Curiosità

Messico, l’isola delle bambole mozzate popolata da fantasmi

Questo slideshow richiede JavaScript.

CITTA’ DEL MESSICO- Gli amanti del brivido lo trovano “una pensata geniale”, i profani invece “disgustosa e macabra”, di cosa si sta parlando? Dell’Isola Stregata, come è stato ribattezzato l’atollo popolato di bambole mozzate nei pressi di Città del Messico. Il luogo non nasce come centro di attrazione turistica, ma si è trasformato in meta per centinaia di fotografi e amanti dell’horror, che ogni anno arrivano da ogni parte per ammirare le migliaia di bambole mutilate, pendenti dagli alberi, nascoste tra i rami. Chi ha costruito questo cimitero delle bambole a cielo aperto e perché?

Bambole mozzate come tributo al rimorso



300x250 Voli 2015

Un uomo messicano, un eremita, il suo nome era Julian Santana Barrera, che credeva di placare il fantasma inquieto di una bambina, deceduta in quei luoghi oltre 50 anni fa. Barrera si è sempre tormentato di non essere riuscito a salvare la piccola dall’annegamento. Rimase sconvolto dopo aver ritrovato quel minuto cadavere a galleggiare  sullo specchio d’acqua ed accanto alla bambina c’era una bambola. Barrera raccolse il giocattolo e lo appese in segno di rispetto. La bambina è morta annegata in un canale vicino e da allora è rimasta imprigionata con lo spirito tra quegli alberi, dove oggi penzolano migliaia di teste di bambola. Sono state tutte appese da Julian nel bosco quasi a voler ricordare quel senso di colpa. Se non fosse realtà, si potrebbe pensare al set di un film horror.

Barrera morto per la maledizione delle bambole mozzate

L’autore dell’opera d’arte macabra è sempre stato sicurissimo di aver sentito le urla della bambina ed i suoi passi frettolosi nel buio. Julian è morto misteriosamente 14 anni fa, proprio in quello stesso canale, tra quei boschi dove aveva creato il cimitero delle bambole mozzate. Numerosi turisti dell’orrore e curiosi hanno confermato di sentire urla e passi nel buio. Un horror reale…

Share:

Rispondi