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Io non ti dimentico…Giancarlo Siani, giornalista della verità

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Ognuno di noi, quando nasce, racchiude nel suo cuore un sogno. E lo insegue tutta la vita fino a realizzarlo. Qualcuno ce la fa, altri restano dei semplici corridori. Altri, invece, perdono la vita per toccare con mano quel sogno. Potrebbe sembrare l’inizio di una fiaba, ed invece quello che sto per raccontarvi è la fine di un ragazzo pieno di idee, disposto a rincorrere la verità, sempre e comunque.

Giancarlo Siani, classe ’59 aveva un solo grande obiettivo, da giovane entusiasta ed amante del suo lavoro, che svolgeva con grande passione: ottenere il contratto da praticante presso il quotidiano “Il Mattino” con il quale aveva iniziato a collaborare come corrispondente da Torre Annunziata. Non bastava trasmettere qualche notizia di cultura o sport, era necessario (ed ancora oggi lo è) beccare “la notizia”, quella che, ironia della sorte, lo avrebbe reso indimenticabile. Giancarlo non rincorreva la fama, ma la sua passione: scrivere la verità, renderla accessibile a tutti. E questo suo spirito pulito e sempre pronto a far emergere, senza temere nulla e nessuno, quanto c’era di losco, sudicio e dannoso nella società contro il bene comune, lo hanno consacrato come la “penna d’oro del giornalismo”.

Giancarlo Siani era sempre on the road a caccia della verità

Era giovanissimo Giancarlo: 26 anni e tanta voglia di “non perdere tempo”. Già, sembra quasi un paradosso oggi scrivere questa espressione. Non ha vita facile il semplice giornalista pubblicista, che ogni giorno si deve inventare un modo per  afferrare lo scoop al volo e proporlo ai “capi” della redazione. Bisogna fare in fretta, prima che qualcun altro glielo porti via sotto il naso. Dura la vita di un giornalista di strada. Parlo del reporter vero, quello che non ha paura di chiedere, indagare, come si suol dire “impicciarsi” di tutto quello che succede intorno a sé. E poi, bisogna mettere in conto che quella notizia “tanto rincorsa” potrebbe rivelarsi solamente una delle tante e non sarebbe difficile vederla cestinata in nome di una di gossip più eclatante. Si è giornalisti “facili”, oggi. Si è costantemente dietro un Pc. Le notizie arrivano da sole. Non si muove più un passo verso la verità. Chissà quante ne direbbe oggi il caro Giancarlo, che di stare fermo ad aspettare la notizia non ci sapeva proprio stare.



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La curiosità sempre a braccetto della verità

 

Ed è proprio la molla della curiosità che animava la sua penna, incurante dei rischi incontro ai quali si lanciava ogni giorno, quando da Torre Annunziata trasmetteva le sue scoperte, gli indizi e le soffiate che riusciva a carpire sulle delicate indagini post terremoto del 1980. Gli appalti truccati e manipolati dai clan, il controllo e la ricostruzione delle case dopo il sisma. Un bel giro d’affari. Giancarlo Siani aveva scoperto tutto, stava scrivendo anche un libro dettagliato a riguardo. Il giornalista della verità era troppo  scomodo alla camorra ed  ai clan sui quali indagava. Andava eliminato. Fatto fuori senza pietà. E così fu.

Giancarlo Siani trovò la morte sotto casa

Giancarlo aveva festeggiato il suo compleanno nello stesso giorno del patrono della sua Napoli, il 19 settembre (San Gennaro). Mai avrebbe potuto immaginare che dopo i brindisi, le candeline, gli auguri dei colleghi e di quanti lo amavano, ad attenderlo, quella notte del 23 settembre 1985, ci sarebbe stata la morte. Un omicidio atroce, quanto veloce. Giancarlo non riuscì nemmeno a completare il parcheggio della sua auto, quando due sicari, con doppia pistola, gli spararono 10 colpi. L’immagine agghiacciante di quel corpo, ancora dietro il volante della sua auto, accasciato sulla destra fece il giro dei quotidiani e si impresse per sempre nelle memorie di tutti. Nessun giornalista è stato più lo stesso da quell’omicidio. Il sorriso aperto e pieno di passione di Giancarlo Siani non si è mai spento. E’ sempre nel cuore di ogni giovane pubblicista, animato dagli stessi ideali e principi per i quali ha dato la sua vita Giancarlo. Oggi sarebbe stato un valido direttore, un capo umile e pieno di rispetto per quella “gavetta” che ognuno è chiamato a fare per diventare la nuova “penna d’oro” della propria epoca. Giancarlo Siani resterà sempre nella penna di ognuno di noi…Ciao Giank!

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