Curiosità

Intervento chirurgico? Niente paura, oggi opera il Dottor Robot

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WASHINGTON- Svolgere compiti e operazioni delicatissime meglio di un essere umano? Certo che si può, se si  parla di dottor robot. In America non sono più una novità, ma un’abitudine di cui non si può più fare a meno, soprattutto nell’ambito dell’elettronica e della produzione automobilistico e recentemente anche in ambito ospedaliero. E se un dottor robot potesse operare meglio di un medico in camice bianco? A quanto pare non è più un pensiero assurdo, ma una certezza già sperimentata. C’è chi potrebbe obiettare che già è difficile fidarsi di un essere umano, figuriamoci di un ammasso di circuiti che potrebbero andare in tilt! Eppure, gli scienziati sono pronti a scommettere sulle potenzialità dei robot in ambito medico. E i dottori veri che fine faranno? Non verranno eliminati del tutto, ma saranno alleggeriti da una serie di compiti e di impegni gravosi, permettendogli di fare un numero maggiore di interventi e con la massima precisione. Come hanno sottolineato gli esperti nessuna macchina, per quanto programmabile, può restare senza supervisione di un vivente in carne ed ossa.



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Dottor Robot, amico fidato in sala operatoria

Lo studio, condotto da una equipe di chirurghi, su alcuni bambini del National Medical Center di Washington ha dimostrato per la prima volta che un robot, autonomo ma comunque supervisionato da un medico, potrebbe svolgere un intervento chirurgico dei tessuti molli, come ad esempio cucire insieme l’intestino di maiale durante una chirurgia a cielo aperto – e sarebbe capace di farlo meglio di un chirurgo umano. Nessuna superbia, né mortificazione del ruolo dei medici, ma un modo per far fronte a quegli “errori umani” che spesso si verificano in sala operatoria.  Una grande possibilità per far sì che tutti i pazienti ricevano le stesse cure, precise e senza effetti collaterali, ma soprattutto permettendo di intervenire quando ne hanno più bisogno, senza attendere che si liberi il chirurgo di turno. Il progetto conta di ampliarsi sempre più per garantire efficienza sanitaria e maggiore precisione nell’ esecuzione di determinati interventi chirurgici. Per ora è tutto in fase sperimentale e circoscritto al territorio americano; ma l’Europa è sempre aperta alle novità d’Oltreoceano.



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