Fatti e misfatti

Termovalorizzatore di Acerra, la quarta linea attivata solo in casi straordinari

Termovalorizzatore sì, oppure no? Polemiche senza fine e tanta angoscia per la salute degli abitanti della zona di Acerra.

Alla fine c’è stato un cambiamento di rotta del Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, dopo la querelle verbale di pochi giorni fa tra il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna che sollecitava a scongiurare una catastrofe e il Vicepresidente della Giunta Regionale, Fulvio Bonavitacola, che ribadiva “l’opportunità di garantire una costante e puntuale informazione alla cittadinanza sugli effetti ambientali del funzionamento dell’impianto”.

L’attivazione della quarta linea di trattamento dei rifiuti che ha destato non poche preoccupazioni nella popolazione verrà effettuata solo in casi eccezionali, scongiurando l’emissione di nuove sostanze tossiche nell’aria.

Basta polemiche sul termovalorizzatore di Acerra

“Ora che anche De Luca ha precisato che la quarta linea di trattamento dei rifiuti nel termovalorizzatore di Acerra sarebbe messa in funzione solo in casi eccezionali, per sopperire alla temporanea inattività, per guasti o per manutenzione programmata, delle altre tre, ci auguriamo che finiscano le polemiche senza senso avviate su questa questione” hanno detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, e la coordinatrice dell’esecutivo nazionale del Sole che ride, Fiorella Zabatta, ricordando che “al di là delle chiacchiere e del politichese, ci sono i fatti che dimostrano l’impegno di questa maggioranza a portare avanti quella rivoluzione nella gestione dei rifiuti che ha portato al nuovo piano regionale che ha eliminato i due inceneritori, a Giugliano e San Giovanni a Teduccio, e all’aumento della raccolta differenziata”.

Avrà sicuramente contribuito ad un ripensamento del Presidente De Luca per l’ampliamento dell’ inceneritore,il Vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, che scriveva qualche giorno fa: “Qui si sfiora il cinismo se si continua a mortificare un popolo che attende bonifiche perché c’è un alto tasso di inquinamento, se si pensa alle 72 persone di un rione di Acerra che nei giorni scorsi si son recate in ospedale per problemi respiratori, legati alle esalazioni
tossiche di una discarica-Di Donna conclude-bisogna far chiarezza su tutto e anche sull ‘inutilità di creare nuovi piani per lo smaltimento rifiuti, visto che Acerra ha bisogno di disinquinare l ‘aria resa irrespirabile dalla quantità enorme di rifiuti che vengono inceneriti quotidianamente senza che la gente che ci abita sappia nulla”.

Il termovalorizzatore di Acerra non risolve il problema salute 

Il problema dei rifiuti in Campania resta ancora aperto, ma non si arriva a nessun risultato senza l’accordo di tutte le parti e lo hanno sottolineato nuovamente Borrelli e Zabatta: “Ora, chi ha acceso una polemica basata sul nulla, se davvero ha a cuore le sorti della Campania, pensi a collaborare per migliorare ancor di più le percentuali di raccolta differenziata per ridurre sensibilmente la quantità di rifiuti che si bruciano ad Acerra”.

Un compromesso, per ora, anche se i rischi per la salute umana restano…ma questa è un’altra storia.

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