
Ci sono luoghi che abbiamo visto così tante volte in fotografia da avere quasi l’impressione di conoscerli già. Poi ci arriviamo davanti e ci accorgiamo che le immagini non erano riuscite a raccontarceli davvero. La Casina Vanvitelliana, adagiata sulle acque del Lago Fusaro, per me è uno di questi.
La Casina Vanvitelliana si trova a Bacoli, sul Lago Fusaro, nei Campi Flegrei. Costruita nel 1782 su progetto di Carlo Vanvitelli per Ferdinando IV di Borbone, oggi è visitabile ed è uno dei luoghi più caratteristici da vedere nei dintorni di Napoli.
Sono sempre stata affascinata da questa piccola costruzione collegata alla terraferma da un ponte di legno arcuato. Sarà per la sua forma particolare, per i colori, per il riflesso sull’acqua o forse perché, soprattutto al tramonto, sembra quasi separarsi da tutto ciò che le sta intorno. Ogni volta che la guardo penso che sia uno di quei luoghi dei Campi Flegrei che riescono ancora a sorprendere anche chi vive a Napoli e crede di conoscere bene ciò che ha intorno.
Per anni la Casina Vanvitelliana è stata raccontata soprattutto come uno dei luoghi più instagrammabili nei dintorni di Napoli. Ed effettivamente è difficile passare da qui senza prendere il telefono e scattare almeno una fotografia. Ma fermarsi all’immagine sarebbe un peccato, perché dietro quella piccola costruzione sospesa sull’acqua ci sono i Borbone, la storia dei Campi Flegrei e un paesaggio che nei secoli ha continuato a cambiare.
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Dove si trova la Casina Vanvitelliana
Prima di tutto bisogna chiarire una cosa: la Casina Vanvitelliana non si trova nel Comune di Napoli, ma a Bacoli, sul Lago Fusaro, nel cuore dei Campi Flegrei.
È costruita su un piccolo lembo di terra all’interno del lago e oggi la si raggiunge attraverso il caratteristico ponticello di legno. In origine, invece, ci si poteva avvicinare soltanto utilizzando piccole imbarcazioni. Il luogo è già di per sé particolare. Il Fusaro è uno dei laghi dei Campi Flegrei e la sua storia è molto più antica della Casina. In epoca romana quest’area era già frequentata e utilizzata e ancora oggi il territorio continua a restituire testimonianze archeologiche del suo passato. Passeggiare qui significa quindi trovarsi in uno spazio nel quale natura, archeologia e storia borbonica finiscono inevitabilmente per sovrapporsi.
La storia della Casina Vanvitelliana
Per capire davvero questo edificio bisogna tornare alla seconda metà del Settecento. Nel 1752 Ferdinando IV di Borbone destinò l’area del Fusaro a riserva reale di caccia e pesca. Qualche decennio più tardi affidò a Carlo Vanvitelli, figlio del più celebre Luigi, il compito di realizzare sul lago un casino reale.
La Casina fu costruita nel 1782 e doveva essere innanzitutto un luogo nel quale il sovrano potesse riposarsi dopo le battute di caccia e di pesca. Dietro quella che oggi può sembrare quasi una piccola casa delle fiabe, dunque, c’era una funzione molto concreta legata alla vita della corte borbonica.
Ed è proprio questo contrasto a renderla così particolare: un edificio nato per esigenze pratiche è diventato nel tempo uno dei simboli più riconoscibili del paesaggio flegreo. La sua forma dodecagonale, le grandi aperture affacciate sull’acqua e la posizione al centro del lago fanno sì che l’edificio sembri cambiare aspetto a seconda della luce e dell’ora del giorno.
La Casina Vanvitelliana è la casa della Fata Turchina?
È probabilmente la storia che tutti abbiamo sentito almeno una volta. Anch’io, lo confesso, continuo affettuosamente a chiamarla la Casina della Fata Turchina. Forse perché le somiglia terribilmente, forse perché un edificio del genere sembra fatto apposta per ospitare una fiaba. Al contrario di quel che si pensa, la Casina Vanvitelliana non fu la casa della Fata Turchina nello sceneggiato televisivo “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini.
La leggenda si è però diffusa così tanto da essere diventata quasi parte dell’identità popolare del luogo. E in fondo è facile capire perché: basta guardarla da lontano, soprattutto quando il lago è immobile, per aspettarsi quasi che da una delle finestre compaia un personaggio delle fiabe. La Casina è stata invece realmente utilizzata come location cinematografica, comparendo, tra l’altro, nel film Ferdinando e Carolina di Lina Wertmüller.
Cosa vedere all’interno della Casina Vanvitelliana
La prima cosa che colpisce resta inevitabilmente l’esterno. Il ponte, l’acqua e la costruzione formano un unico paesaggio ed è difficile stabilire dove finisca l’architettura e inizi il panorama. Entrando, però, si comprende meglio quale fosse la funzione originaria della Casina e quanto la posizione fosse parte integrante del progetto.
Le grandi finestre aprono continuamente lo sguardo verso il Lago Fusaro. L’acqua non è semplicemente ciò che circonda l’edificio: entra visivamente negli ambienti e diventa parte della visita. La dimora era stata inoltre impreziosita da decorazioni e opere d’arte, alcune delle quali andarono perdute durante le vicende che interessarono il territorio nei secoli successivi.
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Vale quindi la pena entrare anche se si è arrivati fin qui principalmente per fotografare l’esterno. Guardare il lago dalle finestre della Casina restituisce infatti una prospettiva completamente diversa.

Casina Vanvitelliana al tramonto: quando andare per fotografarla
Se mi chiedessero quale sia il momento migliore per vedere la Casina Vanvitelliana, non avrei molti dubbi: il tramonto. È proprio allora che questo posto mostra il suo lato più suggestivo. Il cielo passa lentamente dall’arancio al rosa, i colori si riflettono sull’acqua e la sagoma della Casina sembra quasi galleggiare sul lago.
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È anche il motivo per cui negli anni è diventata uno dei luoghi più fotografati e instagrammabili dei Campi Flegrei. Ma c’è una differenza tra venire qui soltanto per scattare una fotografia e concedersi il tempo di aspettare che il sole scenda. Io consiglio la seconda possibilità. Arrivate un po’ prima, passeggiate nel Parco Borbonico e poi fermatevi sul lungolago. La fotografia arriverà quasi da sola. Vi assicuro che proprio in quel momento capirete perché questo piccolo edificio continua ad esercitare tanto fascino.
Casina Vanvitelliana: orari e prezzi 2026
Dal 27 marzo 2026 sono stati ampliati gli orari di visita della Casina Vanvitelliana. Attualmente è possibile visitarla dal lunedì al giovedì dalle 14:00 alle 21:00, mentre venerdì, sabato e domenica l’apertura è prevista dalle 9:00 alle 21:00. (Comune di Bacoli)
Il Parco Borbonico è invece accessibile tutti i giorni dalle 7:00 alle 21:00. Il biglietto di ingresso alla Casina costa 5 euro per gli adulti e 3 euro per i bambini dai 6 ai 14 anni. L’ingresso è gratuito per i bambini fino a 5 anni e per le persone con disabilità.
Dal momento che aperture e orari possono cambiare in occasione di eventi o iniziative particolari, prima di partire consiglio comunque di controllare sempre le comunicazioni più recenti del Comune di Bacoli.
Come arrivare alla Casina Vanvitelliana da Napoli
La Casina si trova nella frazione Fusaro di Bacoli e può essere raggiunta sia in automobile sia con i mezzi pubblici. Chi arriva in auto da Napoli deve dirigersi verso i Campi Flegrei e proseguire in direzione Bacoli-Fusaro. Nei fine settimana, soprattutto durante la bella stagione, conviene mettere in conto un po’ di traffico: è una zona molto frequentata e il viaggio può richiedere più tempo di quanto suggerisca la semplice distanza chilometrica.

Per chi preferisce i mezzi pubblici, la soluzione più comoda è raggiungere la zona del Fusaro con la Cumana, scendere alla stazione Fusaro e proseguire a piedi verso il Parco Borbonico. Direi che è il modo migliore per arrivare qui senza avere il pensiero del parcheggio.
Cosa vedere vicino alla Casina Vanvitelliana
Uno degli errori che sconsiglio è arrivare al Fusaro, vedere la Casina, fare due fotografie e tornare subito a Napoli. Siamo in una delle zone più interessanti dei Campi Flegrei e sarebbe davvero un’occasione sprecata.
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A poca distanza si trovano Bacoli e Baia, il Castello Aragonese, il Parco Archeologico delle Terme di Baia, la Piscina Mirabilis e, spostandosi di qualche chilometro, il Lago d’Averno. Si può quindi pensare alla Casina Vanvitelliana non come alla meta di una visita isolata, ma come a una delle tappe di una giornata trascorsa alla scoperta del territorio flegreo.



Sono luoghi molto diversi tra loro, ma accomunati da una caratteristica che personalmente trovo irresistibile: qui la storia non è mai completamente separata dal paesaggio.
Vale la pena visitare la Casina Vanvitelliana?
Per me sì, ma non perché sia semplicemente un posto “instagrammabile”. La Casina Vanvitelliana merita una visita proprio perché una fotografia non riesce a contenerla tutta. Bisogna attraversare il ponte, guardare il Fusaro dalle sue finestre, aspettare che cambi la luce e magari restare qualche minuto senza fare niente. È un luogo piccolo rispetto a tanti monumenti che abbiamo intorno a Napoli, eppure possiede una capacità rara: quella di rimanere impresso.
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Quando venni qui la prima volta pensai che sarei tornata. Continuo a pensarlo ancora oggi.E probabilmente è questo il modo più semplice per capire se un luogo ci è piaciuto davvero: quando, mentre lo stiamo lasciando, abbiamo già voglia di rivederlo.
E’ stata davvero una bella scoperta e ci ritornerò con molto piacere. E voi ci andrete? Vi aspetto nei commenti qui di seguito per scambiarci pareri e info.
(Aggiornato a Settembre 2026)

Giornalista Pubblicista…“curiosa al punto giusto”. Amante dei viaggi e della cucina. Come reporter ha esordito sul quotidiano Il Roma nel novembre del 2007. Ha collaborato con testate on line come: NapoliVillage.it, Julie News, NapoliToday.it, il Mattino, HuffPost, Blasting News. E’ sempre “on the road” a caccia di verità!
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