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Vittima di un amore folle: l’odissea giudiziaria di Stefania Lo Piparo

ASPRA- Amare fino ad annullare se stesse, vedendo sempre del buono nell’altro, lasciandosi manipolare sotto i colpi violenti del mostro che si è soliti chiamare “Amore”, sono sentimenti comuni a tutte le donne che amano troppo. Stefania Lo Piparo è stata una di queste donne, cadendo nella ragnatela di un amore malato e sadico, crudele e violento, quello di Giano. Un amore iniziato ad Aspra, in Sicilia, e sbocciato a Napoli e poi…trasformatosi in un incubo di paure e minacce intorno al mondo, da Miami a Berlino, da Giacarta a  Bali.

Stefania Lo Piparo vittima dell’amore

Ed anche quando tutto sembrava finito, la crudeltà di quell’amore ha lasciato un’eredità fatta di ingiuste accuse di omicidio a carico di Stefania e suo padre, Stefano Lo Piparo,  e di anni, dieci per l’esattezza,  trascorsi tra giudici, avvocati e lacrime da asciugare, trovando la forza di andare avanti solo nello sguardo innocente del figlio, alias Manfredi, oggi 16enne. Lui è l’unico dolce frutto di questa storia, la grande consolazione e l’immancabile sostegno di Stefania, che oggi sta tornando a vivere con molta pazienza, cercando di dimenticare e ricucendo gli ultimi brandelli strappati dalla sua anima distrutta, ma pur sempre capace di amare e di donare coraggio ad altre donne. In che modo? Scrivendo un romanzo autobiografico della sua storia con Giano, un ossimoro fatto di tenerezze e dolore: “Quando l’amore diventa follia”, questo il titolo del libro, edito da Armando Siciliano Editore.

 

Stefania Lo Piparo è innocente

Le pagine trasudano di sentimenti forti, amore incontenibile ma anche di delusioni e solitudine (le amicizie ed i parenti si dileguano di fronte alle situazioni difficili vissute dalla protagonista, quando poi è accusata dell’ omicidio del marito, solo due amiche le restano accanto), ma anche di grande fiducia nel corso della giustizia. Nel libro Stefania mostra grande cultura- la sua laurea in pedagogia così avversata da Giano è la dimostrazione della sua forza di volontà- e capacità di riportare alla memoria quel po’ di buono che ha scoperto nei suoi viaggi- in fuga dalle violenze e dalle minacce-fatti in giro per il mondo, tra le strade colorate di Miami, i silenziosi ed affascinanti scenari di Bali, la povertà di Giacarta. Stefania non è mai stata un’assassina, chi legge attentamente le pagine del suo libro scoprirà l’anima passionale, ottimista, coraggiosa di questa donna e madre, che ha sempre resistito alla violenza di quell’amore bugiardo e traditore, solo in nome del suo bambino, Manfredi, che oggi rappresenta la parte più bella della sua vita.

stefania lo piparo

Arriva l’assoluzione per Stefania Lo Piparo e suo padre

Il 17 settembre del 2007, dopo la morte di Giano, ovvero Rosario Vitale, per le ferite di un coltello all’addome, -l’ arma non è mai stata trovata- inizia l’odissea giudiziaria per Stefania e suo padre Stefano. Entrambi sono accusati di omicidio e condannati a 16 anni in primo grado.

Eppure, Stefania soccorse il marito ferito e chiese l’immediato intervento dei sanitari e dei carabinieri, ma Vitale morì dopo qualche ora. I 10 anni più brutti da ricordare sono ormai alle spalle, quando arriva l’assoluzione in formula piena della Corte d’Assise di Appello di Palermo nell’Ottobre del 2015. Stefania e suo padre sono innocenti. Padre e figlia sono stati difesi dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Raffaele Restivo. Ora Stefania attende la Cassazione e fino ad allora dice “Non posso programmare niente”, ma alle altre donne, vittime di amori violenti e malati vuole dare questo consiglio “State molto attente perché la natura umana non si può cambiare”.

stefania-lo-piparo fb

E di tutto il libro sicuramente queste restano parole che non si possono dimenticare: “Se una colpa ho avuto, è stata quella di aver creduto possibile che l’amore, il mio amore nei suoi confronti, potesse non solo cambiare il suo carattere, ma anche guarirlo dalle ossessioni e dai fantasmi che lo tormentavano e che invece hanno finito per distruggere la sua e la mia di vita”. Scrivere aiuta l’anima a ritrovare se stessa e certamente tutto ciò che ha un inizio, ha anche una fine. Così come la fine di ogni cosa lascia il posto… all’inizio di qualcosa di nuovo. La meravigliosa sensazione di avere una seconda possibilità è proprio alla fine di questo libro!

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