Fatti e misfatti

Gli studenti della Campania si mobilitano per la gratuità dei servizi

corteo Link Napoli

NAPOLI- Oggi in Campania si svolgeranno 5 cortei studenteschi a Benevento, Avellino, Salerno, Nocera inferiore e Napoli con partenza a Piazza Garibaldi alle ore 9. Il corteo napoletano si snoderà da piazza Garibaldi per corso Umberto I, via duomo, Via Foria, Via S. Teresa degli Scalzi e si concluderà a Piazza Sanità.

Spostamenti difficili per gli studenti

“Viviamo in una città in cui spostarsi è sempre più difficile, gli studenti che abitano in periferia o lontano dal centro non possono spostarsi, non possono frequentare le biblioteche o i principali luoghi di accesso alla cultura, in una regione in cui la dispersione scolastica tocca punte del 29%, ossia uno studente su 3 non si può permettere di andare a scuola. E la Buona Scuola, approvata da pochi mesi, non fa altro che peggiorare la situazione delle nostre scuole, non si parla minimamente di diritto allo studio e ancor peggio si va ad acuire la differenza tra scuole di serie A e scuole di serie B – dichiara Raffaele Guarino degli Studenti coordinatore dell’Unione degli Studenti Campania – Il 9 ottobre metteremo le mani sulla nostra città, rivendichiamo un’istruzione gratuita, pubblica e di qualità, trasporti che siano di qualità e che siano gratuito, un reddito di formazione per gli studenti per abbattere la dispersione scolastica e la completa gratuità di musei, teatri e luoghi della cultura.”

Cortei degli studenti per la gratuità dei servizi 



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“Viviamo in una città in cui si continua a morire per mano della criminalità organizzata, in cui la camorra ha il controllo di interi quartieri, dove si continua a morire – continua Mauro Esposito dell’Unione degli Studenti Napoli – per questo oggi concluderemo il corteo napoletano a piazza Sanità dove è stato ucciso Gennaro Ceserano per mettere le nostre mani sulla città sottraendola a chi per anni l’ha devastata seminando odio e violenza per le strade. Vogliamo costruire una città libera dalla criminalità organizzata e dalle mafie. Perciò richiediamo l’istituzione del reddito di formazione e di cittadinanza per liberarci dal giogo della dispersione scolastica e dal ricatto della criminalità organizzata!”

Maggiori libertà e garanzie per gli studenti

“Oggi abbiamo attraversato la città, rivendicando la libertà dei Saperi, il libero accesso alla formazione e un diverso modo di vivere le Scuole e le Università – dichiara Mattia Papa, Coordinatore di Link Napoli – ripartendo dagli studenti e dai loro bisogni. Le Università sono spesso dei luoghi in cui gli studenti devono essere quanto prima cacciati, che sia perché i fuoricorso incidono nella valutazione degli atenei e incidono quindi nei finanziamenti ministeriali alle Università, o semplicemente perché gli studenti pesano in termini di borse di studio da dover erogare. E questo è un problema in un paese come il nostro, e soprattutto una regione come la Campania, in cui il Diritto allo Studio è inesistente: solo il 53% dei richiedenti sono idonei beneficiari, i quali comunque non ricevono la borsa di studio dal 2011. I Rettori aumentano le tasse indiscriminatamente con mosse autoritarie e autocratiche come il prof. Manfredi ha fatto alla Federico II qualche mese fa, aumentando le tasse del 25%. Il che ci rimette l’immagine di un Paese che in tutte le sfumature dirigenziali assume la linea di un autoritarismo dilagante. Gli studenti non fanno comodo all’Università perché costituiscono un problema nei parametri di calcolo e di quadratura di conti. È vergognoso che l’Università si sia ridotta ad un mero calcolo e sempre di più perda il suo valore sociale, di protagonista della società, di luogo in cui gli studenti si preparano alla vita e acquisiscono gli strumenti per, in primo luogo, la propria emancipazione sociale. Il nuovo ISEE ha già espulso il 30% dei richiedenti borsa di studio dalle graduatorie. Vogliamo che l’Università sia gratuita e che il Diritto allo Studio sia gestito a livello nazionale e che si tenga conto di una situazione di povertà al Meridione che ormai si estende velocemente in tutto il Paese e investe ogni maglia della società. Il Sud è e continua ad essere laboratorio di quanto avverrà presto il tutto il resto dello Stivale se non corriamo ai ripari, ripartendo in primo luogo dal dare voce agli studenti”.

C.S. 



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