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Natuzza Evolo presto beata la mistica di Paravati

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È stato avviato il 6 aprile scorso il processo di beatificazione della mistica calabrese Natuzza Evolo, morta in concetto di santità il 1 novembre 2009. Una donna che ha sofferto molto e una madre dal cuore grande fino all’ultimo respiro.

Gli angeli custodi di Natuzza Evolo

Natuzza aveva un rapporto speciale con il proprio Angelo custode, che usava per fare del bene agli altri. Oltre agli angeli, Natuzza vedeva gli spiriti celesti di coloro che si rivolgevano a lei e spesso dialogava anche con Gesù. La mistica di Paravati, questo il suo paese natale in provincia di Vibo Valentia, diceva che ognuno di noi ha un angelo custode personale, che ci assiste durante la nostra vita ed anche dopo la morte.

La mistica calabrese ha sempre esercitato un fascino unico su chi incrociava i suoi occhi, così come accadde una volta ad una padre gesuita, scettico riguardo i doni celesti dispensati a Natuzza Evolo: il religioso si recò in incognito, senza le consuete vesti religiose, a Paravati per indagare sulla donna. E così, giunto al cospetto di Natuzza, le disse che stava per sposarsi (un inganno per mettere alla prova le doti mistiche della Evolo) e voleva un consiglio per la sua futura vita di coppia. Natuzza lo sorprese alzandosi e baciandogli la mano in atto dì riverenza religiosa.

Come faceva a saperlo? Glielo aveva detto l’angelo custode del religioso, che stava alla sua destra (invece a tutti noi l’angelo custode si trova sempre alla sinistra). Un episodio dei tanti che hanno dato speranza e fede a chi si recava dalla dolce signora di Paravati.

Chi era Natuzza Evolo?

Una notizia meravigliosa per il mondo cattolico: Natuzza Evolo sarà presto beata per opera della congregazione Vaticana. Una figura umile e fragile, resa forte dalla sua fede; pia fin dalla nascita. La mistica visse nella povertà assoluta, sposò a diciannove anni un uomo del tutto diverso dagli altri per indole e sentimenti e con lui ebbe cinque figli. La sofferenza, però, presto bussò alla sua porta.

Eppure, la Evolo, donna di fede, accettò sempre con un sorriso tutto quello che il Cielo le mandava.A cinque anni già colloquiava con i defunti. Centinaia di parenti dei trapassati accorrevano da lei per sapere notizie dei loro cari.Per tutti Natuzza aveva parole dolci e di conforto.

Tutti possono salvarsi con la fede

Il Purgatorio esiste e ognuno può restarvi a lungo, a seconda dei peccati fatti sulla Terra. Bisogna essere leali e aiutare il prossimo. La vita terrena vissuta tra agi e vizi non può assicurarci una eternità serena.Circa nove anni fa Natuzza è volata in cielo e subito ha raggiunto il Paradiso. I miracoli che ha compiuto sono tanti e soprattutto quelli che riguardano la conversione del cuore umano.Nella sua piccola e modesta abitazione c ‘è un via vai di pellegrini, soprattutto ammalati di tumore, che chiedono grazie per sé o per i propri familiari ed amici.

Natuzza ebbe anche  il dono delle stimmate come Padre Pio e le stesse sofferenze nel periodo di Quaresima. La piccola grande donna Evolo era una analfabeta al cento per cento, ha vissuto una vita sofferta perché suo padre partì per L’Argentina e non fece più ritorno, si rifece una vita altrove.La madre di Natuzza non riuscì a dedicarsi alla formazione religiosa della piccola Natuzza e degli altri figli, perché andò a lavorare come cameriera presso privati.

Dove abitava la mistica calabrese?

Natuzza nacque a Paravati di Mileto il 23 agosto 1924. Ma dove si trova questa località? In provincia di Vibo Valentia. Un tempo questo luogo offriva solo pastorizia, oggi invece è importante per il suo santuario alla Madonna Rifugio delle Anime, costruito in memoria e per volontà di Natuzza. Meta permanente di migliaia di fedeli e devoti , nel suo interno ospita una casa di riposo per anziani.

Come pregare per ottenere una grazia

Chi va per questa terra ritrova la fede e Natuzza, come Padre Pio, aveva il dono  della bilocazione e poteva così raggiungere persone molto lontane. Era in grado di preannunciare malattie alle persone e i rimedi per curarle, eppure ci si chiedeva come un’umile  fosse provvista di tante virtù.

La stessa Natuzza raccontò che Gesù, vestito da mendicante, bussò alla porta della sua abitazione per chiedere un pò di cibo, ma la donna con molta schiettezza disse che non poteva perché era tanto povera da non poter sfamare neppure i suoi figli. E da allora iniziarono i suoi colloqui, spesso scherzosi, con Gesù.

Oggi, invocare Natuzza significa stabilire un contatto privilegiato e spirituale con il mondo invisibile, ma percepibile, dell’ Aldilà. La mistica di Paravati si definiva un verme di terra quando era nella nostra dimensione terrena, ma da quando è nata al Cielo è una luminosa e variopinta farfalla che dispensa favori celesti a chi la prega con fede.

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