Semplicemente Malazè, XIII edizione tra cibo, musica e impegno sociale

Malazè, il Festival ArcheoEnoGastronomico dei Campi Flegrei giunto caparbiamente alla XIII edizione, ha invitato all’ultima serata a Pozzuoli. Presso Villa Avellino Residence,  offre  “La Bottega dei Semplici Pensieri”, l’organizzazione di volontariato onlus presieduta da Mariolina Trapanese, che si preoccupa dell’integrazione e della formazione professionale dei ragazzi diversamente abili. Li troviamo nello staff, con il loro Apercar Street Bar, insieme a Fabio, il loro tutor, e agli altri giovani collaboratori in associazione.

Nato da un’idea di Rosario Mattera, Malazè , così chiamato per il nome un tempo usato dai pescatori puteolani per indicare “il magazzino” , si è proposto anche quest’anno con gli artigiani del gusto che, in un calendario ricco di appuntamenti, hanno mantenuto e rinnovato la promessa: incontri di sapori e sensazioni  dinamicamente in armonia   sul territorio flegreo.

Serata di raccolta fondi a scopo benefico quella organizzata da La Bottega dei Semplici Pensieri , l’associazione nata dalle volontà di un gruppo sinergico. Tre nomi di donne nel consiglio direttivo: Mariolina Trapanese, Elvira Carrabba, Sara Ristaldo.

“Abbiamo nuove iniziative in cantiere – ci dice la presidente- . Nel prossimo futuro un corso per barman specifico, la nascita di una cooperativa sociale, sulla idea portante di creare un lavoro integrato. I tutor si formano insieme ai loro ragazzi, in un percorso che ora già vede un team. Grazie all’esito positivo di un bando presentato al Comune di Quarto e al sostegno di produttori amici della Bottega. Fra i vari progetti,  “O core ‘e Napule, un dolce che fa bene al cuore” , che vede le ragazze impegnate nell’ attività di pasticceria a Casa Infante”.

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Lo spettacolo è introdotto dalla coreografia di Art Garage.  Il concerto, presentato da Arturo Delogu, si apre con Gente Comune. Questo il nome del duo, già noto per il jingle “Jamme a Malazè”,  nato qualche sera prima  sul palco del teatro Ariston di Sanremo, per improvvisazione di Giuseppe Ippolito e Carlo Maddaloni:   “Ci siamo messi in duo per SanremocantaNapoli, il festival della canzone napoletana con la direzione artistica di Ilio Masprone, che,  tra l’11 e il 15 settembre, ha animato le notti sanremesi, riportando la canzone napoletana, dopo oltre 80 anni, negli stessi luoghi scelti nel 1931, con brani tradizionali e inediti”.

In arrivo sulla scena dalle scale a doppia rampa , Gente Comune   canta  “Funiculì   Funiculà”. Carlo e Giuseppe , grati al maestro  Antonio Landolfi e al regista Pasquale della Monaco, e a quanti hanno contribuito al loro percorso di formazione, hanno fatto una dichiarazione importante, l’ultima notizia  in arrivo dalle due città della musica italiana: Le voci di SanremocantaNapoli torneranno a nord del Belpaese  per il festival di Sanremo 2019. Accanto al festival italiano ci sarà il festival napoletano, che vedrà in piazza i festeggiamenti  con il calore e il cuore partenopei”.

Luca Rossi, il percussionista tanto atteso, porta a ritmo di tammorra la sua voce e il suo gruppo, animando la notte con “Racconti, Ballate e Serenate”. Un momento musicale dedicato alla Madre. Luca ci racconta di sette Madonne, sette sorelle: una di loro era nera.

“Dai margini del gruppo in cui viene messa in disparte, la Madonna nera va sul Monte Partenio e fonda il suo santuario. Ed è Lei la Mamma Schiavona, la mamma di tutte le mamme. La mamma della diversità che accoglie sotto il suo manto, tutti. Come sanno le migliaia di fedeli raccolti in preghiera al suo santuario, si balla tutti insieme per Lei. Si ritrovano le comunità rom e coloro che sentono di stare ai bordi della società. La bellissima tarantella dedicata alla Madonna delle Grazie si suona all’interno della chiesa, lì dove tutti si sentono figli a quella mamma, e con gesto apotropaico battono le mani per portare festa e gioia”.

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E poi il convivium. Immancabilmente il cibo. I somministranti di vivande hanno imbandito le tavole immacolate con accattivanti proposte,  nelle sale della residenza d’epoca puteolana, abbellite dalle declinazioni cromatiche dei quadri di  Vincenzo Aulitto.

Ed ecco che goduriose rivisitazioni dei piatti dell’infanzia  si fanno avanti. Connubi insoliti stuzzicano la curiosità. Maritereste, per esempio, il peperone al salmone facendone un sol boccone? Danilo Viola lo fa, portando i suoi accordi fusion fatti a casa, nel cuore di Chiaia.

La galassia della caseificazione, invece,  viene presentata da Mimmo e dal prezioso oro bianco che, nel suo Casolare, da tre generazioni si traduce in manufatti di eccellenza campana.

Imprescindibilmente, il vino sincero che parla dei Campi Flegrei dal suo Consorzio di Tutela, insieme ad AIS Napoli, con note di Falanghina e Piedirosso.

L’Itticheria puteolana si propone con invitanti suggestioni di mare, mentre i nostalgici del cibo da strada di memoria storica – Concettina ai tre santi docet ! -soddisfano il palato con la frittura.

E poi Il Poggio, la Bifora e i Fratelli Caponi con le loro pietanze in un volo tra mare e terra.

Dulcis in fundo  la pasticceria firmata Di Costanzo e Casa Infante, con le tentazioni fondenti  dint ‘o core ‘e Napule,  seguita da doveroso caffè (offre Faber).

Un’altra serata che non delude le aspettative, per condividere e moltiplicare. Con gusto. Semplicemente Malazè.

C. S. 

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