Come uso l’intelligenza artificiale su questo sito
Ultimo aggiornamento: [Napoli, Agosto 2026]
Caro lettore, cara lettrice, ho scritto questa pagina per una ragione semplice: se leggi qualcosa qui, hai diritto di sapere come è nato. Non è solo una questione di legge — anche se sì, c’è una legge che me lo chiede — è che mi sembra il minimo, tra chi scrive e chi legge. Uso strumenti di intelligenza artificiale nel mio lavoro quotidiano. Non lo nascondo e non me ne vergogno, ma voglio essere chiara su come li uso e soprattutto su dove finisce l’IA e dove comincio io.
Come nascono gli articoli
Ogni articolo parte da una mia idea. Non c’è nessun sistema automatico che decide di cosa parlare, né un flusso che pubblica testi senza che io li abbia letti riga per riga. Nel concreto, il percorso è più o meno questo:
L’idea e la ricerca sono mie. Scelgo l’argomento, capisco cosa vale la pena raccontare, raccolgo le fonti e le verifico. Se un dato è sbagliato, la colpa è mia — non della macchina.
L’IA mi aiuta a scrivere. La uso per mettere in ordine una scaletta, per riformulare un paragrafo che non suona bene, per trovare un modo più chiaro di spiegare una cosa complicata, a volte per produrre una prima bozza su cui poi lavoro. È un assistente di scrittura, non un ghostwriter.
La revisione finale è sempre umana. Rileggo tutto. Correggo, taglio, riscrivo, controllo le informazioni una per una. Niente viene pubblicato senza che sia passato dalle mie mani.
Il punto di vista resta il mio. Le opinioni, i giudizi, le scelte editoriali — quelle non le delego. Un modello linguistico non ha esperienza, non ha una posizione, non risponde di quello che dice. Gli strumenti che uso più spesso per i testi sono: [Perplexity, ChatGpt].
Quando te lo segnalo in modo esplicito
Se un articolo è in larga parte generato con l’IA — cioè se il contributo del modello va oltre l’aiuto redazionale e riguarda la sostanza del testo — trovi un’etichetta chiara in cima all’articolo, non nascosta in fondo alla pagina. Questo vale in particolare per i contenuti che parlano di temi di interesse pubblico: attualità, salute, diritti, soldi, politica. Su questi argomenti la trasparenza non è opzionale, ed è giusto così.
Come nascono le immagini
Qui la percentuale di IA è più alta, e te lo dico apertamente: buona parte delle immagini che vedi su questo sito a partire dal 2024 è generata o modificata con strumenti di intelligenza artificiale. Lo faccio per motivi molto pratici. Non ho un archivio fotografico, le foto stock costano e spesso non c’entrano niente con quello che sto raccontando. Generare un’illustrazione mi permette di avere un’immagine che rispecchia davvero il testo. Troverai anche immagini scattate da me, ma riviste e modificate nella grafica dalle IA.
Distinguo tre casi:
Immagini generate da zero. Nascono da un mio prompt, non esistono nel mondo reale, non ritraggono persone, luoghi o eventi realmente accaduti. Sono illustrazioni, esattamente come lo sarebbe un disegno.
Fotografie mie ritoccate con l’IA. Scatti che ho fatto io, su cui ho usato strumenti di IA per correggere la luce, rimuovere un elemento di disturbo, ampliare l’inquadratura. La scena è reale, l’intervento è cosmetico.
Immagini di archivio rielaborate. Materiale che ho la licenza di usare, modificato con strumenti generativi.
Gli strumenti che uso per le immagini sono: [Chat GPT, Gamma].
Come le riconosci
Ogni immagine prodotta o modificata con l’IA porta una dicitura visibile — nella didascalia sotto l’immagine oppure sovrimpressa in un angolo — del tipo:
Immagine generata con intelligenza artificiale Immagine modificata con strumenti di intelligenza artificiale
Dove gli strumenti che uso lo permettono, mantengo anche i metadati di provenienza (come lo standard C2PA o le filigrane digitali applicate dal generatore). Sono marcatori invisibili all’occhio ma leggibili dalle piattaforme e dai software di verifica: se qualcuno prende una mia immagine e la ricondivide altrove, l’informazione viaggia con lei.
Quello che non faccio, mai
Mi sembra utile essere altrettanto esplicito sui limiti che mi sono dato:
- Non creo deepfake di persone reali. Nessun volto riconoscibile di una persona esistente in situazioni che non si sono verificate tranne la mia persona quando modifico una foto mia originale. Nessuna voce clonata.
- Non spaccio immagini sintetiche per fotografie di cronaca. Se un articolo racconta un fatto realmente accaduto, le immagini che lo documentano sono fotografie vere. Un’illustrazione generata può accompagnare il pezzo, ma è etichettata come tale e non viene presentata come prova di niente.
- Non pubblico dati, citazioni o fonti senza averli verificati. I modelli generativi inventano con grande sicurezza: è il loro difetto più insidioso. Ogni numero, nome, data e virgolettato che trovi qui è passato da un controllo su fonte originale.
- Non uso l’IA per manipolare la tua opinione in modo occulto. Nessun contenuto costruito per sembrare spontaneo quando non lo è.
- Non delego a un sistema automatico la pubblicazione. Tra la generazione e la messa online c’è sempre una decisione mia.
Di chi è la responsabilità
Mia. Interamente. Che un paragrafo sia nato da un prompt o dalla mia tastiera non cambia nulla: nel momento in cui lo pubblico qui, me ne assumo la responsabilità. Se trovi un errore, un’immagine fuori posto o qualcosa che ti sembra fuorviante, la persona a cui scrivere sono io.
E puoi scrivermi davvero: lecodellaverita[at]libero.it Segnalazioni, dubbi, correzioni sono benvenute tutte. Se mi fai notare uno sbaglio, lo correggo e lo dico.
Il quadro normativo, in breve
Questa pagina risponde agli obblighi di trasparenza introdotti dall’articolo 50 del Regolamento (UE) 2024/1689 — l’AI Act — applicabile dal 2 agosto 2026, e ai principi di trasparenza della Legge italiana 132/2025 sull’intelligenza artificiale. In sostanza, le norme chiedono due cose: che chi legge sappia quando un contenuto è generato o modificato artificialmente, e che questa informazione sia data in modo chiaro e riconoscibile, non sepolta in una nota a piè di pagina. Ho cercato di fare esattamente questo. Aggiorno questa pagina ogni volta che cambio strumenti o metodo di lavoro. La data in alto ti dice a quando risale l’ultima revisione.
Se ti interessa capire meglio come lavoro, o hai domande su un articolo specifico, scrivimi. Preferisco una domanda in più che un dubbio in meno.


