Fatti e misfatti

Violenza sugli animali, uomo tortura e uccide cane su Facebook

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Uccidere gli animali è un reato gravissimo, l’ omicidio è aggravato dalla violenza. Un video shock sta diventando virale su Facebook: un uomo tortura un cane e poi lo uccide. Un commerciante di carni canine? Shock sul web.

THAILANDIA- E’ stato arrestato con l’accusa di omicidio premeditato di animale e crudeltà aggravata, l’uomo che appare in un video postato su Facebook mentre tortura un cane con ogni sorta di mezzo e poi lo uccide brutalmente. Il filmato è stato girato in Thailandia e mostro il povero cane, rinchiuso in un sacco, che si dimena e lotta per la vita contro lo spietato uomo che lo colpisce ripetutamente con un bastone. Come se non bastasse, poco dopo, l’aggressore tira fuori il cane dal sacco e gli taglia la gola con un coltello. Non un ripensamento per quanto stava facendo, nessun rimorso. Una crudeltà indescrivibile, a quale scopo?

Violenza sugli animali, reato non punito abbastanza

Secondo le prime indagini, condotte dalle autorità, in collaborazione con la Soi Dog Foundation che aiuta a salvare i cani domestici dalla violenza dei loro padroni, la tortura sarebbe finalizzata al commercio della carne di cane. In Thailandia la crudeltà sugli animali è una piaga sociale quotidiana: a subire continue violenze sono i cani da compagnia, spesso rapiti e massacrati dai commercianti di carne “senza scrupoli”, che rivendono i pezzi da macello anche per cifre da capogiro.

Vendite di carni canine in nome della violenza

Dopo la circolazione virale dell’atroce video-tortura sui social network, ben 500mila persone hanno firmato una petizione per chiedere al governo thailandese di dichiarare fuorilegge il commercio di carni canine. Quest’ultime sono rivendute di contrabbando in grandi quantità in Vietnam, crimine accresciuto dopo un accordo tra il governo del Laos e quello del Vietnam che mirava a vietare l’importazione transfrontaliera di cani vivi. Il provvedimento governativo non ha arrestato il commercio malavitoso: i cani sono uccisi nel paese di nascita, ovvero la Thailandia,  prima di essere spediti in Vietnam. Orrore e violenza senza fine.



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