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Angela Iacobellis, la Beata dispensatrice di grazie attraverso una lettera

Angela Iacobellis, la Beata dispensatrice di grazie attraverso una lettera

Chi è la beata Angela Iacobellis e perché riesce a scuotere i cuori di tutti, anche del più incredulo tra gli atei? La sua vita ricorda un po’ quella di Santina Campana Angelo dell’Abruzzo.

Nascere santa si può e centinaia di persone senza titoli nobiliari sono stati angeli sulla Terra prima di morire e andare direttamente in Paradiso.Come diceva un vecchio esorcista napoletano, Padre Vincenzo Cuomo, “tutti noi potremmo aspirare al Paradiso se riuscissimo a vivere secondo i canoni della Chiesa”.

Angela  Iacobellis, la beata del Vomero, è nata già angelo. In che senso? Fin da piccola fu innamorata della Madonna e Gesù tanto da parlare con loro tutto il giorno, prendendosi cura degli ammalati e dei poveri.

Nei suoi appunti leggiamo parole e pensieri incredibili per una bambina di quell’età: “Questa mattina in autobus ho ceduto il mio posto ad un anziano, pur essendo molto stanca”. Sì, perché la piccola Angela, a soli 12 anni, fu colpita da leucemia.

Come diventare santi?

Nonostante le torture della malattia che incalzava sempre più, Angela trovava la forza di sorridere e di far sorridere chi, come lei, si trovasse in prossimità della morte per una malattia allora incurabile. Eppure,  la gioia le esplodeva dentro. I suoi familiari la circondavano di affetto, mascherando il grande dolore che avrebbero dovuto sopportare nel perderla per sempre.

La piccola Angela pregava tanto Gesù e la Madonna, chiedendo loro un miracolo di sopravvivenza per restare un po’ di più con i suoi genitori.

Scriveva lettere anche a San Pio per guarire, ma era destinata a morire per diventare serva di Dio. E padre Pio lo sapeva già, ma non ebbe la forza di dirlo alla sua famiglia. Dopo la morte di Angela, avvenuta il 27 marzo 1961, giorno del lunedì Santo si  ebbero i primi miracoli di guarigioni.

La sua salma fu traslata dal cimitero di Poggioreale alla chiesa degli Artisti al Vomero e, lì,  già un grosso miracolo si verificò al momento della sua esumazione: il corpo di Angela Iacobellis era intatto.

Angela Iacobellis, la Beata dispensatrice di grazie attraverso una lettera

Chiedere un miracolo impossibile ad Angela Iacobellis

E non finisce qui: quando fu sepolta, il corpo era smagrito e consumato dalla leucemia, aveva i capelli neri lunghi e sciolti.

Quando aprirono la bara, alla presenza di numerosi testimoni, si constatò che i capelli di Angela erano legati in una lunga treccia e il suo viso appariva beatamente intatto. All’impressione seguì la gioia di trovarsi al cospetto di una santa creatura. 

E da allora centinaia di persone, provenienti da tutto il mondo, pregano sulla sua tomba, in che modo? Scrivendo lettere. Sembra proprio che la piccola Angela anche dal Paradiso ami la corrispondenza epistolare che le fu cara in vita e così i  miracoli spuntano a grappoli.

Nessuno resta deluso dopo essersi rivolto a lei ed aver pregato.Sembra quasi di udire la sua voce: “Tutti quelli che hanno delle pene vengano da me, perché  io me la  sbrigherò con Gesù e vedrete che anche i leoni diventeranno agnelli”.

Angela Iacobellis la vita

Angela non era napoletana.Nacque a Roma il 16 ottobre del 1948 e venne a Napoli pochi anni dopo la sua nascita.A volte ci si chiede come sia possibile che una fanciulla così provata dalla leucemia potesse trovare tanta forza dentro il proprio corpo per regalare tanta speranza e contribuire a  conversioni di massa.

In realtà una risposta c’è:  la Madonna complice di questi fenomeni celesti si ritrova a vivere in simbiosi con le prescelte da Dio. Ci si chiede anche in che modo una tredicenne potesse affascinare con i suoi scritti, fatti di poesie o annotazioni sul diario, tanta gente da ogni parte del mondo.

Soleva dire “siate più buoni e vedrete che tutto vi andrà al meglio. Abbiate fede e Gesù vi ascolterà”.

Angela Iacobellis miracoli certi

Oggi, i vomeresi si vantano di avere in una strada molto elegante la chiesa degli Artisti che risplende più di tutte perché custode delle sacre spoglie di Angela Jacobellis.

Anche io, in un momento di grande tristezza per la scomparsa prematura del mio papà,  sostai in ginocchio a pregare la piccola santa Angela Iacobellis.Trovai dentro di me una forza straordinaria  per andare avanti  con la giusta rassegnazione. 

Ogni giorno, dovremmo trovare cinque minuti per raccoglierci in silenzio e pregare. Dio non vuole parole recitate a memoria, ma pensieri sinceri provenienti dal cuore di ognuno di noi. Il linguaggio ecumenico non conosce differenze di lingua e cultura, di epoche o geografia. 

Provate a entrare nella chiesa degli Artisti al Vomero, sentirete una inspiegabile pace e vi sentirete attirati da due grandi e profondi occhi neri che osservano con apparente severità, ma in realtà vi stanno leggendo dentro: sono gli occhi di Angela Iacobellis. 

Il miracolo ha inizio…

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