistema di tradizioni ancestrali.

In Italia, ogni giorno, ci sono cinque nuovi casi di discriminazione razziale.

Valeria Russo giornalista e blogger

Giornalista Pubblicista…“curiosa al punto giusto”. Amante dei viaggi e della cucina. Come reporter ha esordito sul quotidiano Il Roma nel novembre del 2007. Ha collaborato con testate on line come: NapoliVillage.it, Julie News, NapoliToday.it, il Mattino, HuffPost, Blasting News. E’ sempre “on the road” a caccia di verità!

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