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Ha la sindrome di Down, niente lavoro retribuito per Ben

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Lavorare dovrebbe essere un diritto di tutti. Mentre in Italia c’è una legge specifica per garantire un posto di lavoro ai disabili, in Gran Bretagna c’è ancora chi vive di pregiudizi verso persone affette da sindrome di Down, come Ben Piccolo. Ecco la sua storia diventata “virale” su Twitter.

LIVERPOOL- “Hai la sindrome di Down? Allora, mi dispiace ma non sei capace di lavorare per noi” parole dure e dolorose quelle che ha dovuto incassare Ben Piccolo, un giovane 26enne britannico disabile. Ben ha lavorato sempre “gratis” presso aziende del calibro di Mc Donalds e Wetherspoons, ma non è mai stato in grado di trovare un’occupazione retribuita. Perchè? Semplicemente perchè affetto da sindrome di Down e vittima di pregiudizi ancestrali in una società che spesso ama definirsi “moderna”, specialmente quella cosmopolita della Gran Bretagna. Ed allora cosa fare? Come vivere?

La sindrome di Down, tutta colpa del cromosoma 21

E’ un’alterazione cromosomica nell’uomo per la presenza di una terza copia del cromosoma 21. Questa anomalia provoca un ritardo nella capacità cognitiva e nello sviluppo fisico e del viso. Il Quoziente Intellettivo di un uomo affetto da sindrome di Down è 50, la metà rispetto a quella di un bambino senza patologia. Sono considerati moderatamente disabili. Questo però non impone a nessuna legislazione di tagliarli fuori dal sistema lavorativo. Sebbene rallentati a livello cognitivo e motorio, gli affetti dalla sindrome sono in grado di svolgere tutte le normali attività quotidiane. Sono tantissimi i gruppi di sostegno nel mondo e le cure fisioterapiche e psicologiche dirette a quanti soffrono di questa patologia.

Appello su Twitter, risposte in poche ore

Non si è persa d’animo Fiona Hodge, matrigna “buona” del giovane Ben, che ha deciso di darsi da fare su Twitter avviando una campagna di ricerca lavorativa con hashtag #GiveBenAJob. In pochi tweet, l’iniziativa è diventata virale. L’appello è stato condiviso da centinaia di utenti  e promosso dai comici Jason Manford e Boothby Graffoe, così come l’attore Michael Starke. Tantissima solidarietà per questo ragazzo, pieno di entusiasmo e  voglia di lavorare. I tweet di risposta non hanno tardato ad arrivare, infatti Ben è già stato contattato per diverse opportunità di lavoro, tra queste un negozio di caffè a Liverpool, l’ospedale della città e una scuola per autismo in Merseyside. Il web, per una volta, non conosce pregiudizi o discriminazioni! Ben ora sorride di felicità: ha varie opportunità da considerare ed è diventato una celebrità sul web.

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