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Telefono Rosa contro violenza sulle donne un aiuto rapido e risolutivo

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Si parla tanto di violenza di genere, femminicidio, stalking e violenza sulle donne, ma spesso non si dà voce alle migliaia di volontarie, che ogni giorno si danno da fare per aiutare le tantissime donne vittime di violenze e vessazioni da parte dei loro partner e familiari.  Sono 338 le strutture che nel 2017 hanno accolto oltre 33mila donne in fuga da abusi.

Violenza di genere dati in aumento

Sulla base di questi dati il Ministero delle Pari Opportunità ha annunciato fondi per 37 milioni di euro.  I fondi servono per emergenze immediate e, poiché il percorso di fuoriuscita dalla violenza e di reintegro nella società è abbastanza lungo per ogni donna vittima di violenza, tali risorse servono anche nel lungo periodo.

Qualcosa però nel Governo si è bloccato e così i fondi promessi ancora non arrivano. Se le donne riescono a salvarsi lo devono solo all’azione dei centri antiviolenza e delle associazioni rosa sulla Penisola.

Cosa fa Telefono Rosa

In Italia c’è una realtà di volontarie che è nata nel 1988 a Roma in Viale Giuseppe Mazzini, 73 e da allora si è estesa su tutto il territorio nazionale: il Telefono Rosa. E’ presieduta da Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, insieme alla vicepresidente Antonella Faieta, Angiolina Picchi, Antonietta Alvano, Maria Pasquina Falcetti, Francesca Romani,Silvia Cigoli.

Le donne non sono informate sui servizi offerti loro contro qualunque tipo di violenza, ecco perché Telefono Rosa scende in campo per far conoscere ad ogni donna i propri diritti umani e civili e offre così consulenza psicologica, economica, legale, ma anche corsi di formazione e aggiornamento, gruppi di auto-aiuto.

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Come contrastare la violenza sulle donne

Tutte queste attività e servizi permettono alle donne vittime di violenza di riappropriarsi, giorno dopo giorno, della propria vita. Nel 1990 erano 92 le volontarie che diedero vita all’Associazione Nazionale Volontarie del Telefono Rosa onlus, ad oggi se ne contano a migliaia dislocate nelle sedi del Veneto, Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia.

Negli anni sono 715mila le donne che hanno chiesto aiuto a Telefono Rosa iniziando un percorso di fuoriuscita dalla violenza. Purtroppo, ancora oggi 8 donne su 10 non hanno il coraggio di denunciare il proprio aggressore o persecutore (in caso di Stalking).

Stalking reato contro la persona

Negli ultimi due anni ci sono stati dei cali di denunce, soprattutto per lo stalking. Questo timore spesso è provocato dalla vergogna inconscia di ammettere il fallimento personale di una relazione d’amore, oppure la donna ha paura che il proprio aggressore diventi ancora più violento dopo una denuncia.

Nel corso di una chiacchierata con Stefania Palazzi, piscologa volontaria di Telefono Rosa Lazio,  sono emerse tante riflessioni sulle azioni da intraprendere ancora contro la violenza di genere dilagante.

  • Sono 33 mila le vittime di femminicidio. Quante si rivolgono a Telefono Rosa?

Nel 2017 l’indagine condotta dal CNR ha confermato questi dati. Nel 2018 noi di Telefono rosa abbiamo accolto e aiutato ben 2904 donne qui in Viale Mazzini. La paura di dire il proprio nome c’è sempre, per questo operiamo in totale anonimato anche per evitare che i loro compagni possano venire a sapere e attuino ritorsioni nei loro confronti.

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Le volontarie di Telefono Rosa
  • Cosa c’è ancora da fare per combattere la violenza di genere?

La strada è ancora lunga, ma quello che c’è da fare in primis è operare nelle scuole, sensibilizzare i più piccoli per evitare che si resti ancora legati agli stereotipi di genere. L’uomo pensa di poter controllare la vita di una donna. Invece, va fatto capire ai più piccoli che tra uomo e donna non ci sono differenze a livello culturale.

  • Il fenomeno dello stalking è anticamera della violenza fisica vera e propria, c’è un modo per intervenire prima che sia troppo tardi?

Le donne possono in prima istanza rivolgersi al 1522 ( numero antiviolenza e stalking di pubblica utilità promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Pari Opportunità) e in seguito chiamare le forze dell’ordine per chiedere aiuto. Lo stalking si genera quasi sempre dopo la fine di una relazione. L’uomo non accetta la fine del rapporto e mette in atto una serie di comportamenti per controllare la donna. Quest’ultima è costretta dalla paura a cambiare le proprie abitudini, a lasciare il lavoro o a cambiare numero di telefono. Insomma, lo stalking annulla la vita della donna che ne cade vittima.

  • Quali sono gli interventi che fate sul territorio nazionale?

Telefono Rosa riceve le telefonate delle utenti e grazie a un team di volontarie di ogni ambito (legale, medico, psicologico, sociale) accolgono le donne, dopo aver raccolto le informazioni necessarie ad intervenire per sapere qual è il problema reale. Se la donna è di Roma o zone limitrofe invitiamo la donna a venire in sede per avere una consulenza psicologica e legale gratuita, se invece non è di Roma la mettiamo in contatto con la nostra rete sul territorio nazionale in modo che possa ricevere tutto l’aiuto possibile.

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La Presidente Telefono Rosa Maria Gabriella Carnieri Moscatelli
  • Le donne riescono a denunciare o c’è ancora timore di uscire dal silenzio?

Sicuramente attraverso le case rifugio riusciamo a garantire ospitalità,protezione e supporto psicologico alle vittime di violenza. Sono poi inserite in un programma individuale che permette loro di riacquisire autonomia personale e genitoriale, ricreandosi una propria vita.

Perché rivolgersi a Telefono Rosa

Telefono Rosa è in vita grazie a donazioni di privati o attraverso la partecipazione di bandi appositi per il terzo settore.

In attesa di questi nuovi fondi promessi per il Piano Nazionale sulla violenza contro le donne, quante vivono condizioni di disagio familiare, psicologico e fisico, possono trovare un grande sostegno e una valida protezione nella rete di volontarie del Telefono Rosa che una volta prese loro per mano le condurranno verso la libertà.

Uscite dal silenzio, non abbiate paura!

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