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Lascaux 3.0 al MANN viaggio virtuale nella Preistoria


Lascaux 3.0 al MANN viaggio virtuale nella Preistoria

A Napoli, al MANN (Museo Archeologico Nazionale) fino al prossimo 31 Maggio 2020 sarà possibile ammirare una delle mostre più belle e suggestive di quelle ospitate presso il museo: Lascaux 3.0. 

È una storia che conoscevo già attraverso i miei studi e la mia attività di docente di Lettere, ma confesso che ammirarle dal vivo attraverso questa fedele ricostruzione è stato affascinante. 

Le grotte di Lascaux scoperte per caso

Sono chiamate la Cappella Sistina della Preistoria, si trovano in Francia, vicino Montignac. Le grotte di Lascaux sono un complesso di grotte in cui si trovano notevoli esempi di arte preistorica parietale, raffiguranti scene di vita quotidiana. 

Le rocce calcaree sono state dipinte con colori naturali diluiti. Le scene raffigurate risalgono a 18mila anni fa, precisamente al Paleolitico superiore

Era il 12 settembre del 1940, quando quattro ragazzini francesi ( Marvel Ravidat, Jacques Marsal, Georges Angel, Simon Coencas), per inseguire il proprio cane durante una escursione vicino a Montignac, si avventurarono in un cunicolo, inconsapevoli di quello che avrebbero scoperto: le Grotte di Lascaux. Quest’ultime custodiscono oltre 600 pitture rupestri dichiarate Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, e per questo definite la Cappella Sistina del Paleolitico. 

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le Grotte di Lascaux ebbero migliaia di visite da parte di appassionati del periodo preistorico o di semplici curiosi. Come ogni eccesso, anche questa scoperta subì i suoi danni. Le grotte iniziarono a deteriorarsi, pertanto furono chiuse e restaurate. 

Solo negli anni 80, a poca distanza dal sito originale, fu inaugurata Lascaux 2, una ricostruzione fedele della sala dei Tori e della Galleria Dipinta. 

Una volta restaurate, le grotte originarie sono state riaperte, ma la comparsa di funghi e muffe su pareti e cupole ne hanno decretato la definitiva chiusura nel 2008. 

I turisti e gli studiosi hanno continuato a visitare le grotte di Lascaux 2, registrando oltre 300mila visite all’anno. 

Le pitture rupestri Francia

A Napoli, al MANN è possibile ammirare Lascaux 3.0, grazie alla bravura di tecnici e artisti delle nuove tecnologie è possibile fare una visita virtuale a queste pitture rupestri. 

Lascaux 3.0 al MANN viaggio virtuale nella Preistoria

L’esposizione è per la prima volta in Italia e regala un suggestivo viaggio nel tempo, tornando indietro di 20mila anni. Al piano terra del Mann si è accolti dalla presenza di due fedelissime riproduzioni dell’uomo e donna preistorica, appartenenti alla tipologia Cromagnon. La perfezione della pelle con tanto di peli e bulbi piliferi di lui, lo sguardo penetrante e quasi mobile dell’uomo e l’espressione accigliate di lei immergono fin da subito in una realtà affascinante.

Lascaux 3.0 al MANN viaggio virtuale nella Preistoria

Un primo percorso interattivo, pensato soprattutto per attrarre i più piccoli, precede l’entrata nelle grotte con la fedele riproduzione dei dipinti parietali. Un gioco di luci e di sensori permettono l’accensione delle immagini e la visualizzazione dei contorni. 

Il prezzo del biglietto è di 18€ per visitare non solo Lascaux 3.0, ma l’intero complesso museale. Ci sono altre mostre come Thalassa, meraviglie sommerse del Mediterraneo (visitabile fino al prossimo 9 marzo 2020) che meritano una visita. Purtroppo, il 1 marzo è stata sospesa la visita gratuita al museo, dovuto alle nuove disposizioni per contrastare la diffusione del Coronavirus (ma questa paura non deve distogliere dall’amore per la cultura). 

Lascaux 3.0 al MANN viaggio virtuale nella Preistoria

Cosa c’è nelle grotte di Lascaux

Le grotte originali sono un complesso di caverne completamente buie, ma sulle pareti, se si cammina con una lanterna, è possibile ammirare numerose scene dipinge con diversi tipi di animali, tra questi: orsi, stambecchi, bovini, cavalli. Gli animali sono sempre presentati di profilo e in varie posizioni, quello che si percepisce è il movimento. 

Chi ha dipinto le grotte di Lascaux?

Forse uno sciamano, un eremita che visse parecchio tempo rinchiuso in ritiro tra queste pareti. Chi dipingeva voleva rappresentare gli animali in modo realistico e lo fece servendosi della tecnica del chiaro-scuro. Inoltre, l’artista delle grotte ha sfruttato le sporgenze della parete per ottenere un effetto visivo di maggior volume. 

I disegni sono tratteggiati in modo semplice, ma sono ben definiti. I colori dominanti sono il rosso, tipico del sangue e della vita, soprattutto della fertilità della donna, ma richiama anche la morte. 

Come viene applicato il colore? L’artista di Lascaux ha usato le dita o ha soffiato il colore con la bocca, una sorta di tecnica a spray usato oggi dai writers. 

Le immagini hanno una funzione esorcizzante contro il pericolo e la morte, secondo altri studiosi hanno una funzione propiziatoria per la fertilità delle donne o per le battute di caccia. Il rapporto tra uomo e natura è preponderante. 

Lascaux 3.0 ha affascinato grandi e piccini in questo primo mese di esposizione. Ha registrato grandi consensi e ha regalato minuti emozionanti all’interno della camera oscura ricreata a immagine e somiglianza delle grotte di Montignac. 

Lascaux 3.0 al MANN viaggio virtuale nella Preistoria

È una mostra che vale la pena visitare se trascorrerete un weekend a Napoli. La storia fa parte di noi, la possiamo rivivere solo toccandola con mano. 

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