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Paura di volare, di viaggiare…di vivere: il terrorismo del terrore

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“Ho un volo per Londra, ma ho paura!”; “Avevo prenotato per l’estate a Tunisi, ma temo di morire”, queste sono solo alcune delle frasi che ormai si sentono in giro, negli autobus o in metro, a lavoro e tra gli amici. Sempre più diffuso è l’hashtag #pauradivolare su Twitter ed Instagram. Che cosa ci sta succedendo? Il terrore, la paura si sono impadroniti di noi. Prima ci hanno pensato quelli dell’Isis ad annientare ogni possibile e remoto desiderio di trascorrere anche solo un giorno nelle terre d’Oriente, seminando panico e morti in nome di una guerra fondata su idealismi religiosi, esasperati dalla voglia di dominare le anime degli altri.

La paura di volare irrompe all’improvviso

Poi, è arrivato lui, Andrea Lubitz, apparentemente una persona normale con una vita meravigliosa: posto fisso in una grande compagnia di volo, la tedesca Luftansa, una fidanzata, tempo libero…All’improvviso la normalità si trasforma in fantasie pericolose ed il fortuito allontanamento del comandante ad espletare naturali bisogni umani alla toilette dà avvio alla macchina infernale del suicidio (che sarebbe meglio chiamare con il suo vero nome “omicidio di massa).

Errore umano, pazzia o disumanità?

Lubitz in pochi attimi mette in atto il suo diabolico piano: farla finita con i suoi problemi e la sua vita vuota e priva di certezze. Che idiota egoista! Come può non aver pensato che realizzando quel desiderio avrebbe distrutto 149 vite, insieme a quelle dei loro parenti? Il mondo è stato sconvolto da questo gesto. Sebbene viaggiare in aereo sia uno dei modi più sicuri al mondo (ogni giorno migliaia di veivoli solcano i cieli del mondo), adesso questa certezza viene messa totalmente in discussione. Tanti esseri umani già erano stati scossi dai recenti attacchi terroristici consumati in Francia, in Tunisia, in America provando una grande paura di volare ancora; molti si erano scagliati contro la negligenza del comandante Schettino, che ormai è passato alla storia come il “fifone egoista” per aver abbandonato la nave ed i suoi passeggeri al loro tragico destino pur di salvarsi.

E’ lecito che si abbia paura di volare e di andare in vacanza?

Insomma, ci voleva solo questa ennesima tragedia, immane e inspiegabile, per gettare altro terrore nelle vite umane. E la colpa, le responsabilità di chi sono? Solo di chi uccide o soprattutto di chi lascia spezzare così vite umane innocenti ed inconsapevoli?
Non prendiamoci in giro, lo schianto dell’Air Bus sulle Alpi Francesi è uno di quegli eventi che ha alterato i normali equilibri della società. Ed allora non meravigliamoci se c’è chi sale sull’aereo con la paura di volare gridando all’equipaggio “Vi prego non fatemi morire così, se volete uccidervi scendete da questo aereo”, oppure chi prima di imbarcarsi chiede udienza al comandante per esser certo che sia competente. Purtroppo, un Lubitz potremmo trovarlo davvero ovunque: potrebbe essere l’autista del bus o della metro che prendiamo ogni giorno, potrebbe essere il comandante del traghetto o il taxista che ci viene a prendere. Come fare a sopravvivere? Questo è proprio quello che volevano ci accadesse: “fottuti” dalla paura di volare, di viaggiare…in una parola di VIVERE!

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