Fatti e misfatti

India, la gente non vuole i Wc: igiene al collasso

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Chi potrebbe vivere senza il Wc? Verrebbe da rispondere: nessuno! Ed invece, vi sono ancora alcune zone della Terra, come in India, dove possedere un normale bagno è un “lusso”. Lo sa bene Rameshwar Natholi, un contadino indiano di 22 anni, che ha ricevuto un regalo inaspettato da parte del governo: un bagno nuovo di zecca è stato costruito nel suo cortile.

MUKHRAI (India)–  Natholi, come tanti altri abitanti del suo villaggio, sono cresciuti con una concezione sanitaria abbastanza “selvaggia”, abituati ad espletare i propri bisogni all’aria aperta, come fanno gli animali. Il water? Uno sconosciuto per anni, fino a qualche giorno fa, quando la prima forma in porcellana bianca è stata innestata nel cortile della fattoria tra sorpresa e diffidenza. A raccontarlo in un reportage fotografico il giornale Washington Post. Il bagno è una condizione necessaria ed obbligatoria per il rispetto della persona e della sua salute, ma soprattutto del pianeta. Sulla base di queste considerazioni il primo ministro Narendra Modi  ha dato avvio alla campagna “Clean India” per fornire nuovi servizi igienici sanitari a più di 60 milioni di case entro il 2019.

Il Wc è sconosciuto per 3/4 della popolazione

La scarsa igiene è una delle cause principali della contaminazione dell’acqua e dunque del proliferare di germi e batteri, che provocano infezioni, spesso mortali.  Gran parte dei villaggi indiani continuano a vivere nell’indigenza e nel totale abbandono. Ben il 53% dei villaggi indiani ignorano l’uso del WC. L’India è uno dei Paesi che punta alla globalizzazione, ed è proprio l’igiene il punto di partenza per realizzare questo obiettivo. Grandissime difficoltà sono state incontrate dai funzionari che hanno costruito le toilette in questi due mesi: “Montare un Wc è semplice, la vera difficoltà sta nel farla accettare alla gente, abituata a fare i propri bisogni all’aria aperta” ha esclamato uno dei funzionari locali.” Avere una toilette così vicino alla casa non è una buona idea. La fossa è troppo piccola e si riempie velocemente. Non voglio avere il fastidio di pulirla spesso. Uscire in un campo aperto è più sano. La brezza spazza via gli odori,  insomma è meglio che sedersi all’interno di questa piccola stanza” ha esclamato il padre 62enne di Natholi.

Che fine fanno i 5,8 milione di WC costruiti in tutta l’India?

Sembra proprio che sia difficile per gli indiani dei villaggi rurali accettare la nuova cultura igienica e così usano “quei vasi di porcellana” come magazzini per il grano o per i vestiti. Il governo indiano ha cercato di arginare il problema imponendo alle giovani spose indiane di scegliere solo pretendenti dotati di un sistema igienico adeguato nella propria casa: “No Wc? No, matrimonio!”. La strada per l’accettazione di quegli strani vasi bianchi sembra essere ancora lontana ed irta di ostacoli.

Ma perché la gente in India ha paura dei Wc?

Non è una questione di denaro, ma solo di pulizia. Nessuno vuole avere l’onere di pulire le fosse intasate dai parenti, o, peggio, da quelli di caste superiori alle loro. Ebbene sì, sarebbe tutta una problematica sociale, legata ad una concezione ancestrale di gerarchie: “L’atto di svuotamento della latrina è associato con il sistema delle caste socialmente degradanti, nessuno vuole ripulire la defecazione degli altri nel caso in cui la fossa di 20 metri si riempia di feci”, ha detto Sangita Vyas, amministratore delegato della Rice, un gruppo di ricerca di Nuova Delhi che studia i problemi igienico-sanitari.



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1 comment

  1. io 8 giugno, 2015 at 12:05 Rispondi

    E noi lasciamo dei nostri soldati, in mano a gente che non sa manco come pulirsi il culo ???

    Che paesino di idioti che siamo…

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