
Si può fare una keyword research seria senza spendere un euro? La risposta è sì, a patto di sapere quali strumenti usare e, soprattutto, come combinarli. Nessun tool gratuito, da solo, sostituisce una suite professionale; ma un mix ben orchestrato di tre o quattro strumenti free copre benissimo le esigenze di blogger, freelance e piccole imprese che pubblicano contenuti con regolarità.
In questo articolo ho selezionato i migliori tool per keyword research gratis disponibili oggi, divisi tra gli strumenti di Google — la base da cui partire sempre — e i freemium di terze parti più utili. Per ciascuno ti dico cosa offre davvero gratis, i limiti e in quale fase del lavoro dà il meglio. Alla fine trovi anche un flusso di lavoro pratico per metterli insieme.
Indice dei contenuti
Cosa deve avere un buon tool gratuito
Prima della lista, fissiamo i criteri. Un tool di keyword research gratuito è davvero utile se soddisfa almeno tre requisiti:
- dati attendibili, anche se meno precisi di quelli premium: meglio una stima onesta che un numero inventato;
- limiti d’uso sostenibili: tre ricerche al giorno possono bastare se lavori con metodo, ma devi saperlo prima;
- le metriche essenziali: volume di ricerca, un’indicazione di difficoltà e le keyword correlate.
Ricorda però che gli strumenti sono solo un pezzo del puzzle: senza un processo, producono elenchi, non strategie. Se non hai ancora un metodo strutturato, parti dalla guida passo-passo alla keyword research, dove i tool che vedremo qui trovano il loro posto dentro un flusso completo in sei step.
I tool gratuiti di Google: la base imprescindibile
Google mette a disposizione, gratis, i dati più vicini alla fonte. Qualunque stack di strumenti dovrebbe partire da qui.
Google Keyword Planner
È lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google Ads, ma non serve avere campagne attive: basta un account gratuito. Inserisci una o più keyword seme e ottieni idee correlate, volumi di ricerca e livello di concorrenza pubblicitaria. Il limite noto: senza campagne attive, i volumi vengono mostrati come intervalli (“1.000-10.000”) anziché numeri precisi, e keyword simili vengono raggruppate. Per una prima scrematura, però, è più che sufficiente — e i dati arrivano direttamente da Google.
Ideale per: trovare idee e avere volumi indicativi affidabili.
Google Search Console
È il tool gratuito più sottovalutato in assoluto. Non genera nuove idee: ti mostra le query reali per cui il tuo sito compare già su Google, con impressioni, clic, CTR e posizione media. Nessun altro strumento, nemmeno a pagamento, ha questi dati. Un trucco che uso spesso: filtra le query con posizione media tra 8 e 20. Sono keyword per cui sei già visibile ma con ampio margine di crescita — le famose opportunità a portata di mano.
Ideale per: ottimizzare contenuti esistenti e scovare keyword su cui rafforzarsi.
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Google Trends
Non fornisce volumi assoluti, ma mostra l’andamento dell’interesse per un termine nel tempo, la stagionalità e i confronti tra keyword. Prima di investire in un contenuto, una verifica su Trends ti dice se il tema è in crescita, stabile o in declino. Utilissimo anche per scegliere tra due varianti della stessa parola chiave.
Ideale per: stagionalità, trend emergenti e confronti diretti.
Google Suggest e People Also Ask
Il motore di ricerca stesso è un tool di keyword research. I suggerimenti automatici della barra di ricerca, il box “Le persone hanno chiesto anche” e le ricerche correlate a fondo pagina riflettono ricerche reali degli utenti. Sono preziosi soprattutto per capire le domande che le persone si pongono e il motivo dietro ogni ricerca: osservare cosa mostra la SERP è il primo passo per interpretare l’intento, un tema che approfondisco nella guida su cos’è il search intent e come analizzarlo.
Ideale per: long tail, domande e analisi dell’intento, a costo zero e senza registrazioni.
I migliori tool freemium di terze parti
Accanto a Google, diversi strumenti professionali offrono versioni gratuite con limiti giornalieri. Ecco quelli che rendono di più.
Ubersuggest
Lo strumento di Neil Patel resta uno dei più generosi per chi parte: la versione free offre circa tre ricerche al giorno con volume, difficoltà SEO, idee di contenuto e uno sguardo alle pagine dei competitor. L’estensione Chrome allenta i limiti e mostra i dati mentre navighi. I limiti: poche ricerche giornaliere e storico dati ridotto.
Ideale per: avere volume e difficoltà insieme, senza abbonamenti.
AnswerThePublic
Inserisci una keyword e ottieni una mappa visuale di domande, preposizioni e comparazioni che gli utenti cercano attorno a quel tema. Nella versione gratuita le ricerche giornaliere sono poche e i volumi visibili solo in parte, ma per generare idee di contenuti informativi è imbattibile.
Ideale per: trovare le domande del pubblico e costruire articoli e FAQ.
Keyword Surfer
Estensione gratuita per Chrome che mostra volumi di ricerca e keyword correlate direttamente nella pagina dei risultati di Google, mentre cerchi. Perfetta per validare al volo un’idea senza aprire nessun tool: digiti, guardi la SERP e hai già i numeri sotto gli occhi.
Ideale per: verifiche rapide durante la navigazione.
AlsoAsked
Raccoglie e organizza in un albero visuale tutte le domande dei box “People Also Ask”, mostrando come si ramificano. Con il piano gratuito hai un numero limitato di ricerche al giorno, disponibili anche per lingua e Paese italiani. È lo strumento giusto quando devi strutturare un contenuto pilastro e vuoi coprire ogni sotto-domanda.
Ideale per: architettura dei contenuti e paragrafi FAQ.
Le versioni free di Semrush e Ahrefs
Le due suite più famose offrono piani gratuiti limitati ma reali: Semrush concede circa dieci ricerche al giorno sui suoi strumenti, incluso il Keyword Magic Tool, mentre Ahrefs mette a disposizione una serie di free tools (generatore di keyword, difficulty checker) e Webmaster Tools gratuito per il proprio sito. I limiti sono stretti, ma la qualità dei dati è quella dei professionisti. Sono anche il modo più accessibile per fare un primo confronto con i concorrenti: con poche ricerche mirate puoi scoprire per quali keyword si posizionano gli altri, un’attività che spiego nel dettaglio nella guida all‘analisi delle keyword dei competitor.
Ideale per: assaggiare dati premium e un primo keyword gap.

Una menzione per il mercato italiano: SEOZoom
Se lavori su progetti in italiano, SEOZoom merita attenzione: è costruito specificamente sul mercato italiano e la qualità dei dati locali si nota. Non ha un piano free permanente completo, ma la prova gratuita basta per analizzare i cluster più importanti di un progetto prima di decidere se abbonarsi.
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Come combinare i tool gratuiti: un workflow pratico
Nessuno di questi strumenti vince da solo. Ecco come incastrarli in un flusso di lavoro efficace:
- Genera idee con Google Suggest, People Also Ask, AnswerThePublic e AlsoAsked: l’obiettivo è una lista ampia di temi e domande.
- Aggiungi i numeri con Keyword Planner e Ubersuggest: volumi indicativi e difficoltà per ogni keyword raccolta.
- Valida sulla SERP con Keyword Surfer: guarda chi si posiziona davvero e che tipo di contenuto premia Google.
- Controlla il tuo terreno con Search Console: prima di creare contenuti nuovi, rafforza le keyword dove sei già tra la posizione 8 e la 20.
- Verifica il trend con Google Trends prima di investire su temi stagionali o di moda.
Con questo giro completo, i limiti giornalieri dei singoli tool smettono di essere un problema: ogni strumento fa un pezzo del lavoro.
Quando conviene passare a un tool a pagamento
I tool gratuiti bastano finché pubblichi pochi contenuti al mese e lavori su un solo progetto. I segnali che è ora di investire: hai bisogno di volumi precisi e storici lunghi, devi monitorare i ranking nel tempo, gestisci più siti o clienti, oppure il tempo perso a saltare tra dieci strumenti costa più di un abbonamento. Una regola empirica onesta: se il traffico organico genera già valore economico misurabile, un tool premium tende a ripagarsi con il tempo risparmiato.
Domande frequenti
Qual è il miglior tool gratuito in assoluto? Non esiste un vincitore unico: Keyword Planner per i volumi, Search Console per le opportunità sul proprio sito, Keyword Surfer per la validazione rapida. Il migliore è la combinazione.
Keyword Planner funziona senza campagne attive? Sì, basta un account Google Ads gratuito. Vedrai intervalli di volume anziché numeri esatti, comunque utili per decidere.
I dati dei tool gratuiti sono affidabili? Sono stime, come del resto quelle dei tool a pagamento. Usali per confrontare le keyword tra loro, non come valori assoluti, e verifica sempre la SERP reale.
Esistono tool gratuiti in italiano? Sì: tutti gli strumenti di Google supportano l’italiano, AlsoAsked lavora con query localizzate e SEOZoom è nato proprio per il nostro mercato.
Fare keyword research gratis non solo è possibile: per la maggior parte dei progetti è il punto di partenza giusto. Comincia dagli strumenti di Google, aggiungi uno o due freemium per domande e difficoltà, e segui il workflow in cinque passaggi. I dati non ti mancheranno; la differenza la farà il metodo con cui li trasformi in contenuti. Apri Keyword Planner, inserisci la tua prima parola chiave seme e inizia oggi: le keyword giuste valgono più del tool con cui le hai trovate.

Giornalista Pubblicista…“curiosa al punto giusto”. Amante dei viaggi e della cucina. Come reporter ha esordito sul quotidiano Il Roma nel novembre del 2007. Ha collaborato con testate on line come: NapoliVillage.it, Julie News, NapoliToday.it, il Mattino, HuffPost, Blasting News. E’ sempre “on the road” a caccia di verità!


