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San Chirico Raparo, terra di pace e di integrazione: immigrati “cittadini modello”

Italia, terra promessa per migliaia di profughi in cerca di un luogo sereno dove continuare a vivere. In un momento storico difficile, dove la parola “accoglienza” fa spesso rima con “indifferenza”, c’è chi si distingue per la sua capacità di integrare gli immigrati e di farne immagine positiva e propositiva. E’ il caso di San Chirico Raparo comune del potentino a 100 chilometri da Matera, 1120 abitanti in tutto,  che impiega e coinvolge gli immigrati a trecentosessantagradi nella promozione e nella gestione di servizi sociali e di assistenza ai cittadini.

La storia di San Chirico Raparo

Le sue origini si fanno risalire all’antica città greca di Polisandra oppure al centro di fondazione dell’abbazia basiliana di Sant’Angelo ai piedi del Monte Raparo. In passato è stato un possedimento del Re Ruggero, un feudo dei Balvano, poi dei Chiaromonte e dei Sanseverino. Una terra da sempre intessuta di misticismo, luogo di convergenza tra cultura occidentale ed orientale. In una grotta nelle vicinanze del monte si può ammirare un affresco dell’ Arcangelo San Michele, che sarebbe apparso lungo i sentieri montuosi consacrando questa terra alla Madonna, pluricelebrata nelle festività patronali.

 

sindaco di san chirico raparo

Claudio Borneo Totaro, Sindaco di San Chirico Raparo

Immigrati fondamentali per San Chirico Raparo

Un grande orgoglio per il sindaco Claudio Borneo Totaro, che ha spiegato: “I giovani sono pochi rispetto agli anziani, questo è una delle criticità della nostra città, che vive soprattutto di turismo. Dall’integrazione si genera occupazione. Infatti, gli immigrati ci hanno fatto vincere una grande sfida, impegnandosi nella creazione di laboratori teatrali, nello sport  e soprattutto nella gestione di case per minori non accompagnati- ed ha aggiunto- inoltre, grazie alla loro perfetta integrazione con la nostra comunità è stata evitata la formazione di pluriclassi. I bambini non hanno frontiere e proprio per questo stiamo pensando a nuovi progetti che li vedano protagonisti”.

san chirico raparo

San Chirico Raparo non è solo un luogo dell’anima, in cui rifugiarsi per allontanarsi dal caos delle grandi città, ma è una piccola comunità ben gestita e capace di accogliere tutti quelli che vogliono contribuire al benessere e alla serenità della stessa. Il sindaco non nasconde la sua intenzione di voler costruire l’Università della Pace in collaborazione con Matera e Potenza, dando vita a un Polo Universitario del Mediterraneo, come ha poi spiegato: “Stiamo valutando di aprire una sorta di scuola a cui gli immigrati possano attingere forza lavoro e viceversa. Di recente hanno fatto parlare di San Chirico proprio per la loro creatività e bravura i ragazzi del teatro di comunità, laboratorio teatrale e di integrazione, realizzato dalla Non-Scuola del Teatro delle Albe con la Comunità per minori stranieri non accompagnati del nostro comune”.

Il Progetto teatrale di inclusione sociale di San Chirico Raparo

Il progetto TUTTùN – la non-scuola a San Chirico Raparo nasce con l’obiettivo di attivare processi di inclusione sociale e di sviluppo di comunità all’interno del comune di San Chirico Raparo, che dal 2012 ospita una comunità di alloggio per minori stranieri non accompagnati di età compresa tra i 16 e i 18 anni di provenienza per lo più sub-sahariana.

Un gran bell’esempio dato da una piccola comunità che è stata capace di fare tanto non solo per gli immigrati, ma anche per gli stessi abitanti. E’ il luogo in cui possono convivere pacificamente,offrendosi mutuo sostegno una ludoteca, un centro per disabili e una casa per anziani in una sola struttura, dando occupazione a 15 persone. Mica male, eh? E se il resto dello Stivale prendesse spunto da una bella realtà come quella di San Chirico Raparo?

Progetto di inclusione sociale “Laboratorio teatrale” San Chirico Raparo

San Chirico Raparo, si può fare di più per migliorare

Come ogni città, anche in questo delizioso comune del potentino ci sono i pro ed i contro, ed il sindaco Borneo Totaro sottolinea proprio la necessità di non fermarsi qui, ma di proseguire con le azioni atte a migliorare la qualità della vita. Fare tutto questo con le proprie forze è impossibile: “Da tempo ci stiamo dando da fare per trattenere i giovani qui. In passato il nostro comune contava 4mila abitanti, oggi siamo poco più di mille. Molte case sono sfitte e ci stiamo battendo per ottenere i fondi necessari per ripopolare San Chirico. E per realizzare altri progetti abbiamo bisogno del sostegno del Welfare”.

E siamo certi che questa splendida città della Basilicata sia sulla buona strada per realizzare tutti i suoi stupendi propositi. 
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