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Maternità andata…e ritorno


Oggi, ospitiamo sul blog Monica, una Career Coach di Torino, conosciuta on line come MentoringlaB (visita il suo blog). Ecco cosa ci ha detto: “Come consulente di carriera con i miei servizi ti guido verso la realizzazione professionale. In che modo? Sciogliendo come ghiaccio al sole tutti i tuoi dubbi e le difficoltà che si pongono tra te e il tuo lavoro ideale. Sono una persona curiosa, amo quello che faccio, mi piace confrontarmi con le persone per un reciproco scambio di conoscenze.  Il mio intento? È quello di lavorare insieme per apprendere insieme“.

Mamma o carriera

La nascita di un figlio è certamente un avvenimento straordinario che ci cambia la vita…e la carriera. Purtroppo, non sempre in meglio. Purtroppo, molto spesso capita che le donne lascino il lavoro in seguito alla nascita di un figlio, e certamente molte altre vorrebbero farlo in seguito al trattamento a loro riservato al loro rientro. Già! Parlando con diverse donne, dopo la maternità, sembra proprio che tra i motivi principali dell’allontanamento dal posto di lavoro ci sia la difficoltà di conciliare la vita professionale con quella familiare, cosa in cui le aziende certo non aiutano, ma anche l’idea ahimè molto radicata nei vari ambiti professionali, che la neomamma, lavoratrice, rappresenti più un problema che una risorsa.

Pare proprio che per molti, insieme al pancione, al tempo, alla tranquillità e buona parte del sonno, la neomamma perda anche le competenze e pensate, un po’, l’affidabilità. 

Essere mamma oggi

Personalmente sono dell’idea che la maternità rappresenta ben altro, un valore aggiunto per esempio! L’acquisizione di nuove e strepitose competenze: soft skills che potrebbero essere spendibili eccome sul piano professionale.

La resilienza, ad esempio, eh sì! Erano belli i tempi in cui si dormiva poco per far tardi in qualche locale col nostro caro neo-papà (che ora se la dorme alla grande), ma perdere il sonno per poppate e pannolini non è certo così piacevole!! Eppure, siamo sempre lì, pronte a scendere in campo con il sorriso e la grinta di sempre, efficienti e competenti, noi lo sappiamo, esattamente come prima!

E vogliamo parlare dell’assertività? Siamo campionesse di assertività, il papà che ha dormito tutta la notte, il nostro angioletto che si è addormentato proprio un minuto prima che suonasse la sveglia, il tizio dell’auto dietro che  strombazza perché ci siamo attardate un secondo a guardare quel poco di trucco che frettolosamente ci siamo permesse pensando alla prossima poppata o a quanti pannolini ci sono ancora nel fasciatoio, il capo che pressa, il collega che ha avuto la nostra promozione perché tanto lui è uomo e non partorirà, capita anche questo, e noi che riusciamo a non sbraitare come, diciamocelo, meriterebbero, bensì a spiegare il nostro operato in maniera convincente, perché abbiamo imparato la sottile arte della persuasione ottenendo il consenso altrui con le nostre capacità, regalo del pancione che ci ha reso meno autosufficienti, ma molto più persuasive! Non è certo finita qui, la nostra organizzazione dove la mettiamo? 

Donne con superpoteri

Tempo, risorse, lavoro, siamo diventate manager della nostra vita e di quella di un piccolo esserino. Capacità che, per altro, aumenta proporzionalmente con il numero di figli/e avuti ed incrementa con la loro età.

Lavoro, scuola, palestra, sport dei rispettivi figli, spesa, marito, pranzo, cene, amiche, ed il nostro capo davvero pensa che non possiamo gestire una normale giornata lavorativa? Mamme, noi lo sappiamo che ogni nostra giornata è data dalla perfetta combinazione di tre fattori e mille variabili: famiglia, lavoro, NOI. Non ci siamo mica dimenticate di noi no? Ci siamo ancora!! 

Questo ci porta alla prossima competenza che abbiamo incredibilmente sviluppato: la capacità di prendere decisioni rapide ed efficaci, il tempo di due vagiti, più o meno. Capacità che viaggia abbinata almeno ad altre due: comprensione ed ascolto e soprattutto, empatia: quella grande dote che ci permette di capire gli stati d’animo, immedesimarci e rispondere efficacemente anche quando non ne possiamo veramente più. Anche quando la nostra collega ci sta raccontando di quanto sia frustrante quell’unghia spezzata che ha fatto solo ieri e mentre sorridiamo e cerchiamo di rincuorarla dalla tragedia la nostra mente è attraversata da immagini di pannolini ripieni e biberon da scaldare a sole due ore dalla sveglia. 

La nostra quotidianità è cambiata parecchio eh?! E perché questo cambiamento non dovrebbe essere un valore aggiunto per la nostra azienda? Quante cose potremmo dire a quel cliente insoddisfatto che ribalterebbero completamente la situazione con un pizzico di empatia e assertività.

Come potremmo organizzare la riunione di domani incastrando ogni cosa alla perfezione! Insomma, si tratterebbe solo di introdurre quelle capacità che utilizziamo tutti i giorni in altri ambiti non certo più facili!! Invece no, molto spesso siamo costrette a sviluppare un’altra grande capacità, l’AUTOSTIMA.

Superare il senso di inadeguatezza che cercano continuamente di cucirci addosso, la capacità di valorizzarci laddove il nostro valore sembra per molti essere scivolato via al momento del parto.

Incredibilmente diventiamo equilibriste, sempre in bilico tra valore e sconforto eppur sempre capaci, almeno noi, di creare armonia tra chi siamo e cosa facciamo.

Perché forse avremo chiesto un part- time, forse faremo meno ore, ma lo sappiamo benissimo che a casa, come al lavoro, quando ci siamo, ci siamo in tutto e con tutte noi stesse e la nostra presenza si sente eccome!!!

Forse in tutto ciò la svolta bisogna farla ancora noi, come? Facendo la differenza! Cercando noi, prima di chiunque altro, di prendere consapevolezza delle nostre capacità acquisite, dei nostri “super poteri” e metterli in campo, ogni giorno, con la sicurezza, la grinta e le capacità che ci distinguono e di cui siamo capaci, con i colleghi i capi ed in ogni occasione possa farci comodo mostrare che la maternità è prima di tutto crescita, dei nostri piccoli, certo, ma anche nostra!!

Il vostro capo d’altronde sarà ben diventato qualcuno grazie ad una donna e mamma che l’ha aiutato a crescere no? Dovrebbero scriverci un libro: i DONI DEL PARTO parafrasando un celeberrimo libro fantasy. 

Ecco da oggi mi presenterò così, magari ci faccio anche dei biglietti da visita. Dott.ssa Monica; MASTER: mamma.

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