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Andare a convivere quanto mi costa?

andare a convivere quanto costa

È capitato ad ogni coppia, dopo mesi o anni di fidanzamento, desiderare di andare a convivere insieme, ancor prima di sposarsi. Il matrimonio, si sa, sta diventando sempre più sinonimo di contratto economico, perdendo così la sacralità di un tempo.

Oggi, sempre più persone si pongono la fatidica domanda: sposarsi o no? A quanto sembra, convolare a nozze non conviene più, molti lo trovano un rito dispendioso e non garantirebbe l’eternità dell’unione e, quindi, dell’amore.

Quanto costa andare a convivere?

C’è però chi prima di sposarsi vuole fare una prova con un contratto di convivenza per far venire alla luce pregi e difetti del proprio partner. Potrebbe essere un bel modo di fare pratica di vita a due. Certamente, affittare una casa comporta delle responsabilità e delle spese, quindi la convivenza se da un lato lascia maggiori libertà al convivente, dall’altro però non è del tutto differente dal matrimonio economico.

Andare a convivere spese 

Quanto costa vivere in due? Chi è stato single a lungo, oppure si è abituato a vivere sotto il tetto di mamma e papà, difficilmente riuscirà a gestire le spese. Soprattutto all’inizio di una convivenza. Questo perché dovrà pensare a dividere tutto: bollette, fitto, rate del mutuo, eventuali spese extra. Insomma, l’egoismo va messo da parte e bisogna pensare per due. 

Spese mensili di una coppia

Tornando alle spese, quali sono queste uscite mensili da tenere sotto controllo? 

Prima di tutto i costi bollette mensili: acqua, gas, luce, telefono (anche se ormai la linea fissa è sempre più obsoleta), fitto di casa o del box auto, spesa alimentare, benzina. 

Un buon modo di affrontare le spese mensili in due è quello di annotare su un quaderno apposito tutti i costi da affrontare, indicando quanto tenere da parte al mese (a prescindere dal proprio stipendio) per garantire il pagamento di quelle bollette. 

Media bollette mensili

Quanto si paga in media al mese? Tra gas, luce, acqua, telefono ogni mese vanno via tra le 200 e le 400 euro. Ovviamente, dipende dal tipo di contratto stipulato con le varie società di utenze, ma anche dagli orari in cui si è a casa. 

La televisione meglio vederla in due, decidendo di comune accordo un programma o un film che vada bene ad entrambi. 

La lavatrice? Meglio farla di sera, stipulando con la società di consumi una tipologia di contratto che garantisca una maggiore convenienza per chi usa elettrodomestici nella fascia oraria serale dalle 20 alle 02 di notte. 

Il telefono? Ormai, la linea fissa è solo per avere la linea internet. Telecom, Linkem, Vodafone e Wind hanno varie offerte che rispondono un po’ alle esigenze di tutti.

Il parcheggio? Meglio scegliere una casa che garantisca un box auto, oppure un condominio con parcheggio interno. Meglio ammortizzare i costi sul fitto o sul mutuo di casa. 

Matrimonio o convivenza

Quando ci si sposa davanti alla legge e davanti alla chiesa si assumono maggiori responsabilità giuridiche ed economiche ed in caso di separazione o divorzio, uno dei due coniugi dovrà provvedere per tutta la vita all’altro con un assegno di mantenimento.

Se poi c’è la condivisione dei beni, allora si rischia anche di perdere alcuni averi e proprietà con la fine di un matrimonio. La convivenza, sebbene da qualche anno sia stata sottoposta a maggiori tutele giuridiche con le cosiddette “coppie di fatto”, comporta meno ansia: l’affitto di casa si divide, le spese di dividono, ma in caso di separazione o fine della relazione, ognuno dei partner è libero di mandare l’altro a quel paese senza doverci rimettere troppe spese.

E a livello psicologico? Una separazione, in entrambi i casi, non è mai una cosa facile da superare. La rottura o la fine di un amore o di una relazione implica degli squilibri dell’umore che degenerano spesso nella depressione.

Convivere con il proprio partner

Le perplessità sul costo della convivenza sono molte e riguardano soprattutto le donne. C’è ad esempio Monica, universitaria neolaureata, che conclude in merito all’idea di andare a convivere: “Vorrei farmi due calcoli, ma non ho mai vissuto da sola e non saprei a chi rivolgermi.  Ce la potrei mai fare con 1800 al mese? – ed aggiunge- Io e il mio fidanzato ci stiamo pensando da tempo, ma senza una casa che prospettive ci sarebbero? Il mutuo non ce lo fanno”.

Nonostante i problemi economici, legati alla mancanza di un posto fisso e agli elevati costi della vita, il desiderio di andare a convivere con il proprio partner resta forte. I costi maggiori da affrontare in due, quando non si dispone di una casa propria, sono legati all’acquisto di arredamento e all’allaccio delle varie utenze, nondimeno ai costi di un affitto. Valutate tutte queste variabili, forse passa un po’ la voglia di fare il grande passo…ma non viene certamente meno la voglia di stare insieme.

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