La denuncia

Porto di Napoli, il turismo vince la paura di viaggiare?

porto di napoli

NAPOLI- Porto di Napoli ore 13,oo. Per essere sabato ed il primo d’aprile pochissimi viaggiatori affollano la biglietteria per le Isole. Che cosa è successo?

L’operatore Snav ci rassicura dicendo che è tutto regolare, una mezzora prima c’è stata una riunione importante di politici alla sede centrale del Porto di Napoli, per cui han dovuto sgomberare per motivi di sicurezza, poi tutto tornerà nella norma.

Biglietterie semivuote al Porto di Napoli

Il mare è calmo, soffia un leggero venticello primaverile, incontriamo viaggiatori ritardatari madidi di sudore, vestiti in modo già estivo. Per quest’anno il boom delle partenze è previsto negli ultimi giorni che precedono Pasqua, poi ci sarà un’altra ondata il ponte del 25 aprile con 35% in più di stranieri rispetto all’anno precedente. Le mete preferite saranno, come al solito, Ischia e Capri, meno gettonata Procida. Sorrento, essendo meno distante, è raggiungibile anche con la Circumvesuviana.

Affezionati visitatori dell ‘isola di Ischia sono i tedeschi, presenti tutto l’anno:  la configurazione geografica dell’isola assicura il top del  benessere anche per la presenza delle terme. Eppure, nessuno può fare a meno di Capri per sognare un pò come si fa quando ci si reca a Venezia.

Al Porto di Napoli rischio terrorismo?

Per quanto riguarda la paura di viaggiare dopo tanti attentati nel mondo alcuni viaggiatori, tra cui l’ ingegner Feliciello di Manchester, di passaggio a Napoli, ci ha risposto che: “Si vive di palpitazioni in Gran Bretagna giorno e notte, ma si continua a svolgere le proprie mansioni, perché se il nostro destino è morire in un attentato è già scritto e non possiamo farci nulla”.

Pendolari a doppio rischio al Porto di Napoli

Maria Rosaria Lieto, pendolare, ha gli occhi della paura quando ci dice che prima di partire per Ischia tutte le mattine, per insegnare in una scuola elementare sull’ isola, è costretta a bere due camomille, così si addormenta sull’aliscafo e non si accorge se il mare è agitato. “E’ una questione di temperamento, non tutti siamo  uguali di fronte al pericolo” commenta l’avvocato Vincenzo Siniscalchi, ex parlamentare, e prosegue-nessuno può prevedere cosa accadrà domani, ma se ci facciamo prendere dal panico non andiamo da nessuna parte”.

Nicola, addetto alla sicurezza portuale, aggiunge che: “Il maggior pericolo è la crisi, che oggi più di ieri si avverte, giorno dopo giorno, per cui arrivati a metà mese la gente non ha neppure i soldi per mangiare e aggiunge- gli stranieri vengono in Italia con viaggi pacchetto sconti altrimenti con i loro stipendi non potrebbero viaggiare”.

Share:

Rispondi