San Leopoldo Mandic presto patrono dei malati di tumore

Valeria Russo
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Come guarire da un tumore? Lo vorremmo sapere tutti. La medicina sta facendo passi da gigante contro il male del secolo. Ogni anno solo in Italia sono 365 mila i nuovi casi di tumore. E laddove la scienza non trova spiegazioni si grida e si spera in un miracolo. Pregare ha un potere incredibile sia sui malati di cancro sia sui loro familiari. E per chi ha fede, ma anche per chi la cerca, spesso la preghiera risponde in modi inspiegabili e secondo tempi divini.

San Leopoldo Mandic protettore dei malati di cancro

Provate a chiederlo ai milioni di pellegrini che ogni giorno si recano in Veneto per andare a pregare sulla tomba di un umile frate, alto 1, 33 metri, ma di infinita misericordia e dispensatore di grazie e miracoli incredibili.  A Padova il 12 maggio di ogni anno è festa grande in onore di San Leopoldo Mandic, frate cappuccino originario del Montenegro,vissuto tra il 1866 ed il 1942 in Veneto. Il santo ha donato la sua vita al conforto dei peccatori.

Lo stesso padre Leopoldo morì a causa di un tumore allo stomaco, precisamente all’esofago. E nonostante le sofferenze causate dalla malattia non ha mai smesso di confessare i suoi fedeli, donando loro una parola di conforto e di speranza, fino all’ultimo respiro. Alla sua morte hanno fatto seguito una serie di guarigioni inspiegabili da parte di coloro che pregarono il frate per ottenere una grazia contro mali incurabili come tumore al seno, cancro al colon e altre malattie degenerative. Ad oggi, sono state raccolte oltre 53mila firme per una petizione che vuole San Leopoldo Mandic patrono dei malati di tumore.

san leopoldo mandic chiesa

I frati cappuccini del convento di San Leopoldo a Piazza Santa Croce, guidati da Padre Flaviano Gusella, rettore e custode dei miracoli del frate della misericordia, ogni giorno ricevono migliaia di fedeli e pellegrini, come lui stesso ha spiegato: “E’ un grande privilegio essere custode di un santo immenso nella bontà come Padre Leopoldo- ed ha aggiunto- Chi si rivolge a lui con fede e semplicità non tarderà a ricevere risposte. San Leopoldo era innamorato della Parona Benedetta, ovvero la Madonna, e ha sempre sopportato con grande pazienza la malattia. Stiamo raccogliendo testimonianze e firme per chiedere la nomina ufficiale del santo a patrono dei malati di cancro”.

Guarigioni miracolose dal tumore sono state attestate da subito e hanno accelerato la canonizzazione del fraticello il 16 ottobre 1963. E da allora le parole di padre Leopoldo “Dio è medico e medicina!” hanno accompagnato e donato coforto a milioni di persone, che accorrono da tutto il mondo a Padova per pregare ai piedi della teca contenente il corpo del santo, che nell’anno del giubileo fu traslato a Roma insieme al corpo di San Pio da Petrelcinaper volere di Papa Francesco.

  • Piazzale San Leopoldo
  • La mano di San Leopoldo Mandic
  • La celletta di San Leopoldo
  • Il miracolo della carrozza

Durante l’ostensione e la sua successiva processione a Loreto, San Leopoldo ha operato un miracolo immenso: una donna affetta da un tumore al volto, dopo aver strofinato un fazzoletto sulla teca del santo e dopo averlo poggiato sulla parte affetta dal male incurabile è guarita proprio prima di essere portata in sala operatoria, dove lo stupore dei medici è stato grande. E una reliquia speciale è conservata in una teca di vetro nella chiesa dei Frati Cappuccini di Padova, si tratta della mano destra di Leopoldo Mandic, quella stessa mano con la quale il santo restituì pace e gioia a quanti ne fecero il proprio confessore.

Miracoli di San Leopoldo

Furono tre le guarigioni che resero immediata e possibile la proclamazione di Leopoldo Mandic santo: Elsa Raimondi, Paolo Castelli ed Elisa Ponzolotto. In che modo il piccolo frate si fa sentire da chi lo prega? Tutti i fedeli intervistati, in modo particolare i miracolati da San Leopoldo, hanno dato le stesse risposte: un frate bassino e minuto dalla barba lunga apparso in una luce immensa in sogno o durante il giorno in un ospedale o in chiesa, altre volte ama manifestarsi attraverso la carta stampata, c’è chi ha ricevuto l’immaginetta con l’abitino di san Leopoldo a casa senza averla mai richiesta o attraverso terze persone, che sono apparse in carne ed ossa a chi si trovava raccolto in preghiera dopo la diagnosi di un tumore o altro male.

san leopoldo mandic cella

E poi c’è chi ha confermato che mentre Padre Pio ama rendersi presente attraverso un forte profumo di gelsomini, Padre Leopoldo invece emana un avvolgente profumo di rose. Anche gli scettici sono presi da commozione davanti la tomba di San Leopoldo, sciogliendosi in un pianto liberatorio e di conversione, a conferma di quel carisma che il frate cappuccino ebbe in vita. Perdonava tutti il piccolo frate, proprio come Gesù sulla croce. La sua celletta,unico luogo rimasto intatto durante i bombardamenti della Grande Guerra, è ancora oggi visitata da tante persone in cerca di una grazia.

tomba di san leopoldo mandic

Ed anche io mi sono recata in questo luogo ricco di fede e misticismo, respirando aria di santità in una dimensione di preghiera e silenzio, ma anche di profonda commozione. Non trovo parole giuste per spiegare le emozioni provate…la fede è un dolce sentire, per trovarla basta aprire il proprio cuore alla voce di Dio.

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About Valeria Russo

Giornalista Pubblicista...“curiosa al punto giusto”. Amante dei viaggi e della cucina. Come reporter ha esordito sul quotidiano Il Roma nel novembre del 2007. Ha collaborato con testate on line come: NapoliVillage.it, Julie News, NapoliToday.it, il Mattino, HuffPost, Blasting News. E' sempre “on the road” a caccia di verità!

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