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Tutti rincoglioniti da Pokemon Go, meglio vivere senza

Pokemon Go

Tutti a parlare da giorni, ovunque, sui social e nelle metro di questo strabiliante Pokemon Go, che in realtà è l’ultima app nata per far soldi e  rammollire le persone, distraendole dalle attività quotidiane e facendo rischiar loro la pelle! Già, perché a quanto pare, secondo le ultime notizie di cronaca, la nuova super desiderata  applicazione sviluppata da Nintendo e Niantic Lab (che diciamolo: non avevano altro da fare e se la sono inventata bene la stupidata!) ha già procurato una sparatoria in America contro due ragazzi che giocavano a Pokemon Go e la caduta in un dirupo di un altro ragazzino, uscito ad esplorare la realtà aumentata intorno a lui (perché quella ordinaria non era abbastanza pericolosa!).

Pokemon Go fa delirare

In che consiste questa app? Il web è pieno di spiegazioni in merito, quindi sarò breve: scarichi l’app sullo smartphone Android o IOS, parti in missione alla ricerca di Pokemon (quei simpatici mostriciattoli dei manga giapponesi degli anni 90) nei luoghi intorno a te (bar, supermercato, piazze, fiumi, pozzi e perfino nella casa della signora di fronte), poi una volta individuato il mostro, che appare magicamente sul display del telefonino, gli spari addosso con dei comandi virtuali per annientarlo, grande divertimento a dire della gente caduta nella trappola  della realtà aumentata. Questi Pokemon sono altri giocatori, che vengono individuati attraverso l’app e avvisano con un bip quando è l’ora di attaccarsi. In Italia è arrivato il 15 luglio scorso e ha già rincoglionito numerose persone, dai più piccoli ai più vecchi…grande applauso alla Nintendo per questa mega invenzione, ma se continua a bruciare i cervelli ed il buon senso delle persone, mi sa che il colosso dei videogiochi dovrà pagare molti danni. Siete proprio sicuri di voler vivere una realtà aumentata di cavolate, ma priva di vere interazioni umane?

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2 comments

  1. Andrea 26 luglio, 2016 at 18:11 Rispondi

    Sarà che abbiamo lo stesso cognome e facciamo la stessa professione, ma la penso esattamente come te. Ci si prospettano tempi duri e i giovani, la speranza per il futuro? Vanno in giro col cellulare davanti alla faccia come dei dementi…

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