Pillole di benessere

Scoperta shock: il dentista procura il morbo di Alzheimer

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LONDRA- Quanti di voi hanno una  vera e propria fobia del dentista? Il solo pensiero che un estraneo ci metta le mani in bocca e possa usare tutti quegli strumenti gelidi per scavare nelle nostre gengive ci fa orrore. E come se non bastasse viene fuori da una scoperta scientifica che andare dal dentista può trasmettere facilmente il morbo di Alzheimer. La malattia cerebrale che annichilisce la capacità di ragionare e ricordare, quel male che in poco tempo distrugge memoria e deteriora l’essere umano fino alla morte. Ed allora addio cura dei denti, meglio tenersi la carie. Una delle solite “bufale” che circolano sul web? Magari. Si tratta invece di una scoperta appurata con studi specifici e mirati dal professor John Collinge, neurologo presso la University College di Londra.

Una proteina alla base del morbo di Alzheimer

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Lo scienziato ha evidenziato come il beta amiloide, una proteina che costituisce uno dei componenti critici della malattia cerebrale letale possa essere trasmessa con una certa facilità attraverso strumenti odontoiatrici non sterilizzati in modo opportuno. Si, ma che fa questa proteina di così pericoloso? Il beta amiloide, una parola assurda per chi non è del campo medico, tende ad accumularsi in piccoli ciuffi, come di solito fa la polvere, bloccando lo spazio tra le cellule cerebrali e dando origine così al morbo di Alzheimer.

Strumenti chirurgici e morbo di Alzheimer, non è un caso

Non sarebbe però il primo studio a collegare questa proteina al materiale metallico, infatti uno studio condotto dall’Università di Southampton, pubblicato sulla rivista Neurology nel 2011, ha suggerito che la contaminazione di strumenti chirurgici potrebbero accelerare il progresso del morbo di Alzheimer nelle persone che hanno già avuto la malattia nelle sue fasi iniziali. Le cellule cerebrali di chi è affetto da questa patologia sono molto più sensibili e un’infezione non farebbe altro che attivare una produzione consistente di globuli bianchi. Spesso la sonnolenza e la mancanza di concentrazione in tali soggetti è il primo campanello d’allarme. La gengivite e tutte le altre affezioni del cavo orale no si devono sottovalutare proprio perché possono innescare le proteine alla base del morbo di Alzheimer. La salute dell’uomo parte dai denti e non basta solo una buona igiene orale, ma è necessaria anche la perfetta sterilizzazione degli strumenti chirurgici adoperati dai dentisti.  I batteri di malattie parodontali possono sopravvivere nel nostro organismo per decenni e sviluppare negli anni il morbo letale delle demenza cerebrale. Le indagini scientifiche sono ancora in corso.



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