La denuncia

Abusi sui minori, la crocifissione dei piccoli nel mondo

abuso sui minori di Erik Ravel

Le immagini spesso riescono ad essere più chiare ed incisive di mille parole. Parlare poi di un tema difficile come quello degli abusi su minori in America e nel mondo comporta spesso fraintendimenti e polemiche. Saudiusa.com associazione no profit con scopi sociali è stata duramente attaccata sui social network per l’immagine “Gli Intoccabili”.

NEW YORK- Suscita scalpore, indigna, provoca, riuscendo così nel suo intento l’associazione Saudiusa.com, sito arabo-americano con fini sociali che ha pubblicato e fatto girare un’immagine che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni: la denuncia contro gli abusi sui minori, indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle o dalla loro religione. La foto è intitolata “Gli intoccabili” ed è opera dell’artista cubano Erik Ravelo. Nell’immagine sono mostrati sei bambini messi in croce, quest’ultima è rappresentata simbolicamente da un uomo posto di spalle: ogni croce identifica il tipo di abuso subito dal minore.

Sei tipi di abusi sui minori, scandalo nel mondo



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E così viene denunciata la pedofilia in Vaticano, il turismo sessuale in Thailandia, la guerra in Siria, il mercato nero dei bambini e i loro organi, le armi libere ai minori negli Stati Uniti ed infine il pericolo obesità e dunque la violenza sull’organismo dei minori procurato dalla catena di Mc Donald. Si possono immaginare le reazioni contrastanti: da un lato la disapprovazione di quanti ritengono il cibo come un male minore rispetto all’immagine forte della pedofilia in Vaticano, e chi invece approva la scelta delle varie violenze perpetrate nel mondo sui più piccoli.

La denuncia per gli abusi sui minori, una rivendicazione alla protezione

In realtà, il messaggio è chiaro ed unico: il diritto dei bambini ad essere protetti dai facili abusi, commessi ogni giorno in paesi come il Brasile , la Siria , Thailandia , Stati Uniti e Giappone. Katrina Sewell, una delle utenti Facebook che ha commentato il post ha voluto sottolineare che: “Stiamo fallendo come protettori in molti altri modi. Non bisogna utilizzare questa immagine forte per promuovere la  rabbi, quanto piuttosto per promuovere l’amore e aprire gli occhi”. L’immagine conta quasi un milione di condivisioni sui social network.

 

 

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