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I 10 motivi per cui si vive felicemente a Napoli

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Quante ne hanno dette su Napoli? Troppe. Ne ho sentite davvero di tutti i colori ( e aveva ragione il caro Pino Daniele che vi scrisse anche una canzone). Dopo l’uscita “poco felice” in diretta televisiva di Giletti e poi i continui attacchi mediatici contro la criminalità, la spazzatura e il degrado della città, direi che è giunta l’ora di spiegare a tutti, parlando da nativa partenopea, che vive da 33 anni in questo  meraviglioso abbraccio tra il Vesuvio ed il mare, i 10 motivi per cui si vive felicemente a Napoli.  E ve lo voglio elencare senza fare la solita polemica o i “dispettucci” tra bambini, dicendo “noi ce l’abbiamo e voi no!”. Ogni città è bella per chi la sa vivere e la sa rispettare, ma soprattutto per chi sa apprezzarne e valorizzarne i tesori naturali e storici, non di meno gastronomici. Cominciamo!

    1. Temperature meravigliose tutto l’anno:  la stiamo vivendo in prima persona la lunga estate napoletana, fatta di cieli tersi e mare invitante anche a poche settimane da Natale. I weekend in città non sono mai noiosi. Se si ha voglia di ritemprarsi al sole, facendo scorpacciate di buonumore, basta passeggiare sul Lungomare Caracciolo, ormai pedonalizzato, o pedalare sui risciò e sulle numerose biciclette messe a disposizione dei cittadini. L’aria profuma di sale e di pesce fresco in riva al castello dell’Ovo, così come a Mergellina.
    2.  Cibo appetitoso, casereccio ed economico: pizze, frittatine di pasta, panzarotti, crocchè di patate, scialatielli ai frutti di mare, casatiello, pastiera,  sfogliatelle e babà sono solo alcune delle migliaia di delizie che si possono assaporare per pochi euro nelle più antiche e famose pasticcerie e trattorie. La tradizione gastronomica partenopea e campana ha incontrato nel corso dei secoli numerose culture e ha saputo fonderle insieme, impastandole con farine e uova di ogni tipo e dando vita a menù speciali e irresistibili. Ogni vicolo della città profuma della pasta sfoglia dei cornetti o del rhum appena spruzzato sui babà; se vi spostate nel centro storico allora sentirete un pullulare di odori provenienti dai forni a legna, accesi per accogliere e far lievitare la pizza. Difficile “restare a dieta” passeggiando per i Decumani.
    3. Si arriva a fine mese senza lacrime e troppe spese: a dispetto di quanti dicono che amiamo fare “sceneggiate” e lamentarci di non riuscire a “campare” (vivere),  qui si riesce a fare la spesa anche con pochi euro. I supermercati sono tantissimi, ma per chi preferisce spendere ancora meno c’è sempre il mercatino rionale. Ed il più antico, famoso ed economico è quello della Pignasecca, un piccolo Presepe vivente nel cuore della città, fatto di “strilloni” del pesce e della frutta a buon mercato, oggi territorio cosmopolita, animato da qualche anno da mercatini cinesi, indiani e arabi.
    4. Il grande cuore dei napoletani: provate a chiedere a un qualsiasi turista o forestiero, che venga a soggiornare in città pieno di dubbi e di paure, se sia stato trattato in modo maleducato o freddo da un napoletano. Ok, l’ago nel pagliaio ci può essere, ma troverete il più delle volte un cittadino pronto a darvi indicazioni stradali, suggerimenti sulla trattoria migliore o addirittura che vi accompagni a piedi fino alla prossima piazza. E non manca nemmeno chi vi offre “na tazzulella di caffè”. Perché? Non pensate sempre che vi vogliano ingannare solo per sfilarvi il portafoglio! Un napoletano è socievole e accogliente per natura, ha il calore del magma vesuviano che gli scorre nelle vene. Noi siamo così (mi ci metto anche io in quanto napoletana nel calderone!), amiamo mostrare a tutti le bellezze che ci circondano, anche se spesso le diamo per scontate e ci lasciamo andare alla noncuranza.
    5.  Il caffè: è inutile che diamo adito a contestazioni, gare e primati. Il caffè è nato a Napoli e morirà qui. Che il chicco provenga da Brasile o Messico, da Etiopia o chissà dove, il segreto per un ottimo caffè è nell’acqua e nella crema, che solo qui, ahimè,  i baristi sanno far uscire al punto giusto, cioè “né acquarella, nè ciofeca”, ma una tazzullela deliziosa che ti risveglia dalla punta della lingua alle meningi. Di caffè ne ho provati tanti ed ovunque nei miei viaggi e mai sono riuscita a dire “lo fate buono come nella mia Napoli”. Anche se ho provato a spiegarlo a tutti i baristi del mondo come lo facciamo qui, nessuno ancora riesce a capire che il segreto è l’acqua!
    6.  Il centro storico: cardi e decumani si incrociano regalando uno spettacolo di geometrie e di colori, di profumi e di persone di tutte le nazionalità. La via tradizionale dei Presepi e delle specialità gastro-economiche è meta preferita non solo dei turisti, ma degli stessi napoletani in prossimità del Natale. Ogni angolo si riempie di pastori e decorazioni natalizie, avvolte dal profumo delle zucchero a velo e delle sfogliatelle appena sfornate. Che magia in queste vie.
    7. Il lavoro? Se non c’è, ce lo creiamo: uno dei problemi maggiori, ormai dagli anni 70 ad oggi, è quello lavorativo. Finito il Dopoguerra e il periodo del benessere, per i  napoletani sono iniziate le “dolenti note”, ma non pensate che qui tutti si mantengano la pancia dalla mattina alla sera. Se il lavoro manca o viene meno, la depressione dura giusto un paio di giorni. Poi, arriva l’illuminazione e così la mente produce una nuova attività: è così che nasce il lustrascarpe, il pulcinella itinerante, il parcheggiatore abusivo, il venditore ambulante, l’università della strada che ti rilascia tanto di laurea e così via.
    8. L’esoterismo: ogni strada, ogni vicolo e ogni palazzo nasconde un segreto, un mistero ed una leggenda che vale la pena di scoprire. Napoli è affollata di fantasmi “affezionati”, monacielli e belle ‘mbriane che vivacizzano case e portoni. Alchimia e passaggi sotterranei attraversano le viscere della città e l’avvolgono di fascino.
    9. Non esiste coprifuoco: il bello di questa città è che si può andare in un ristorante a qualsiasi ora e non ti chiuderanno mai la porta in faccia dicendo “La cucina è chiusa”. Qui si vive “no-stop” dalle 5 del mattino alle 3 della notte ed anche oltre. Se ti viene voglia di un cornetto appena sfornato alla nutella, te lo servono alle 2 della notte anche nella tua auto. Il sabato e la domenica non esiste “siesta”, ma i negozi, i musei e le strade si riempiono di gente, di suoni e di colori.
    10. La religiosità e la tradizione: guai a dire a un napoletano “ma tu che credi a fare in tutte queste fantasie?!”. Il sangue è sacro come colui che lo versò per primo per la sua città, San Gennaro. Il patrono di Napoli è a capo di quel velo sottile e delicato che protegge tutta la città ed i suoi abitanti: la fede. Il verbo “credere” qui è forte e nessuno nel corso della storia è mai riuscito a sradicarlo. Si va avanti grazie alla speranza che ne deriva e che dà la carica per affrontare la vita “giorno per giorno”.  Qui si dice: “l’Oggi è mio, il domani lo sa solo Dio”.

Chi leggerà questo mio elenco penserà che ho “taciuto” molti altri aspetti  negativi, ma se avrete letto bene l’incipit del mio pezzo capirete che volevo invitarvi a guardare Napoli con gli occhi di chi la vive e non di chi ve la “spara in casa” attraverso immagini di terrore, sangue e povertà. Molti se ne vanno da questa città in cerca di avventure e fortuna all’estero, magari ottengono tutto quello che cercano; eppure, chiunque è andato via per brevi o lunghi periodi, conferma di portare  sempre un “magone in gola”, un nodo di tristezza e insoddisfazione che l’opprime: l’immagine della sua Napoli ed il ricordo degli anni vissuti qui. Il grande Totò volle morire con la sua Napoli negli occhi, osservando il Vesuvio e salutando il mare. Anche per me essere nata a Napoli è stato un grande premio che la vita mi ha voluto fare. Anche chi non vi è nato può godere delle bellezze di questa città con tutti i suoi problemi “work in progress” (perché molti cambiamenti positivi sono stati fatti e bisogna ammetterlo, ma tante cose ancora dovranno essere modificate e migliorate). Dunque “Non cagatevi sotto! Venite a vederla con i vostri occhi e godetevela!”.



DEM Collezione Aprile 2013

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11 comments

  1. seo plugin 1 dicembre, 2015 at 19:35 Rispondi

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  2. Turista nella mia città tra cultura e buon ciboL'eco della verità 29 maggio, 2016 at 18:20 Rispondi

    […] Il weekend a Napoli è sempre una scoperta. Non ci si annoia mai. Il Maggio Monumenti 2016 è quasi giunto alla fine, ma c’è sempre qualcosa da vedere. Basta addentrarsi nel centro storico della città, nel cuore dei Decumani per intenderci, che si è subito attratti da una chiesetta mai visitata prima come quella che ospita le reliquie di Sant’Alfonso Maria de Liguori (sulla salita San Sebastiano), da un vicoletto stretto e ricco di segreti (nel 300 queste stesse stradine del centro storico incantarono il grande scrittore Giovanni Boccaccio, che li rese protagonisti delle sue novelle nel Decamerone) e così via. Questa mattina mi è venuta voglia di fare la turista nella mia città, testare di persona quello che Napoli offre a chi decide di trascorrervi un weekend di relax e di cultura. […]

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