Fatti e misfatti

Chiude per sempre i battenti l’Archivio Storico di Napoli, è pericolante

archivio storico di Napoli

NAPOLI- E’ da un mese che la strada intorno alla sede dell’ Archivio Storico di Napoli era recintata da nastro rosso. Il transito alle auto lungo salita Pontenuovo era stato chiuso, ma oggi, attraverso la testimonianza di Ciro La Rosa su Facebook, si apprende la notizia che l’archivio dal prossimo 25 luglio chiuderà e bisognerà attendere nuove disposizioni: “Con grande rammarico comunico che oggi è l’ultimo giorno di apertura dell’Archivio Storico Municipale, dal 25 luglio 2016, nota la data “nemesi”, resterà chiuso ad infinitum poichè l’edificio è stato dichiarato pericolante, non sarà accessibile nè fruibile da parte della cittadinanza, noi dipendenti saremo parcheggiati “temporaneamente” presso una nostra sede collocata all’interno dell’Ospedale dell’Annunziata, non c’è da preoccuparsi “la situazione è sotto controllo” ….”Le dimissioni di Sua Eccellenza il cavalier …sono state accettate. P.S. ora non ci resta che aspettare l’8 settembre…”

Le carte sfortunate dell’ Archivio Storico di Napoli

Una punta di amarezza per l’ennesimo caso di abbandono e di indifferenza nei confronti di uno dei più affascinanti ed importanti edifici storici, fiore all’occhiello della cultura napoletana. Ma cosa è successo alla strada e perché è stata chiusa? Il palazzo dell’archivio storico è antico, anzi antichissimo; la sua costruzione risale alla fine del ‘600, al suo interno è custodito uno dei tesori più preziosi della città: i documenti salvati dalle fiamme che divamparono nel 1949 a Castel Nuovo e posti al sicuro, gelosamente, per non perdere gocce di memoria importanti nella ricostruzione della storia di Napoli dal 1300 all’Unità d’Italia. Carte sfortunate, perché rischiano di perdersi nuovamente nell’oblìo dopo l’annunciata chiusura dell’Archivio Municipale dalla prossima settimana. L’edificio è pericolante, la facciata ha delle crepe minacciose e la strada sottostante è dissestata.

Salvare l’ Archivio Storico di Napoli e i suoi manoscritti

E così si chiude un altro punto di riferimento per turisti e napoletani assetati di storia e mistero. Gran parte del personale è stato già mandato via, le carte resteranno da sole, abbandonate al loro destino tra la polvere e la minaccia di crolli. Se quei documenti manoscritti del seicento e settecento potessero parlare, oggi griderebbero “Salvateci! Portateci al sicuro!”. Le istituzioni di competenza ascolteranno il richiamo della cultura? Speriamo vivamente di sì!

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1 comment

  1. ciro 27 luglio, 2016 at 22:09 Rispondi

    Questi governante fottono e se ne fottono! Pensano solo alle tasche ed al bunga-bunga! Dobbiamo essere noi del Popolo a riprendere il controllo del territorio e riattivare l’economia tramite opere abbandonate apposta da un sistema colonizzatore che va avanti da oltre un secolo e mezzo…Il governatore della banca d’italia bombrini nel 1868 disse” I MERIDIONALI NON DEVONO ESSERE IN GRADO DI INTRAPRENDERE”
    Quindi non dobbiamo fare concorrenza alle città d’arte del nord, perché NAPOLI non è italia!

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