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Farsi la tinta a casa con l’Intelligenza Artificiale: io ci ho provato e vi racconto com’è andata

Donna che applica la tinta Wella Color Touch a casa con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale
Immagine generata con IA

Ci sono momenti dell’anno in cui la ricrescita sembra avere una particolare voglia di farsi notare. L’estate, per esempio. Sarà perché raccogliamo più spesso i capelli, sarà perché la luce naturale non perdona niente, sarà perché tra mare, vacanze e giornate trascorse fuori casa l’appuntamento dal parrucchiere finisce facilmente in fondo alla lista delle cose da fare. Fatto sta che a un certo punto mi sono guardata allo specchio e ho capito che continuare a spostare strategicamente la riga non sarebbe servito ancora per molto.

La ricrescita c’era. E si vedeva. Avrei potuto prenotare dal parrucchiere, naturalmente. Ma poi mi è venuta un’idea che, fino a qualche anno fa, sarebbe sembrata abbastanza assurda: e se fotografassi i miei capelli e chiedessi all’Intelligenza Artificiale quale tinta scegliere?

Non quale colore mi piacerebbe avere. Non volevo diventare bionda, rossa o cambiare completamente testa. Il problema era molto più banale: volevo trovare una tonalità abbastanza vicina alla mia da coprire la ricrescita senza ritrovarmi con radici di un colore e lunghezze di un altro.

Così ho fatto una foto ai capelli, l’ho caricata e ho iniziato a fare domande. Ed è qui che la cosa è diventata interessante. Perché l’Intelligenza Artificiale non mi ha fatto la tinta, ovviamente. Non ha neppure trasformato il mio bagno nel salone di un parrucchiere. Mi ha però aiutata proprio nella parte che, quando si decide di fare la tinta a casa da sole, mette maggiormente in difficoltà: capire cosa comprare.

Si può scegliere il colore della tinta con l’Intelligenza Artificiale?

In parte sì. Ed è importante sottolineare quell’“in parte”. Se le forniamo una buona fotografia, un sistema di Intelligenza Artificiale capace di analizzare immagini può osservare il colore che appare nella foto, confrontare visivamente la ricrescita con le lunghezze e aiutarci a capire verso quale famiglia cromatica orientarci.

Può essere utile, per esempio, per ragionare sulla differenza tra un castano più caldo e uno più freddo, oppure per capire se la tonalità che stiamo guardando potrebbe essere troppo distante dal colore presente sulle lunghezze. Non significa, però, che l’AI possa conoscere con certezza il colore reale dei nostri capelli semplicemente guardando una fotografia.

La luce del bagno, il sole, un filtro dello smartphone e perfino il bilanciamento automatico della fotocamera possono modificare parecchio la percezione del colore. E soprattutto c’è una cosa che una foto non racconta: la storia dei nostri capelli. Una vecchia tinta, una decolorazione, una schiaritura o un capello molto poroso possono modificare il risultato finale. Ecco perché userei l’AI come una sorta di assistente nella scelta, non come un colorista infallibile.

Ho fotografato la mia ricrescita e ho chiesto all’AI quale tinta comprare

Il mio esperimento è iniziato nel modo più semplice possibile. Ho fotografato i capelli. Ma mi sono accorta quasi subito che dire “questa è la mia testa, che colore compro?” non era esattamente il modo migliore per ottenere una risposta utile. Se vogliamo usare l’Intelligenza Artificiale per scegliere una tinta partendo da una foto, dobbiamo darle qualcosa su cui lavorare.

La fotografia migliore, secondo me, è quella scattata con una luce il più possibile naturale e senza filtri. Bisogna far vedere bene la radice, ma anche una parte delle lunghezze, perché il confronto tra le due zone è proprio quello che ci interessa. Personalmente, aggiungerei anche una seconda fotografia, magari scattata da un’altra angolazione.

A quel punto possiamo spiegare cosa vogliamo ottenere. Nel mio caso non cercavo una trasformazione. Volevo mantenere il colore che già avevo e rendere meno evidente lo stacco della ricrescita. Ed è una differenza enorme. Chiedere “quale colore mi starebbe bene?” apre un universo di possibilità. Chiedere invece “quale famiglia di tonalità potrebbe avvicinarsi maggiormente alle mie lunghezze?” restringe moltissimo il campo. È proprio qui che l’AI comincia a essere realmente utile.

Come chiedere all’Intelligenza Artificiale quale colore di capelli scegliere

Una cosa che ho imparato utilizzando spesso questi strumenti è che la qualità della risposta dipende parecchio dalla domanda. In questo caso potremmo scrivere qualcosa del genere:

“Analizza il colore dei miei capelli nella fotografia. Guarda separatamente la ricrescita e le lunghezze. Non voglio cambiare radicalmente colore, ma coprire la ricrescita cercando di ottenere un risultato naturale e vicino al colore che ho già. Indicami quale famiglia di tonalità potrebbe essere più adatta e spiegami perché.”

Aggiungerei poi tutte le informazioni che una fotografia non può fornire.Se abbiamo già tinto i capelli, diciamolo. Se sulle lunghezze c’è una vecchia colorazione, specifichiamolo. Se vogliamo coprire capelli bianchi, scriviamolo. E soprattutto eviterei di chiedere all’AI una certezza che non può darci. Meglio domandarle di restringere la scelta a due o tre tonalità compatibili e poi controllare la cartella colori del produttore.

In breve: l’Intelligenza Artificiale può aiutare a scegliere una tinta analizzando una fotografia dei capelli e confrontando visivamente radici e lunghezze. Non può però prevedere con certezza il risultato chimico della colorazione. La scelta finale deve tenere conto della storia del capello e delle indicazioni del produttore.

Come capire il numero della tinta senza impazzire davanti allo scaffale

E poi arriviamo a loro: i numeri. Perché finché diciamo “castano” sembra tutto semplice. Poi davanti a noi compaiono scatole con numeri, punti, barre e riflessi e improvvisamente il castano non è più semplicemente castano. Nel sistema utilizzato da Wella Color Touch, per esempio, la numerazione distingue la profondità del colore, cioè quanto il tono è chiaro o scuro, dal carattere del riflesso. Nella documentazione professionale Wella la profondità va da 2/ a 10/, mentre i numeri successivi identificano il tono o riflesso.

lavaggio tinta fatta con l'aiuto della intelligenza artificiale
Immagine generata con IA

Ed è proprio su questo che l’AI può diventare una buona compagna di shopping. Possiamo fotografare i capelli, farci aiutare a individuare la famiglia cromatica e poi confrontare due nuance specifiche chiedendo che differenza c’è tra l’una e l’altra. Ma attenzione: non darei mai per scontato che la numerazione sia identica per qualsiasi marca. Prima di acquistare controllerei sempre la cartella colore ufficiale del produttore.

Ricrescita evidente in estate: perché la tinta a casa può diventare una soluzione

La mia esigenza, in fondo, era molto più pratica che estetica. In estate cambiano i ritmi. Si parte, si torna, si rimanda un appuntamento, magari il parrucchiere è chiuso proprio nella settimana in cui avremmo tempo di andarci. E intanto quella benedetta riga centrale diventa sempre più difficile da ignorare.

Per questo non vedo la tinta fatta a casa come una dichiarazione di guerra al parrucchiere. Ci sono lavori che personalmente continuerei a lasciare nelle mani di un professionista senza pensarci due volte. Se volessi cambiare completamente colore, schiarire parecchio i capelli o correggere una tinta venuta male, non penserei certo di risolvere tutto fotografandomi con il telefono.

Ma gestire una ricrescita mantenendosi vicine al proprio colore è un problema diverso. Ed è proprio in situazioni come questa che avere uno strumento capace di aiutarci a capire meglio cosa stiamo acquistando può fare la differenza.

Dalla radice alle punte: come ho fatto la tinta da sola

Una volta risolto il dubbio principale, cioè quale colore scegliere, è arrivato il momento di trasformare il bagno in un piccolo salone improvvisato. Guanti, pennello, ciotola, un asciugamano che non avrei pianto nel caso di qualche incidente e tutto quello che mi serviva a portata di mano. Ho diviso i capelli in sezioni per riuscire a raggiungere meglio la ricrescita e ho iniziato proprio da lì.

Nel mio caso ho utilizzato Wella Professionals Color Touch, una colorazione semi-permanente che Wella descrive come priva di ammoniaca. La gamma attuale comprende oltre 90 tonalità. Qui però faccio una precisazione importante: non prenderei quantità, proporzioni e tempi di posa da un articolo trovato online e nemmeno da una risposta generica dell’Intelligenza Artificiale. Bisogna seguire le istruzioni specifiche del prodotto che si sta utilizzando.

farsi la tinta con chat gpt a casa
Immagine generata con IA

Per Color Touch, per esempio, la documentazione professionale Wella indica un rapporto di miscelazione 1:2 con l’emulsione Color Touch e modalità diverse a seconda del servizio effettuato. Questo è proprio uno di quei casi in cui l’AI può aiutarci a capire le istruzioni, ma non dovrebbe inventarle al posto del produttore.

E poi c’è il test allergico. Wella raccomanda di effettuare l’Allergy Alert Test 48 ore prima di ogni colorazione. Se durante il test compaiono rossore, bruciore o prurito, il prodotto non deve essere utilizzato. Questa è una parte che non salterei per guadagnare tempo.

Dopo l’applicazione e il tempo previsto dalle istruzioni arriva finalmente il momento che, almeno per me, crea sempre un po’ di suspense: il risciacquo. Perché finché i capelli sono bagnati e pieni di colore possiamo fare tutte le supposizioni che vogliamo. È quando li asciughiamo che arriva il verdetto.

Si può davvero ottenere a casa un colore come dal parrucchiere?

Dipende soprattutto da quello che stiamo cercando di fare. Se l’obiettivo è mantenere un colore vicino a quello che abbiamo già, ravvivare una tonalità o gestire una ricrescita, possiamo ottenere un risultato molto soddisfacente anche a casa.

La tinta fai da te, infatti, viene considerata una possibile soluzione proprio per il ritocco della ricrescita, anche se la scelta della nuance resta uno dei passaggi più delicati. Ma non confondiamo questo con il lavoro di un colorista.

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Passare da un castano scuro a un biondo, correggere riflessi indesiderati, lavorare su capelli precedentemente decolorati o sistemare un colore disomogeneo richiede competenze che una fotografia e una chat non possono sostituire. L’Intelligenza Artificiale può ragionare sull’immagine che vede. Non può toccare il capello, valutarne realmente porosità e struttura o sapere cosa abbiamo fatto negli ultimi anni se non glielo raccontiamo. (In effetti, sono un caso che fa eccezione, perché ho imparato da anni a fare la tinta e le decolorazioni da sola a casa!).

Dove mi è stata davvero utile l’Intelligenza Artificiale

Ed eccoci alla domanda che probabilmente interessa di più: ma allora a cosa è servita veramente? A farmi sentire meno persa davanti a una quantità di scelte. È questa la parte dell’esperimento che mi ha colpita. Normalmente avrei guardato due confezioni quasi identiche chiedendomi quale fosse la differenza. Avrei cercato fotografie online, letto recensioni, ingrandito cartelle colore e probabilmente dopo mezz’ora sarei stata ancora indecisa.

Con l’AI ho potuto continuare a fare domande.

“Quale delle due sembra più vicina alle mie lunghezze?”

“Questa tonalità potrebbe risultare troppo calda rispetto al colore che ho adesso?”

“Cosa significa questo numero?”

“Se voglio soltanto rendere meno evidente la ricrescita, devo davvero cambiare colore?”

Ed è questo, secondo me, l’utilizzo più intelligente dello strumento.

Non chiedergli di prendere una decisione al nostro posto, ma usarlo per capire meglio la decisione che stiamo prendendo.

Gli errori che non farei quando si sceglie una tinta partendo da una foto

Dopo aver fatto l’esperimento, una cosa mi sembra evidente: la fotografia conta moltissimo. Non utilizzerei mai una foto con un filtro Instagram, per esempio. E nemmeno una fotografia scattata sotto una lampadina molto calda, perché un castano potrebbe apparire molto più dorato o ramato di quanto non sia realmente.

Eviterei anche il controluce. Se dovessi rifarlo, scatterei almeno due o tre immagini alla luce naturale: una della radice, una delle lunghezze e una complessiva. Ma soprattutto racconterei all’AI cosa c’è dietro quella fotografia.

Perché lei vede il colore di oggi, non necessariamente ciò che c’è sotto. Una precedente colorazione, il sole e altri trattamenti possono influenzare il risultato della tinta; persino Wella, nelle proprie indicazioni sui test colore, ricorda che precedenti trattamenti chimici e sole possono incidere sul risultato e sui tempi. La fotografia, quindi, è il punto di partenza. Non tutta la storia.

Quindi mi rifarei la tinta a casa con l’aiuto dell’AI?

Sì, ma probabilmente continuerei a usarla esattamente come ho fatto questa volta: come aiuto, non come sostituto del parrucchiere. Perché alla fine la parte più interessante di questo piccolo esperimento estivo non è stata poter dire “mi sono fatta la tinta con l’Intelligenza Artificiale”.

Sarebbe anche un po’ esagerato. La tinta me la sono fatta io. L’AI non ha impugnato il pennello, non ha diviso i capelli e soprattutto non ha dovuto pulire il bagno dopo. Mi ha però aiutata nel momento in cui normalmente avrei avuto più dubbi: scegliere, confrontare, capire e organizzarmi. E forse è proprio questo il modo più sensato di utilizzare oggi l’Intelligenza Artificiale nelle piccole cose quotidiane.

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Non consegnarle completamente una scelta, ma farle tutte quelle domande che ci aiutano a scegliere meglio. Anche quando il grande problema del giorno è semplicemente quella ricrescita che, sotto il sole di agosto, aveva deciso di non passare più inosservata.

FAQ: tinta a casa e Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale può scegliere il colore dei capelli da una foto?

Può analizzare il colore visibile nella fotografia e aiutare a individuare una famiglia di tonalità compatibile con radici e lunghezze. Non può però stabilire con certezza come reagirà il capello alla colorazione. Luce, fotocamera, vecchie tinte, decolorazioni e porosità possono modificare il risultato.

Come faccio a capire quale numero di tinta comprare?

Il primo passo è capire la profondità del proprio colore e successivamente il riflesso desiderato. Le numerazioni possono cambiare in base al produttore, quindi è sempre meglio consultare la cartella colori ufficiale della marca scelta invece di applicare automaticamente la numerazione di un altro brand.

Posso fotografare la ricrescita e chiedere a ChatGPT quale tinta scegliere?

Sì, una fotografia nitida e senza filtri può essere usata per chiedere un orientamento sulla famiglia cromatica più vicina ai propri capelli. È meglio fornire foto di radici e lunghezze alla luce naturale e spiegare anche eventuali colorazioni precedenti. La risposta va considerata un aiuto orientativo, non una diagnosi professionale del capello.

Come scegliere una tinta simile al proprio colore?

Bisogna osservare separatamente profondità e riflesso del colore. Una buona fotografia alla luce naturale può aiutare nel confronto, così come una cartella colore ufficiale. Se l’obiettivo è soltanto coprire la ricrescita, eviterei di allontanarmi molto dal colore già presente sulle lunghezze senza il consiglio di un professionista.

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Posso fare soltanto la ricrescita a casa?

Sì, esistono applicazioni pensate proprio per la ricrescita. Anche le istruzioni professionali di Color Touch prevedono, in determinate applicazioni, di lavorare prima sulla zona delle radici e successivamente sulle lunghezze. Tempi e modalità, però, dipendono dal prodotto specifico e vanno sempre verificati nelle sue istruzioni.

L’AI può sostituire il consiglio del parrucchiere?

No. Può aiutare a confrontare tonalità, interpretare una numerazione, preparare domande e orientarsi tra le alternative. Non può esaminare fisicamente il capello né prevedere con certezza una reazione chimica. Per decolorazioni, correzioni colore e trasformazioni importanti il professionista rimane la scelta più prudente.

Come scegliere la tinta dei capelli con l’Intelligenza Artificiale?

Per scegliere una tinta con l’AI, fotografa radici e lunghezze alla luce naturale e senza filtri. Spiega il colore che hai adesso, eventuali tinte precedenti e il risultato che vuoi ottenere. Chiedi di individuare una famiglia cromatica compatibile e confrontala poi con la cartella colori ufficiale del produttore prima dell’acquisto.

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