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Come cambieranno le nostre ricerche su Google nel 2025?

ricerche Google

L’ Intelligenza Artificiale sta prendendo sempre più spazio nelle nostre vite. E’ una verità indiscussa. A scuola, ormai, gli studenti ne abusano per risolvere qualunque “compito impossibile” (e non so quanto possa ritenersi ottimale un tale approccio alla cultura!); anche i docenti e tanti professionisti non disdegnano l’aiuto che Chat Gpt, Gemini Ai ed altri riescono a fornire nelle attività di tutti i giorni : dall’editing di una mail alla stesura di una relazione, dalla risoluzione di problemi alla creazione di immagini e presentazioni in Power Point.

Se mettiamo insieme tutti questi aspetti, viene spontaneo chiedersi Come cambieranno le nostre ricerche su Google? E sarà ancora importante scalare la SERP? 

Secondo Sundar Pichai, CEO di Google, la ricerca è destinata a cambiare radicalmente entro il 2025, spinta da una sempre maggiore integrazione dell’intelligenza artificiale (IA). Durante una recente intervista, Pichai ha sottolineato come la tecnologia Transformer – alla base di modelli come BERT e MUM – stia già rivoluzionando il modo in cui comprendiamo e interagiamo con la ricerca online.

Pichai ha dichiarato: “L’area in cui abbiamo applicato l’IA in modo più aggressivo è stata la ricerca. Abbiamo reso la ricerca multimodale, migliorando la comprensione del linguaggio e la qualità complessiva. Ma siamo solo all’inizio. La ricerca stessa continuerà a cambiare profondamente nel 2025. Ci sorprenderà con nuove capacità che oggi non possiamo nemmeno immaginare.”

Innovazioni tecniche e nuove sfide

Pichai ha ammesso che il progresso diventerà più complesso con il tempo. I “frutti a portata di mano”, cioè le innovazioni più immediate, sono stati già raccolti. Tuttavia, il futuro della ricerca si giocherà sull’ottimizzazione di aspetti tecnici e algoritmici. Ha spiegato:

“Da qui in avanti, le innovazioni devono concentrarsi su come migliorare i sistemi di ragionamento e pianificazione. Sono queste le sfide tecniche che guideranno il futuro.”

Tra le novità citate, Pichai ha menzionato l’impatto di Gemini, il modello di IA utilizzato da oltre un miliardo di utenti nelle applicazioni di ricerca. Questo rappresenta solo un esempio del potenziale ancora inespresso dell’IA nel trasformare il panorama digitale.

La ricerca su Google è in declino?

E, dunque, con l’ascesa dell’IA e di altre piattaforme esterne, la ricerca tradizionale rischia di perdere valore? Pichai ha risposto difendendo il ruolo centrale di Google, sottolineando che in un mondo sovraccarico di contenuti, la ricerca diventa ancora più preziosa:

“In un’era di informazioni in eccesso, le persone cercano contenuti affidabili e rilevanti. La ricerca non sta perdendo valore, ma lo sta guadagnando come guida in un mare di dati.”

Contenuti generati dall’IA e il ruolo degli editori

Un altro tema affrontato è stato l’impatto dell’IA sull’ecosistema dei contenuti. Con la capacità di generare miliardi di risposte, Google si trova a dover bilanciare innovazione e supporto agli editori tradizionali.

Pichai ha sottolineato che Google continua a inviare un enorme traffico ai creatori di contenuti e a riflettere sull’impatto economico delle sue tecnologie: “Passiamo molto tempo a considerare l’effetto sull’ecosistema degli editori. Vogliamo assicurarci che il nostro modello sostenga chi crea contenuti e che la ricerca rimanga uno strumento per valorizzarli.”

LEGGI ANCHE: “Come scalare la SERP di Google?”

In effetti, molti blogger e quanti operano ogni giorno a contatto con le SERP e le Keywords, si chiedono se abbia ancora senso avere un sito di news esclusive se per ogni domanda degli utenti c’è una risposta pronta e approfondita di Gemini AI…e se quei contenuti da cui attinge l’AI sono sempre uguali, che senso ha distinguersi nell’Indicizzazione Google?

Il futuro della ricerca Google: complessità e fiducia

Nel 2025, le ricerche su Google saranno più sofisticate, capaci di rispondere a domande complesse e di offrire esperienze sempre più personalizzate. Tuttavia, queste innovazioni richiederanno una maggiore attenzione al tema della fiducia, sia nei contenuti proposti sia nel rapporto tra Google e il suo ecosistema di editori.

La vera sfida? Garantire che l’IA non diventi un ostacolo, ma un’opportunità per migliorare la qualità dell’informazione e il modo in cui la cerchiamo.

FONTI: questo articolo è stato realizzato grazie alla consultazione del sito www.searchenginejournal.com

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