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Il terrorismo è colpa di tutti: ferma la paura

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PARIGI #7giornidopo il terrorismo: un hashtag di tendenza su Twitter è tutto quel che resta della terribile strage commessa da terroristi “indemoniati e drogati” contro 130 vittime innocenti, giovani pieni di vita, di sogni e di voglia di divertirsi tra un impegno e l’altro. Quel maledetto venerdì 13 il mondo si è fermato, trivellato di colpi, difficili da cancellare dalla memoria storica e personale. In un istante sono state spezzate delle vite ed insieme ad esse quelle dei famigliari delle vittime. E da quel giorno il terrore ha preso piede nell’animo di tutti, indipendentemente dalla collocazione geografica. E’ stato un continuum di bandiere francesi sui profili social, di tam tam mediatici su possibili arresti e blitz contro i fautori degli attacchi terroristici e in una settimana non si è davvero capito più che cosa fare: uscire di casa con la certezza di rientrare o vivere costantemente senza prendere metropolitane, senza andare al cinema e rinunciando ad una cena fuori per paura di una follia omicida improvvisa ed imprevedibile? Eppure, siamo in Italia. Non siamo tranquilli nemmeno qui. Assurdo che l’Antico Impero Romano, che ha piegato miriadi di orde barbariche, si faccia mettere il “coppone” in testa dalla minaccia di pochi fanatici, dotati di capacità di social media marketing e di numerosi adepti mediatici. Che sia un gioco politico o una minaccia reale, come molti hanno ipotizzato al bar davanti ad un caffè “troppo amaro”, in piazza tra una manifestazione di cordoglio ed una di protesta, si tratta di un momento storico molto delicato.

Il terrorismo, minaccia sanguinosa del XXI secolo

Il Papa l’ha dichiarato esplicitamente: e’ la Terza Guerra Mondiale. Ebbene sì, perché tutte le nazioni sono chiamate a combattere con armi più potenti delle pistole e delle bombe. Quali sono? La cultura in primis, la capacità di discernere tra terroristi ed islamisti poi. Non è giusto attaccare con titoli di giornale offensivi e denigratori gli islamisti (vedi il caso di Feltri che ha titolato “ISLAMISTI BASTARDI” e non ha chiesto scusa nemmeno in diretta tv, ma ha insistito sulla normalità di un titolo che ferisce più di una pistola).  Che cosa avremmo detto se avessimo letto “CATTOLICI BASTARDI”? Bisogna mettersi anche nei panni di quel popolo, fatto di persone religiose e osservanti, amanti della preghiera e non certo dell’odio, eppure vittime di manipolazioni mediatiche, che le rendono da semplici vittime in inconsapevoli carnefici. In ogni momento della giornata accendere la tv equivale  a nuovi bombardamenti visivi e mentali su nuove minacce, nuovi pericoli. Ci hanno bombardato di immagini del terrore.

Basta fare terrorismo mediatico e allarmismo pericoloso



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Qualche giorno dopo la Francia e la Russia hanno subito stretto un’alleanza e hanno dato avvio a nuovi, potenti, mortali bombardamenti contro la Siria e gli avamposti dei terroristi (come potrete notare non faccio nome di quella sigla con la quale si sono fatti conoscere dal mondo, perché non intendo regalare loro altra indicizzazione su Google), che in realtà con quei territori hanno davvero ben poco a che fare. Certo, alcuni ci saranno nati, altri avranno conservato e nascosto le armi; ma abbiamo saputo che 25mila terroristi provengono un po’ da tutto il globo e la cosa peggiore è che vivono in casa nostra, magari è il vicino tranquillo, il barista o lo studente universitario che vediamo in autobus. L’aspetto che più mi fa accapponare la pelle è che questi sedicenti terroristi sono stati armati da finanziatori occidentali, senza scrupoli e con i loro interessi personali. Se il mondo precipita, loro sono i primi colpevoli. Quello che intendo dire è che non possiamo etichettare i terroristi come “islamisti”, perchè vi hanno aderito tutti quei soggetti deboli e facilmente influenzabili attraverso web e playstation. Immaginate un po’ il livello psichico di questi individui. Eppure, chi è stato bombardato dai missili russi? Case piene di bambini piccoli, dilaniati e saltati in aria mentre dormivano innocentemente nelle loro culle o nelle braccia delle loro mamme. Non ho visto teste di terroristi, irrorate di sangue e squartate dai colpi, ma solo terribili flash di creature innocenti, ormai prive di vita…

Oriente e Occidente vanno pianti in egual modo

Intanto, televisioni e giornali ricordavano l’orrore accaduto in Francia, che inconsciamente ci prende di più, ci commuove maggiormente, ma solo per una questione psicologica: Parigi è l’icona dell’amore, di ricordi personali e geograficamente sorella dell’Italia. Non esistono vittime di serie A e quelle di serie B. L’umanità è sotto assedio.  Oggi, un nuovo attacco di terrorismo in Mali, Africa. Tantissime vittime ed orrore anche qui. Ogni sette giorni, come un macabro rito, la paura colpisce e si ripete lo scempio e il genocidio senza scrupoli. Piangiamo anche oggi, mettiamo bandiere del Mali anche questa volta. Non limitiamoci all’Occidente, qui è in ballo la vita e la sorte dell’intero Pianeta. L’allerta terrorismo c’è sempre stata, sin da quell’11 settembre 2001, quando l’America pianse migliaia di innocenti ed il mondo intero con essa. Avremmo dovuto blindarci un po’ di più e avremmo dovuto farlo già da tempo. Qualcosa ancora non mi è chiaro, ma presto o tardi sapremo quello che dobbiamo sapere per tornare a vivere sereni. Gli allarmi non sempre sono veri, ma la paura è reale.  Il Natale, intanto,  si avvicina, ma si colora del rosso sbagliato…di sangue innocente.

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