Bartolo Longo, a Pompei in attesa della canonizzazione

bartolo longo beato di pompei

Chi è Bartolo Longo? Una persona buona, socievole, sempre pronta a soccorrere gli ultimi, gli emarginati. E’ difficile oggi incontrare una persona come lui. Chi va per la prima volta a Pompei non può ignorare la Basilica della Vergine di Pompei, costruita dallo stesso Bartolo Longo, dopo aver  ricevuto il miracolo della conversione.

Bartolo Longo, di origini pugliesi, era venuto a Napoli soltanto per studiare giurisprudenza e conseguire la laurea con il massimo dei voti. Uno studente modello, che volle conoscere da vicino il mondo dello spiritismo. Sembrava che tutto andasse bene per questo studente, curioso di conoscere il mondo soprannaturale, fino a quando non avvertì nell’animo un grosso macigno che lo stava schiacciando. Era il risveglio della sua coscienza, che dava segni di grande sofferenza.

La fede di Bartolo Longo

Sentiva dentro di sé il vuoto della vita e più volte tentò il suicidio; ma la Vergine del Santo Rosario di Pompei, che lo stesso Bartolo aveva amato tanto nel periodo scolastico, gli diede un grosso aiuto facendogli incontrare Padre Alberto Radente. Da quel giorno la sua vita cambiò in meglio. Si confessò e divenne amministratore dei beni della Contessa De Fusco a Pompei.

pompei santuario bartolo longo

Gli capitò che, un giorno, vagando la Valle di Pompei avvertì una voce nell’orecchio che gli diceva di cambiare vita e di pregare la Vergine stringendo in mano il Santo Rosario; e così si sarebbe salvato l’anima. Da quel momento, Bartolo Longo rinacque. In collaborazione con la contessa De Fusco, che poi divenne sua moglie in perfetta castità, decise di cambiare la Valle di Pompei in una Basilica in cui tutto il mondo potesse pregare e chiedere grazie.

Il santuario opera di Bartolo Longo

Il 13 novembre 1875 trasportò un vecchio quadro della Madonna a Pompei raffigurante il momento del Rosario. In poco tempo, con gli aiuti della contessa sua moglie e con la carità esercitata verso i fedeli parrocchiani, nacque la splendida Basilica di Pompei.

E anno dopo anno, la folla dei fedeli aumentò e anche la Basilica fu ingrandita. Ormai, Bartolo, rigenerato nello spirito, cominciava un nuovo percorso insieme alla Vergine Maria e ispirato dallo Spirito Santo scrisse la Supplica alla Madonna come ancora di salvezza per l’Eternità (quella stessa soave preghiera che recitiamo ancora oggi ogni primo sabato di Ottobre e l’8 Maggio).

Il Santuario di Pompei è la dimora di Maria, ma anche il rifugio dei non credenti. Bartolo creò poi un orfanatrofio, casa dei figli dei carcerati, asilo nido, porto sicuro per le ragazze madri, casa di sollievo per gli anziani.

Affreschi, mosaici, sculture, opere in marmo aiutano i fedeli ad accrescere la propria fede. Nessuno brancola al buio; chi arriva a Pompei, si trova davanti una cittadina composta, scintillante di negozi sacri, piena di turisti, che arrivano da tutto il mondo, anche su sedie a rotelle, che fanno la fila per ore pur di entrare in preghiera nella Basilica.

santuario di pompei

 In ogni angolo della città di Pompe si avverte il profumo della santità; eppure, in un tempo lontano, quella valle fu oggetto di scandali. I negozi della piazzetta invitano a sostare per comprare qualche souvenir da mostrare a chi non ha avuto ancora il privilegio di conoscere Pompei e il Grande Bartolo Longo. Ma quanti sono i fedeli che hanno ricevuto grazie? Non si contano, tantissimi in tutto il mondo.

C’è solo una punta di amarezza in tutto questo: come è possibile che un tale esempio di conversione e di santità, raggiunta con grande devozione e tra mille difficoltà, non sia ancora riconosciuta al grande Bartolo Longo?

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