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Don Dolindo Ruotolo il santo che risponde alle bussate dei fedeli

Don Dolindo Ruotolo il santo che risponde alle bussate dei fedeli

Chi ha avuto la fortuna- come me- di conoscere in prima persona Don Dolindo Ruotolo non può restare  incredulo di fronte a tanta grazia.

Don Dolindo, il cui nome dal latino doleo significa dolore, è la vera rappresentazione di Gesù sulla terra.

Nacque a Napoli, il 6 ottobre del 1882. I suoi genitori ebbero undici figli e Dolindo fu il quinto nato. Fu molto sfortunato, fin da piccolo, perché soffrì per la separazione dei suoi cari genitori.

Suo padre avarissimo, non mandò alcuno dei suoi figli a scuola, impartendo loro personalmente le prime regole di scrittura.

Dopo questa triste vicenda familiare, il futuro sacerdote fu mandato a studiare dai preti Apostolici della missione in via Vergini.

Qui, studiò per diventare sacerdote, ma già avvertiva dentro di sè la presenza dello Spirito Santo e agiva secondo quel che sentiva nell’animo.

Chi era il fraticello santo

Dolindo fu dichiarato pazzo e gli imposero la perizia psichiatrica da cui però risultò completamente sano.

Affrontò tutto con rassegnazione. Chiunque si rivolgeva a lui veniva miracolato.

Morì il  19 novembre a Napoli 1970 e potete visitare la sua tomba nella chiesa san Giuseppe dei Vecchi in via Salvatore Tommasi 19, nelle adiacenze del Cavone. 

Evento il 19 novembre 2020

Quest’anno ricorrono i 50 anni dalla sua morte e proprio nella chiesa dove sono le sue spoglie ci sarà il prossimo 19 novembre 2020 una celebrazione particolare per ricordarne prodigi e sofferenze. Per partecipare però sarà necessario prenotarsi, date le condizioni di pandemia in cui ci troviamo.

Ecco l’annuncio sulla pagina Facebook dedicata al santo frate: 

Cari fedeli, il 19 novembre 2020, ricorre il cinquantesimo anniversario della nascita al cielo di don Dolindo Ruotolo. Per mantenere il rispetto delle norme anti-covid e per dare la possibilità a tutti i fedeli di partecipare alla festa del Servo di Dio, saranno celebrate quattro sante messe: 

Ore 10.00

Ore 11.00

Ore 17.00

Ore 18.30

Si richiede previa prenotazione alla segreteria parrocchiale , lasciando il proprio nominativo e indicando l’orario della celebrazione eucaristica a cui si intende partecipare. 

Telefonare al (+39) 081-5498529

Don Dolindo Ruotolo profezie

Nel lontano 1965 accompagnai mio padre da don Dolindo per chiedergli preghiere particolari per la sua salute.

Il mio papà soffriva di coliche epatiche molto intense, che gli procuravano dolori lancinanti all’apparato intestinale.Il sacerdote francescano abitava in un quartiere molto popolare di Salvator Rosa, in un vecchio stabile al primo piano.

Il palazzo era inagibile, perciò il vecchio sacerdote raccomandava a coloro che si recavano da lui di fare dei turni,  se altrimenti avrebbero potuto cedere le travi che reggevano il pavimento.

Ansia e fede, due componenti che non mancavano a ciascun visitatore.

Ricordo bene mio padre, era un uomo straordinario e volle fare visita a Padre Ruotolo , speranzoso di poter risolvere il suo problema di salute.

Quanto a me, andai da lui più per curiosità, perché all’epoca non ero troppo credente.

Bussammo alla porta di ebano nera,molto grossa di spessore.Venne ad aprire una delle sorelle di Don Dolindo con la corona tra le mani e un velo bianco sul capo.

In casa c’era  un grande altare, allestito con estrema cura.Restai incantata a guardare i tanti quadri appesi alla parete, che rappresentavano gli antenati dei Ruotolo. Una famiglia di sacerdoti, che si susseguivano nei secoli.

Due santi sacerdoti a colloquio

Don Dolindo era chiuso in una stanza attigua a confessare chi si era prenotato .Venne il turno di mio padre che era preceduto, nemmeno a farlo apposta dal sacerdote, padre Vincenzo Cuomo, allora giovanissimo e già pieno di santità.

Quando si aprì la porta della stanza in cui Don Dolindo era a confessare, si avvertì un profumo intenso di gelsomini.

Ci ritrovammo di fronte a un minuscolo sacerdote calvo, con le ossa del collo come se fosse rotto, cosa che gli impediva di tenere il capo eretto.

Camminava trascinando pantofole di lana molto larghe per stare più comodo.

Inforcava un paio di occhiali con la montatura scura, da cui trasparivano i suoi occhi profondissimi, cheti guardavano nell’anima.

Restai impietrita e- nello stesso tempo- una gran gioia mi inondò.Mi fece cenno di entrare e di confessarmi.

Ricordo che balbettavo e non sapevo cosa dirgli.

Mi vergognavo di non essere tanto credente. Ma lui che aveva la fortuna di essere già santo mi rimproverò, dicendomi che dovevo aver fede e che dovevo venerare la Madonna, perché mi voleva tanto bene.

Mi inginocchiai e piansi tanto.Don Dolindo mi fece vedere il suo giaciglio, dove passava le notti a parlare con la Madonna.

Un letto senza materasso e un cuscino di pietra.Da allora, la mia fede è venuta fuori.

Mio padre guarì, ma ebbe da Don Dolindo una immaginetta, sulla quale appose sul retro “a Salvatore con mille benedizioni di Gesù e di Maria”

Supplicai Don Dolindo per ricevere la stessa immaginetta, ma lui mi rispose che non era il mio turno per riceverla.

In effetti, chi riceveva quella immaginetta aveva ottenuto il passaporto per l’aldilà. Lo avrei scoperto solo 10 anni più tardi.

Miracoli di Don Dolindo Ruotolo

Il sacerdote mistico faceva tanti miracoli e prodigi: i poveri trovavano di che sfamarsi, mettendo le mani in tasca, una volta usciti dalla chiesa in Via Salvatore Tommasi 19. Le persone guarivano dopo aver pregato insieme a don Dolindo Ruotolo.

Anche mio padre guarì dalle coliche, ma dopo dieci anni, volò in cielo per enfisema bronchiale.

Quell’ incontro così ravvicinato con la santità, mi è servito nella vita di cronista , aiutando molte persone in difficoltà.

Mi sono specializzata a parlare dei santi perché in questa vita di passaggio con i problemi di una grossa pandemia non c’è conforto maggiore della fede.

Don Dolindo Ruotolo, da umile fraticello francescano, si trasformò in grande scrittore di libri sacri, che gli venivano dettati interamente dalla Madonna e da Gesù.

In particolare, raccomandava una frase da pronunciare ad occhi chiusi, noto come Atto di abbandono Don Dolindo Ruotolo: Gesù, pensaci tu!

Don Dolindo Ruotolo il santo che risponde alle bussate dei fedeli

Questo abbandonarsi completamente alla volontà di Dio apriva prodigiosamente qualunque porta: guarigioni inspiegabili, conversioni, ricongiungimenti familiari, posti di lavoro arrivavano a chi ne aveva necessità e la provvidenza abbondava nelle case di quanti compivano con fede questo atto di abbandono.

Anche il venerato Don Dolindo volò in cielo, 50 anni fa, ma per i numerosi miracoli compiuti, quotidianamente tutti i napoletani  e non solo, lo ricordano con affetto.

Soprattutto chi si trova in difficoltà di lavoro, o sta affrontando una brutta malattia, può bussare alla sua tomba.

Don Dolindo Ruotolo tomba 

È tradizione, quando si entra nella chiesa di San Giuseppe a via Salvatore Tommasi, accostarsi alla tomba di don Dolindo per pregare. Al termine della preghiera, fatta la propria richiesta al sacerdote santo,  bisogna bussare tre volte sulla tomba. A questo punto, accostando l’orecchio è possibile sentire se viene restituito un rintocco. Quello è il segnale di Don Dolindo, che ha accolto la richiesta e pregherà Dio in Paradiso per aiutare il pellegrino. 

Chi non ha fede pensa si tratti di una favoletta, ma quante conversioni di increduli si sono verificate sulla tomba del fraticello.

La porta della chiesa è sempre aperta, basta entrare con serenità, abbandonandosi completamente alla fede.

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1 Comment

  1. Mirca
    1 Ottobre 2020 / 22:10

    Salve
    Ringrazio con tutto il cuore chi mi ha dato la possibilità di poter conoscere don Dolindo
    Da stasera sarà ricordato nelle mie preghiere affinché aiuti tutti quelli che gli chiedono aiuto
    Grazie

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