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Dopo i 40 non voglio sembrare più giovane: voglio riconoscermi

come cambia il viso dopo i 40 anni
Immagine modificata con IA

C’è una frase che sento ripetere spesso quando si parla di donne dopo i quarant’anni: “L’importante è invecchiare bene.” Sembra una frase innocua, persino rassicurante, eppure più la ascolto più mi domando che cosa significhi davvero quel bene, perché se per invecchiare bene intendiamo stare in salute, continuare a sentirci forti, prenderci cura del nostro corpo e avere ancora voglia di guardarci allo specchio con piacere, allora sono perfettamente d’accordo; se invece significa riuscire a nascondere il più a lungo possibile qualsiasi traccia del tempo che passa, fingendo che a quarantacinque anni dovremmo avere la stessa faccia che avevamo a trenta, allora qualcosa non mi torna.

Certamente, io non voglio tornare ad avere vent’anni. Mi sono piaciuti, ma li ho già avuti. E non voglio nemmeno guardarmi allo specchio e convincermi che ogni ruga sia una conquista meravigliosa, perché diciamocelo senza trasformare l’invecchiamento nell’ennesimo racconto edificante: ci sono cambiamenti che accogliamo serenamente e altri che, almeno all’inizio, ci piacciono decisamente meno. Vorrei solo guardarmi allo specchio e continuare a riconoscermi.

Cosa cambia davvero nel viso dopo i 40?

Di certo, non succede una mattina precisa, nel senso che non andiamo a dormire a trentanove anni con una faccia e ci svegliamo il giorno del quarantesimo compleanno con un’altra- anche se il modo in cui parliamo dell’età qualche volta sembra suggerire proprio questo. I cambiamenti arrivano lentamente e, proprio perché li vediamo ogni giorno, spesso non ce ne accorgiamo finché una fotografia, una luce diversa o magari un’immagine di qualche anno prima non ce li mette davanti tutti insieme.

La pelle può diventare progressivamente più secca e meno elastica, la produzione di collagene cambia con l’età, il tessuto adiposo del viso non rimane distribuito esattamente nello stesso modo e anche la struttura sottostante continua a modificarsi; nelle donne, inoltre, la transizione verso la menopausa può influire sulla pelle attraverso le variazioni ormonali, soprattutto per la riduzione degli estrogeni. Ebbene, c’è una differenza importante tra sapere che il viso cambia e vederlo cambiare sul proprio volto. Ve lo spiego tra un attimo.

Il problema non è necessariamente la ruga che compare

Quando pensiamo all’invecchiamento del viso, pensiamo quasi automaticamente alle rughe, come se fossero loro il grande nemico da combattere. Vi assicuro, però, che dopo i quarant’anni, spesso non è una singola ruga a farci dire “mi vedo diversa”. È tutto l’insieme. Lo sguardo può sembrare più stanco, l’ovale meno definito, le guance diverse, la pelle meno luminosa e quella fotografia scattata dal basso, che già a venticinque anni non avrebbe fatto un favore a nessuno, improvvisamente può sembrarci la prova definitiva che qualcosa sia cambiato.

A quel punto succede una cosa curiosa: cominciamo a osservarci più attentamente. E più ci osserviamo, più troviamo. E comincia la lista infinita dei difetti e delle preoccupazioni: una linea sulla fronte che forse era lì anche l’anno scorso, una piccola piega accanto alla bocca. E poi il collo, oddio, le palpebre…e mamma che occhiaie. Poi apriamo Instagram e, naturalmente, incontriamo una donna della nostra stessa età che sembra non avere nessuna di queste cose. Ed è proprio lì che il confronto diventa ingiusto, perché non sappiamo più esattamente con cosa ci stiamo confrontando.

A 40 anni non competiamo soltanto con le ventenni, ma con quarantenni che sembrano non invecchiare

Una donna di quarantacinque anni sa perfettamente di non avere più vent’anni e, nella maggior parte dei casi, non pretende nemmeno di averli; il confronto più insidioso nasce invece con le donne che hanno la sua stessa età e che online sembrano essere rimaste ferme dieci o quindici anni prima.

Il problema è che dietro un volto visto sul telefono possono esserci moltissime cose, oltre una buona genetica o una efficace skincare, ci potrebbe essere l’effetto della luce giusta, o il make up. Il più delle volte si tratta o di un filtro Instagram, o peggio, di un trattamento estetico. Oppure, dobbiamo accettarlo, c’è chi invecchia in modo diverso da noi.

“Porti benissimo la tua età” è davvero un complimento?

Questa frase mi ha sempre incuriosita: “Non dimostri affatto la tua età.” Viene detta con le migliori intenzioni e, ammettiamolo, fa anche piacere riceverla, perché siamo cresciute in una cultura nella quale sembrare più giovani è quasi automaticamente considerato positivo.

Ma perché, come dovrebbe apparire una donna della mia età? Che faccia dovrebbe avere? Quante rughe dovrebbe nascondere e quanto dovrebbe essere definito il suo corpo?

Se mi dici che “non dimostro quarant’anni”, significa che da qualche parte possediamo un’immagine abbastanza precisa di come dovrebbe apparire una quarantenne. Solo che quell’immagine continua a cambiare.

Guardate fotografie di donne di quarantacinque anni scattate negli anni Ottanta o Novanta e confrontatele con quelle di oggi: non è cambiata soltanto la biologia, naturalmente, sono cambiati capelli, make-up, abbigliamento, stili di vita, cosmetica, odontoiatria, medicina estetica e soprattutto il modo in cui rappresentiamo l’età. In realtà, non sappiamo più davvero che aspetto abbia una donna di quarantacinque anni.

medicina estetica dopo i 40 anni
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Dopo i 40 prendersi cura di sé non significa avere paura di invecchiare

Non credo affatto che accettare l’età significhi smettere di curarsi, perché è normale accogliere il fatto di aver superato i quarant’anni, ma allo stesso tempo voler migliorare qualcosa del proprio aspetto.  La differenza, almeno per me, sta nella domanda che viene prima: lo sto facendo perché voglio prendermi cura di me oppure perché non riesco più a sopportare l’idea di apparire della mia età?

Medicina estetica dopo i 40: il confine non è tra naturale e artificiale

Botox, filler, biorivitalizzazione, laser e trattamenti estetici sono ormai entrati nel linguaggio quotidiano molto più di quanto lo fossero vent’anni fa, e parlarne come se appartenessero a un mondo lontano sarebbe poco realistico.

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La questione, secondo me, non dovrebbe essere dividere le donne in due categorie, quelle “naturali” e quelle “rifatte”, perché è una contrapposizione semplicistica che finisce quasi sempre per giudicare scelte personali delle quali conosciamo pochissimo.

La domanda interessante è un’altra:

quanto vogliamo cambiare prima di smettere di riconoscerci?

Un trattamento può far sentire una persona meglio o correggere qualcosa che infastidisce, ma il vero problema nasce quando ogni correzione genera immediatamente una nuova cosa da correggere, perché a quel punto il traguardo continua a spostarsi e il volto diventa un progetto che non può mai essere considerato concluso. Insomma, si cade nel dismorfismo.

Forse a 40 anni iniziamo a vedere contemporaneamente tutte le nostre età

Da anni mi succede una cosa strana, anche se credo che sia del tutto normale guardo una persona che conosco da molti anni e spesso continuo a vedere anche la sua faccia di prima. Riconosco quella di oggi, naturalmente, ma dentro ci sono ancora i lineamenti che aveva a trenta, a venticinque e qualche volta persino da adolescente.

Credo che con noi stessi succeda qualcosa di simile perché il nostro cervello possiede una specie di archivio personale e, quando ci guardiamo allo specchio, non osserviamo soltanto il viso presente: lo confrontiamo inconsapevolmente con tutte le versioni che ricordiamo.

Dunque, l’immagine mentale che abbiamo di noi è più lenta a invecchiare del nostro volto: dentro ci sentiamo sempre le stesse di anni fa, ma fuori qualcosa cambia. E dobbiamo fare incontrare le due persone, anche se non sempre è facile.

La perimenopausa può cambiare anche il modo in cui ci vediamo

Per molte donne i quarant’anni coincidono inoltre con l’inizio, prima o poi, della perimenopausa, una fase che non riguarda soltanto il ciclo mestruale ma può accompagnarsi a cambiamenti del sonno, della composizione corporea, della pelle e del benessere generale.

Non tutte vivono gli stessi sintomi e non esiste un’unica esperienza della perimenopausa, ma è facile capire perché, proprio in una fase nella quale il corpo può sembrare meno prevedibile, il rapporto con la propria immagine possa diventare più delicato.

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Il peso può distribuirsi diversamente, qualche chilo di troppo infastidisce, la  pelle può apparire più secca e segnata da notti insonni, i capelli si diradano, e in noi aumenta l’ansia di perdere l’aspetto che abbiamo sempre avuto fino a qualche mese prima…

Il corpo ci dice: sto cambiando. La pubblicità risponde: facciamo in modo che nessuno se ne accorga. Invece di stressarci, dovremmo solo amarci, accogliendo i cambiamenti senza smettere di curare noi stesse.

Non voglio “lasciarmi andare”, ma nemmeno passare la vita a rincorrermi

Anche l’espressione lasciarsi andare meriterebbe un articolo intero: è utilizzata soprattutto parlando delle donne e contiene una quantità impressionante di significati.

Hai preso peso? Ti sei lasciata andare.

Non tingi più i capelli? Ti sei lasciata andare.

Non ti trucchi? Ti sei lasciata andare.

Poi, paradossalmente, se dedichi molta attenzione al tuo aspetto rischi di essere considerata ossessionata dalla giovinezza. Insomma, le regole cambiano continuamente.

come cambia il volto dopo i 40 anni
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La faccia di una donna racconta anche quello che le è successo

Nessun filtro riesce davvero a riprodurre il modo in cui un volto cambia quando appartiene a una persona che ha vissuto, è modificato anche attraverso le espressioni che ripetiamo per anni. L’amore, il dolore, lo stress, le emozioni in generale alterano la fisionomia di un volto, nel bene e nel male.

Il sorriso o il modo in cui stringiamo gli occhi. La fronte che corrughiamo (in questo io vinco il premio rughe da pensiero!), le guance che cambiano quando ridiamo. Non voglio una faccia immobile nel tempo. Vorrei una faccia che cambi senza diventarmi estranea.

I social ci stanno facendo dimenticare come appare davvero una donna di 40, 50 o 60 anni?

Me lo chiedo spesso, soprattutto perché online vediamo molti volti, ma non sempre sappiamo quanto siano reali. Le foto possono essere ritoccate senza che ce ne accorgiamo. Così filtri, ritocchi, AI, pubblicità e volti reali finiscono nello stesso flusso, modificando lentamente ciò che consideriamo un invecchiamento normale.

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Forse per questo vedere una donna famosa con rughe visibili diventa una notizia. Come se a sessant’anni fosse eccezionale mostrarle, più che non averle.

Dopo i 40 voglio migliorarmi, non cancellarmi

Quindi, ciò che voglio è migliorarmi, ma senza cancellarmi.Voglio sentirmi forte, curare la pelle, mangiare e dormire meglio, vestirmi in modo da stare bene e guardarmi allo specchio con piacere.

Il corpo è il posto in cui viviamo: volerci stare bene non è superficiale, è naturale.

Non voglio però trasformare la cura in una lotta contro il tempo: sarebbe una gara persa in partenza e dovrei correre il rischio di rimpiangere ogni versione precedente di me. Potrebbe accadere di guardarci allo specchio e di renderci conto che ci piacevamo così come eravamo.

Guardare una vecchia fotografia può insegnarci qualcosa

Provate a guardare una fotografia di dieci anni fa, una normale e probabilmente noterete qualcosa che oggi vi piace e che allora non apprezzavate.

Oggi magari la guardate e pensate:

“Ma stavo benissimo.”

La lezione è semplice: tra dieci anni potremmo dire lo stesso della foto scattata oggi. Siamo meno imperfette di quanto ci raccontiamo quando ci osserviamo troppo da vicino.

La bellezza dopo i 40 forse comincia proprio quando smettiamo di misurarla con quella dei 30

Penso proprio che la bellezza dopo i 40 comincia quando smettiamo di misurarla con quella dei 30.

Cambiare metro è possibile: se usiamo come parametro il nostro viso di quindici anni prima, quello di oggi perderà sempre. Se invece ci chiediamo come vogliamo stare adesso, cambia tutto.

Il nostro mantra potrebbe essere questo:

Non voglio la pelle dei miei trent’anni: voglio una bella pelle a quaranta.

Non voglio il corpo dei venticinque: voglio sentirmi forte in quello che ho oggi.

Non voglio tornare indietro: voglio andare avanti bene.

Voglio riconoscermi anche nella donna che sarò

Probabilmente tra dieci anni rileggerò questo articolo e sorriderò, oppure guarderò una mia fotografia di oggi e penserò che avevo molte meno rughe di quanto mi sembrasse…esattamente come oggi posso guardare una fotografia di dieci anni fa e chiedermi perché trovassi tutti quei difetti che adesso faccio fatica persino a vedere. È possibile. E, a dire il vero, mi piacerebbe arrivarci senza trascorrere i prossimi dieci anni cercando disperatamente di fermare quelli precedenti.

Voglio continuare a prendermi cura di me, allenarmi, truccarmi quando ne ho voglia, utilizzare le creme che mi piacciono, scegliere i vestiti nei quali mi sento bene e fare tutto ciò che può aiutarmi a stare meglio dentro il mio corpo. Non perché voglio sembrare più giovane.

E voglio continuare a piacermi mentre cambio.E, soprattutto, voglio guardare una fotografia tra qualche anno e vedere ancora me.

Un po’ diversa e con qualche linea in più, qualche certezza in meno e probabilmente una quantità ancora maggiore di fotografie che non avrei dovuto conservare sul telefono. Ma sempre me.

Non desidero fermare il tempo a tutti i costi…vorrei solo fare in modo che, mentre passa, non porti via il rapporto che abbiamo con noi stesse.

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