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Al Museo Archeologico Napoli Canova e i suoi corpi perfetti

museo archeologico napoli antonio canova

Cosa fare il sabato pomeriggio di un afoso mese di giugno? Ho trovato meravigliosa l’idea di visitare un museo e ripercorrere le tracce del passato. Il Museo Archeologico Napoli è uno dei luoghi simbolo della città partenopea. Questa struttura è custode di immensi tesori dell’arte di popoli che hanno attraversato la città nel corso dei secoli.

Immaginare la vita in un periodo lontano, rivivere le paure, le speranze dei trapassati e respirare il genio della loro creatività mi è sempre piaciuto. Quando ho saputo che al MANN di Napoli ci sarebbe stata la mostra di Canova e l’antico, ho deciso di non lasciarmela sfuggire. Così sono andata a farmi un giro con mia sorella e le mie amiche per scoprire la bellezza eterea delle opere realizzate da Antonio Canova, l’ultimo degli antichi e il primo dei moderni.

Museo Archeologico di Napoli cosa vedere

Ho studiato il mondo dei Greci e dei Romani per tutta la mia vita e viverlo attraverso le opere del Canova, che al mondo classico fu legato da sempre, ha avuto un sapore sublime tanto per restare in tema.

La mostra è stata allestita su due piani: al pianterreno una prima carrellata di statue, tra cui quelle dell’Hercules, di Teseo e il Minotauro e quella celebre di Ferdinando IV di Borbone; al secondo piano, a cui si accede attraverso un ampio scalone, dominato da un leone gigante, si apre la vera e propria esposizione dei più celebri lavori del Canova, provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo.

Il capolavoro delle Grazie e di Amore e Psyche, così come l’ Atlante e il peso del mondo, mi hanno completamente rapita. Esposti anche i bozzetti e i disegni con tanto di gessi chiodati sui quali Antonio Canova realizzava poi le sue opere d’arte.

L’armonia delle parti e la disposizione degli arti a X come espressione di quel chiasmo interiore si respira attraverso la perfezione delle forme maschili, per le quali il Canova aveva una predilezione particolare, e nella semplicità dei corpi femminili.

teseo e il minotauro canova

Non so se questa sua eccessiva attenzione al corpo maschile nascondesse una sua sessualità taciuta, ma ad ogni modo la muscolatura in tensione dei corpi raffigurati nell’atto di uno sforzo fisico è davvero perfetta e affascinante. Particolarmente interessante anche Ebe, la coppiera degli dei e Perseo con la testa di Medusa.

Canova e il Napoli Teatro Festival

Una grande emozione attraversa oggi i musei di tutto il mondo, anche grazie alla voglia di condividere sui social ogni istante della propria vita, che ha trasformato i musei, prima vuoti o comunque abitati da poche anime innamorate del passato, in folte piazze di amanti della cultura e della fotografia, desiderosi di riprendere quell’ideale propagandato da Winckelmann ovvero “imitare non copiare gli antichi” e di condividere le proprie imitazioni d’arte su Instagram nuova vetrina di capolavori antichi e moderni.

Passeggiando tra gli immensi stanzini del Museo Archeologico Nazionale di Napoli Canova si respira già nella imponente e realistica statua ritraente di re Ferdinando IV di Borbone, che lo stesso sovrano gli commissionò, durante il soggiorno dell’artista a Napoli nel 1789.

È bello riscoprire il piacere di girare un museo apprendendo nuovi punti di vista, nuove interpretazioni del genio scultoreo del Canova attraverso il confronto di opinioni con amiche ed esperti.

Flash Partenopei Lucia Scodellaro e Valeria Russo giornalista napoli
Flash Partenopei e Valeria Russo

E dopo la visita al museo Mann, ho fatto sosta in un altro luogo di cultura in Via Medina, Palazzo Fondi, sede in questi giorni di Napoli Teatro Festival per gustarmi un delizioso Spritz a completamento di un pomeriggio di sana cultura.

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