Un’onda arancione l’11 ottobre, l’innocenza dei minori va tutelata

Oggi, 11 ottobre, si celebra la Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze e, in questi giorni, vengono i brividi leggendo della vicenda del 25enne accusato di aver stuprato un neonato di sole due settimane. Un abominio, un reato tanto grave da far gelare il sangue. Il mostro è ora detenuto nel carcere di Maghaberry a Lisburn, nell’Irlanda del Nord, ed è sorvegliato a vista. A ragion veduta. Gli altri detenuti – e forse non solo loro – sono stati tentati di linciarlo ed hanno provato ad aggredirlo per fare giustizia al neonato, che ora si trova ricoverato in terapia intensiva.

L’orribile episodio riporta alla mente vicende simili, che molti ricorderanno, come quella riportata dalle cronache lo scorso giugno: il ritrovamento e il sequestro di centinaia di migliaia di immagini di minori, e soprattutto di neonati, in tutta Italia. Terrificante è stata la scoperta di un maestro di musica in possesso di materiale pedopornografico a Pescara. Ogni ambiente della società è corrotto. Non c’è un luogo sicuro per i più piccoli, dalle scuole alle chiese, dalla famiglia alle case degli amichetti. L’orco si nasconde dove non sospettiamo.

Sensibilizzare contro la violenza sui minori

La pedofilia è una devianza del comportamento sessuale, ma non esistono elementi o studi che permettano di identificare questo disturbo: non ci sono alterazioni a livello genetico e cromosomico che ci diano la possibilità di sapere, ancora prima che attacchino, chi sono pedofili. I bambini sono vittime inconsapevoli di attenzioni e di morbose carezze, che infangano la loro innocenza e che arrecano loro problematiche psicologiche da cui non è semplice uscire.

È per questo che, sempre di più, grandi e piccini andrebbero sensibilizzati mediante campagne importanti come quella dell’Associazione Terre Des Hommes che, per il prossimo 11 ottobre, ha lanciato la campagna #indifesa Stand Up for Girls. Una giornata in cui tutto si tingerà di arancione per ricordare attraverso l’hashtag #OrangeRevolution il quinto obiettivo di Sviluppo Sostenibile, richiesto dall’Agenda 2030 (programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU), ovvero quello della parità di genere.

Evitare episodi come quelli che la cronaca testimonia sarà possibile solo se si elaboreranno più politiche e piani di sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto della violenza sui minori. Spesso, accade in Italia come all’estero, che i pedofili, una volta arrestati, se la cavino con uno sconto della pena o per buona condotta, tornando a piede libero. I reati di pedofilia sono regolati dall’Art. 414 bis del Codice Penale, che prevede la reclusione da un anno e sei mesi fino a cinque anni.

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, con qualsiasi mezzo e con qualsiasi forma di espressione, pubblicamente istiga a commettere, in danno di minorenni, uno o più delitti previsti dagli articoli 600 bis, 600 ter e 600 quater, anche se relativi al materiale pornografico di cui all’articolo 600 quater 1, 600 quinquies, 609 bis, 609 quater e 609 quinquies è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni (2).

Alla stessa pena soggiace anche chi pubblicamente fa l’apologia di uno o più delitti previsti dal primo comma.

Non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni o finalità di carattere artistico, letterario, storico o di costume.

La legge è già un bel passo avanti rispetto al passato. C’è ancora molto da fare per combattere questa piaga sociale. Ci sono ancora troppi pedofili impuniti, che si aggirano indisturbati per le città, nelle scuole, nelle case di amici. Atrocità simili andrebbero prevenute, ma non sempre si riesce a comprendere la mente di un pedofilo e ad anticipare le sue mosse.

C’è poco da fidarsi di chiunque mostri attenzioni morbose per i più piccoli e bisogna denunciare qualunque comportamento anomalo. Intanto, vestiamo di arancione le nostre bacheche social e lanciamo un messaggio: stop alle violenze sui minori!

Valeria Russo giornalista e blogger

Giornalista Pubblicista…“curiosa al punto giusto”. Amante dei viaggi e della cucina. Come reporter ha esordito sul quotidiano Il Roma nel novembre del 2007. Ha collaborato con testate on line come: NapoliVillage.it, Julie News, NapoliToday.it, il Mattino, HuffPost, Blasting News. E’ sempre “on the road” a caccia di verità!

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