
Napoli è la culla della vita spirituale. Le persone qui affollano le chiese per ogni circostanza, specialmente quando arriva il momento di pagare le utenze e non ci sono i soldi per pagarle, allora si presenta in chiesa una persona dopo l’altra.
C’è chi giura di vedere ancora tanta gente sulla tomba di Totò per le stesse ragioni e chi invece dà molta importanza al culto delle “capuzzelle di morte”, che si trovano nel cuore della city. Insomma, la morte e la vita sono due realtà molto visibili in una Napoli che, per molti millenni, raccoglie una marea di devoti che – nonostante le vicissitudini – riesce a portare ancora il sorriso sulle proprie labbra.
Ci sono tantissime chiese a Napoli e ciascuna ha il proprio santo protettore. Lo sappiamo benissimo che i santi intercedono presso Dio, ma non possono operare da soli.
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Passeggiando per piazza Trieste e Trento, troviamo una delle più importanti chiese di Napoli, San Ferdinando; qui, da secoli sono custoditi i tesori nascosti e sono sepolte le persone più note del passato che hanno elargito i loro beni dopo la morte. Attualmente, il parroco di turno, monsignor Silvestri è stato testimone di un miracolo, se lo si può definire così, avvenuto il 24 luglio 2025 nella sua chiesa, dopo una messa ai malati oncologici, che erano presenti numerosi alla Messa, circa 500.
Al momento di ungere il corpo di ciascuno di essi con l’olio Santo di San Charbel Makhluf, a un certo punto il parroco si è reso conto di non avere più olio per ungere gli altri malati; ma non appena ha riposto nell’armadio l’ultima ampolla, contenente l’olio, meravigliandosi ha visto che poco dopo la stessa era di nuovo piena.
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Si è gridato al miracolo in presenza di tutti, ma ora l’ampolla è stata sottoposta all’attenzione delle autorità ecclesiastiche per essere studiata secondo le consuete procedure. Sta di fatto che questo è stato un momento particolare per la chiesa di San Ferdindando.
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San Charbel Makhluf chi è
Ma chi è Joseph Charbel? Sappiamo che egli nacque in Libano nel 1828 e morì il 24 dicembre del 1898, dopo una lunga agonia. San Charbel si ricorda per la vita di maronita in preghiera e per tanti miracoli avvenuti grazie alla sua intercessione.
San Charbel Makhluf, monaco libanese dell’Ottocento, è una figura molto amata sia in Oriente che in Occidente. Nato come Youssef Antoun Makhluf nel 1828, in un piccolo villaggio del Libano, fin da giovane mostrò un profondo desiderio di vita spirituale. A vent’anni entrò nell’Ordine Maronita e prese il nome di Charbel, in onore di un martire cristiano antico.
Visse gran parte della sua vita come eremita, dedicandosi alla preghiera, al lavoro manuale e al digiuno. La sua cella era semplice, il cibo scarso, il tempo scandito da salmi e silenzio. Era conosciuto per l’umiltà e la dedizione totale a Dio, ma anche per la sua capacità di ascoltare e consolare chi lo cercava.
Morì nel 1898, lasciando l’immagine di un uomo di Dio nascosto al mondo.
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Dopo la morte, numerosi fedeli raccontarono guarigioni e grazie ricevute per sua intercessione. Il suo corpo, trovato incorrotto anni dopo, attirò pellegrini da tutto il mondo.
Papa Paolo VI lo proclamò santo nel 1977.
Oggi le sue reliquie e la sua tomba si trovano nel monastero di San Marone ad Annaya, in Libano, meta di preghiera continua. San Charbel Makhluf rimane un simbolo di silenzio, fede e fedeltà, un esempio di come la vita nascosta possa avere un impatto profondo e duraturo.
San Charbel Makhluf e l’olio santo
Si può dire che egli abbia vissuto sempre in contemplazione di Cristo, rinunciando a tutti i beni terreni e soprattutto soccorrendo i mali della terra. Ma perché l’olio Santo? Quest’ultimo rappresenta il mezzo per le guarigioni dei malati.
Si racconta che il corpo di San Charbel si è conservato integro per molti anni, poi andò incontro al processo di decomposizione, ma con una variante rispetto al resto dei mortali: il suo corpo emanava un liquido misto di acqua e sangue.
In tutto il mondo avvengono miracoli in situazioni difficili e se c’è fede, San Charbel Makhluf si rende presente all’improvviso. Interviene nei casi di malattia, quelli più disperati.
Ultimamente, il nuovo Papa Leone XIV in una sua omelia ha aggiunto: “Dio è misericordia ed è l’artefice di nuove conversioni”. Sono proprio coloro che partendo dal presupposto di non essere credenti ottengono una misteriosa grazia e quindi si all’improvviso diventano credenti.

Super Mamma, giornalista e scrittrice. Ha tante passioni, ma l’amore per la recitazione vince su tutte. Ha collaborato con testate locali come La Riviera, Libero, Lo Strillo, Il Giornale di Napoli- Il Roma, Politica Meridionalista. Opinionista satirica su Canale 50 di Pisa (L’Impallato e Panni Sporchi). Ha scritto due libri “Napoli Antica e Napoli Polemica”; “Vincenzo Dattilo, il più napoletano dei napoletani” editi da Firenze Libri.
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