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Ascoltare musica per guarire cuore e nervi

Musica per guarire


Ascoltare musica per guarire è davvero possibile? Alle volte- sarà capitato a tutti-basta ascoltare una canzone allegra per ritrovare il buonumore, oppure una melodia triste per commuoversi. 

Fin dall’antichità, è nota la correlazione tra la musica e il comportamento umano. Il suono come forma artistica si afferma ancora di più nel 1500 e così si alimenta la consapevolezza del potere curativo di una melodia. 

Nella seconda metà del ‘900 prende piede la musicoterapia, ovvero la medicina positiva e naturale per il benessere del corpo e della mente.  La scienza medica ha studiato e dimostrato nel tempo come la produzione musicale abbia degli effetti sui cambiamenti funzionali e strutturali del cervello. 

Musica per rilassarsi

Ascoltare melodie aiuta non solo a rilassarsi ma anche ad aumentare le funzioni cognitive, le abilità sociali, le capacità motorie. A tal scopo, la musica è un mezzo terapeutico per migliorare la qualità della vita. La musicoterapia viene applicata sia in ambito medico, sia in ambito scolastico e sportivo. 

Effetti sull’organismo

L’ascolto di un insieme di note genera una serie di impulsi nel corpo e nella mente umana, come avviene ad esempio nei bambini autistici, nei pazienti affetti da schizofrenia. Il primo effetto benefico della musica è la riduzione degli stati di agitazione: amnesia, autismo, pazienti con demenza senile, soggetti ansiosi. 

Ecco perché si dice che la musica aiuti a non sentire il dolore. Ascoltare suoni piacevoli e rilassanti può aiutare a ridurre l’assunzione di psicofarmaci, a diminuire la rabbia e a controllare aggressività e isolamento in generale. 

Musica curativa

A chi non piace ascoltare musica? Una bella canzone aiuta a stare meglio, perché le vibrazioni delle armonie raggiungono il sistema dell’ipotalamo, in cui nascono e si sviluppano le emozioni. Le note musicali contribuiscono alla produzione di endorfine e di dopamina, l’ormone della felicità

Quando ci sentiamo con l’umore a terra e mettiamo su una canzone allegra qualcosa cambia in noi: una scarica ormonale invade il nostro corpo e dopo pochi minuti abbiamo le prime risposte emotive. I pensieri sono messi da parte e lo stress viene meno. 

La musica è dunque una medicina universale che parla un linguaggio comprensibile da tutti, a prescindere dalla provenienza geografica o dall’età. 

Il potere terapeutico della musica

Trasformare la sofferenza in armonia è possibile. Ascoltare della buona musica, meglio se lenta e classica, aiuta a lasciare andare le emozioni e a ripristinare l’equilibrio psichico che migliora anche il benessere fisico. 

Bisogna ascoltare musica per guarire da un forte trauma emotivo: un lutto, una malattia devastante, uno shock, un abbandono e così via.

Le vibrazioni positive delle melodie aiutano a gestire le emozioni e ad evitare che vengano represse. Se ci pensate bene, spesso sulle note di una canzone malinconica ci capita di iniziare a piangere senza motivo. In realtà, stiamo dando forma alle emozioni che si affollano nel nostro animo. E la musica agisce in modo catartico: trasforma le emozioni negative in positive.

Musicoterapia cos’è e a cosa serve

Quando parliamo di musicoterapia intendiamo una disciplina fondata sull’uso della musica a scopo riabilitativo, terapeutico e spesso anche educativo e sociale. 

Tale uso terapeutico viene intrapreso attraverso un percorso supportato da operatori con competenze psicologiche e mediche specifiche, e con un’esperienza alle spalle pluriennale.

Ci sono vari tipi di musicoterapia: 

musicoterapia attiva, si fonda sull’ interazione tra il paziente e il musicoterapeuta, utilizzando strumenti musicali, voci, oggetti;

musicoterapia recettiva, basata sull’ascolto passivo di brani musicali e sulle percezioni del paziente. 

Entrambe queste tipologie hanno una funzione terapeutica importante nella cura di alcune patologie come: morbo di Parkinson, autismo, psicosi, disturbi bipolari, sindrome di Tourette, stati depressivi. 

Ascoltare melodie per curare l’ansia 

Esiste un tipo di musica che cura l’ansia e allontana lo stress? Assolutamente sì! Ci sono delle melodie individuate come efficaci al 98% dai ricercatori. Prendete nota di questa playlist del relax:

  • Weightless dei Marconi Union, del 2011: una melodia così rilassante che è efficace contro la pressione alta e lo stress;
  • Filigrana di Enya, tutte le canzoni della nota cantautrice irlandese è in grado di smuovere le emozioni più remote;
  • Arie di Mozart, le note del grande compositore austriaco riducono depressione e  problemi intestinali;
  • Pure Shores delle All Saints, ideale per allentare l’ansia da viaggio in aereo;
  • Somebody like you di Adele, ottima per combattere la tristezza  da abbandono;
  • Strawberry Swing dei Coldplay per riprendersi da una brutta giornata;
Musica per guarire e demenza senile

Musica per guarire e disabilità 

Le vibrazioni di una musica classica come quella di Mozart migliorano la resa cognitiva. Il famoso “effetto Mozart” , che stimola la memoria e l’intelligenza emotiva, non è un mito, ma una tecnica applicata soprattutto in ambito scolastico e universitario con persone affette da autismo e deficit cognitivi.

La scienza ha dimostrato come ci siano alcuni tipi di musica per guarire, attivando entrambi gli emisferi cerebrali: ascoltare una melodia permette di rievocare ricordi sopiti nella memoria. 

La musica curativa trova larga applicazione anche in ambito sportivo, perché è in grado di motivare a correre più veloce e in modo più costante. 

Ecco quali sono gli effetti positivi della musica sul corpo umano:

  • Riduce l’affaticamento 
  • Aumenta il benessere psicologico 
  • Rilassa
  • Aumenta la coordinazione motoria

Canzoni contro la demenza 

Pazienti affetti da Alzheimer e da demenza senile sono spesso trattati con la musicoterapia. Negli anziani affetti da demenza senile, che non riescono a riconoscere più i propri familiari, una canzone può essere ricordata perfettamente a memoria.

La scoperta è l’effetto di uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori americani: gli scienziati hanno scoperto che le canzoni dei Beatles odi Michael Jackson, o di altri autori del passato, riescono a essere memorizzate con molta semplicità.

Questo avviene perché alcune aree del cervello non sono soggette al deterioramento della memoria (queste zone sono il cingolo anteriore caudale e l’area motoria supplementare  pre -ventrale). Ad esempio, una persona anziana, affetta di Alzheimer, potrebbe ricordare qualcosa della propria gioventù, semplicemente ascoltando una vecchia canzone. E, quindi, la musica potrebbe diventare veicolo di comunicazione tra il malato di Alzheimer e i suoi famigliari.  

La musica ha un potere divino, bisogna ammetterlo! Le melodie, favorendo la guarigione dello spirito, aiutano a guarire anche dal dolore fisico.          

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