
L‘Abruzzo è noto come “Regione verde d’Europa”, perché ha un territorio che per più di un terzo è destinata a Parchi e aree protette. Questa Regione è conosciuta principalmente per la sua natura incontaminata, per il Gruppo montuoso del Gran Sasso e per il Massiccio della Maiella, uno dei più celebri Parchi Nazionali italiani.
Sono tanti i turisti che scelgono l’Abruzzo come meta delle loro escursioni, perché sanno che il territorio non tradirà le loro aspettative. Oltre che dal territorio, chi si reca in Abruzzo, viene anche conquistato dall’accoglienza della popolazione locale, dalla bontà della cucina tipica regionale e dai liquori tipici abruzzesi.
Tutto in Abruzzo contribuisce ad abbracciare il visitatore, con emozioni che coinvolgono i sensi, rendendo indimenticabile l’esperienza vissuta, tanto da spingerlo a ritornarci più e più volte.
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Abruzzo, paradiso degli animali
Chi ama l’Abruzzo è sicuramente un appassionato della natura. L’Abruzzo, infatti, è una Regione in cui la natura regna sovrana ed incontaminata, protetta e rispettata da chi la gode.
Il fatto che un terzo della Regione abruzzese è un’area protetta, deriva dalla presenza sul territorio di tantissime specie animali oggetto di particolare tutela.
Il più affascinante di tutti è l’Orso Bruno Marsicano, il più grande dei mammiferi presenti, difficilmente avvistabile di giorno, perché preferisce spostarsi durante le ore notturne. L’orso, contrariamente a quanto la sua mole imponente possa far pensare, è un animale mite, piuttosto schivo e solitario, sopravvissuto da millenni in questo tratto di Appennino fortunatamente da tempo protetto.
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Altro esemplare meraviglioso è il Lupo Appenninico, che è un animale elusivo, intelligente e forte, che vive in gruppi organizzati in modo molto complesso. La sua è una natura predatoria e svolge in modo molto intelligente la sua funzione naturale che dà equilibrio agli ecosistemi in cui vive.
Poter udire, anche solo in lontananza il suo ululato, oltre a dare testimonianza della sua presenza, è ancora garanzia del suo ottimo stato di salute.
Da citare ci sono anche il camoscio, il capriolo, il cervo, il tasso, la lontra, il gatto selvatico, la lepre, il riccio, il toporagno e la talpa, ma ovviamente le specie non si esauriscono qui, perché ce ne sono molte altre di uguale interesse.
La flora abruzzese
Passeggiare nel Parco Nazionale d’Abruzzo è veramente un’esperienza unica, perché oltre alla fauna, c’è la possibilità di osservare da vicino una vegetazione fatta di piante e fiori, talmente rigogliosa che quasi acceca gli sguardi col suo verde sfavillante.
L’escursionista può vedere, a seconda delle stagioni: giaggioli; orchidee, di cui anche la più bella, grande e rara, ovvero la cosiddetta scarpetta di Venere o pianella della Madonna; il Pino Nero di Villetta Barrea, la cui origine antichissima, potrebbe risalire addirittura al Terziario.
C’è anche una piccola zona di Betulle, risalenti alle epoche glaciali quaternarie che senz’altro testimonia la presenza di una cosiddetta “vegetazione fredda” un tempo presente sull’Appennino. Ma ciò che ricopre in modo predominante l’Appennino Abruzzese è il Faggio, che cresce generalmente fra i 900 e 1800 metri d’altezza.

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