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Festa della Befana a Napoli tra freddo e colori: ecco come nasce l’Epifania


Festa della Befana a Napoli tra freddo e colori: ecco come nasce l’Epifania

E con l’Epifania tutte le feste vanno via…ebbene, sì! Anche quest’anno, le festività natalizie sono volate via a gran velocità. E così da dopodomani, ci toccherà mettere a posto decorazioni, albero e presepe. Si torna alla quotidianità, carichi di chili in più, ma anche pronti ad accogliere l’avvicinarsi della Pasqua.

A ricordarci che l’inverno è nel pieno del suo gelo, con venti di tramontana e temperature sotto zero un po’ ovunque, è una simpatica vecchina che giunge in volo sulla sua scopa…la Befana. Distribuisce doni, caramelle, cioccolata e anche carbone a chi non si è comportato come avrebbe dovuto.

Che cosa vuol dire Befana?

La parola Befana viene da Epifania, termine greco che indica la “manifestazione di luce, apparizione”.

In questo termine convivono religione e leggenda, paganesimo e cristianesimo. Il mito della Befana affascina grandi e piccini da secoli. Ma è una Befana o strega? Volete proprio sapere come nasce il mito di questa signora sulla scopa? 

La figura di questa vecchina dal naso lungo, gli abiti sporchi di carbone e le scarpe rotte nasce proprio in epoca cristiana, legata alla figura dei re Magi. Baldassarre, Gasparre Melchiorre si apprestavano a seguire la stella cometa per trovare Gesù Bambino e portagli doni. Lungo la strada, chiesero indicazioni ad un’anziana donna, che, invitata a unirsi alla loro ricerca, in un primo momento si rifiutò, ma poi ci ripensò. E così, mise dolci e altre prelibatezze in una calza gigante a forma di sacco e iniziò a girare per le case, distribuendo doni ai bambini con la speranza di trovare Gesù. 

Questa leggenda, nel Medioevo, si mescolò alla figura delle streghe e da allora la Festa della Befana fu identificata negli abiti e nella iconografia come una creatura della notte. 

La filastrocca, nota a tutti noi sin da bambini, dice per l’appunto che: la Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana, viva viva la Befana!

La befana come è vestita? 

La festa dell’ Epifania rappresenta l’anno appena passato, vecchio. Ecco perché la Befana è una vecchietta dal naso lungo e dal mento a punta, che viaggia su una vecchia scopa, volando sui tetti e calandosi dal camino per distribuire doni ai bambini. 

Auguri befana come rispondere? 

Si è soliti inviare auguri di Buona Epifania la mattina del 6 gennaio, anche se non sempre sono graditi. Spesso qualche ragazzo burlone ama inviare questi auguri a tutte le donne per prenderle in giro, identificando nella Befana una strega e attribuendo questo epiteto alle sue amiche e conoscenti.

Come rispondere? O ignorate completamente questa provocazione, oppure rispondete con una burla “il prossimo anno vieni ad aiutarmi anche tu, mi farebbe comodo un re Magio della mia stessa bellezza”. Meglio riderci su. E poi, spesso la provocazione è per strappare un invito a bere un caffè. La Befana può portare anche l’amore, chissà. 

Festa della Befana a Napoli tra freddo e colori: ecco come nasce l’Epifania

La festa della Befana a Napoli è un momento speciale. C’è la tradizionale manifestazione organizzata dal comune di Napoli, in collaborazione con i Vigili del Fuoco, in Piazza del Plebiscito. La mattina del 6 gennaio, la Befana si calerà dall’alto della piazza, lanciando caramelle e cioccolato ai bambini presenti.

Quest’anno però Napoli ha pensato bene di donare anche delle belle pizze appena sfornate. L’appuntamento è alle ore 10.30 in piazza con il Sindaco Luigi de Magistris e l’assessore alla scuola Annamaria Palmieri. L’affluenza prevista è notevole, considerando che Napoli ha registrato il 95% di prenotazioni alberghiere e B&b. È stata la città più visitata del Sud in queste festività natalizie. Buon cibo, folklore, allegria ed accoglienza è uno dei motivi per cui si vive e si viene volentieri a Napoli. 

Festa della Befana senza calze?

Ricordo un momento della mia infanzia, in cui ebbi davvero paura della Befana. Era la notte tra il 5 e il 6 gennaio, tirava un gelido vento di tramontana, che faceva sentire il suo ululare attraverso i battenti delle mie finestre. Non riuscivo proprio a chiudere occhio. Avevo anche la curiosità di vedere la Befana mentre si avvicinava al mio albero di Natale per lasciarmi la calza piena di dolci. Eppure, avevo paura. Sentii dei cigolii, un odore di carbone…intravidi una luce avvicinarsi all’albero e poi mi addormentai per lo spavento. L’indomani trovai i miei giocattoli preferiti e tanti dolci nelle calze. Ringraziai la Befana e le scrissi una lettera, promettendole che l’anno successivo le avrei fatto trovare anche io una sorpresa. Con l’aiuto di mia nonna Ida preparai per la Befana un piattino con un mandarino, un bicchiere di latte e dei biscotti e lo lasciai sulla tavola nella notte del 5 gennaio del Natale successivo. La festa della Befana, per l’appunto.

Festa della Befana a Napoli tra freddo e colori: ecco come nasce l’Epifania

E la Befana arrivò, facendo i suoi soliti rumori. E oltre ai soliti regali, lasciò una traccia della sua presenza: il piatto vuoto, il bicchiere di latte consumato e una lettera di ringraziamento con lo stampo carbonato della sua mano come firma. Ricordo ancora con gioia e stupore quel momento della mia infanzia. L’ Epifania è sicuramente la festa dei bambini, ma può essere anche un momento per noi adulti di far chiarezza nel nostro animo e riscoprire quei sentimenti che nel tempo abbiamo trascurato a causa del nostro egoismo. 

Buona magica Epifania a tutti! 

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