Fatti e misfatti

Parco dei Murales, Ponticelli rinasce e accoglie il turismo di street art

parco dei murales ponticelli

Il colore ridona vita, rianima anche ciò che sembra ormai morto ed è proprio dall’arte che un intero quartiere è rinato ed è ancora in fase di crescita. Di chi stiamo parlando? Figlia di un Dio Minore, periferia delle periferie, Ponticelli ha avuto modo di riscattarsi dal 2015 ad oggi grazie ad un progetto di riqualificazione urbana e sociale, grazie ad una serie di tour di street art al Parco dei Murales, promossa da Econote, associazione culturale in collaborazione con INWARD Osservatorio sulla Creatività Urbana nel complesso residenziale di Parco Merola.

Parco dei Murales, incubatore sociale di una Ponticelli viva

Quest’ultimo sorto dopo il terremoto del 1980 ha dato accoglienza a un migliaio di persone, che oggi possono sentirsi parte di un grande progetto, attori di una riqualificazione artistica e culturale, che ha portato turismo ed attenzione positiva su questa Municipalità da sempre nell’occhio del ciclone della cronaca. Oggi Ponticelli è considerata nuova centralità, che attraverso l’arte del Parco dei Murales (progettati da UNAR e ANCI) denuncia ed esprime se stessa facendosi portavoce di tematiche quali integrazione, lettura, sport e gioco.

E protagonisti del progetto non sono solo gli artisti della street art, ma soprattutto i giovani impegnati nel Servizio Civile che ogni giorno promuovono attività ludiche e culturali, come il laboratorio di break dance (attivo dallo scorso ottobre 2016), guidato da Davide, un volontario che ha saputo conquistare l’attenzione dei più piccoli facendo acquistare loro consapevolezza delle proprie capacità.

Break dance nel Parco dei Murales 

Ponticelli è sempre stata una zona di forti contraddizioni, che oggi però dimostra una maggiore vivibilità, una forte voglia di riscatto ed un miglioramento della sicurezza urbana. Il Parco Merola è una piccola isola residenziale i cui abitanti difficilmente si spostano. Quale luogo migliore per dare avvio ad un tripudio di espressioni artistiche, in cui i murales sono frutto di un incontro tra abitanti e nuove realtà? Il progetto di servizio civile Arteteca e INWARD è stata una duplice sfida sia sul piano culturale che turistico.

Il Parco dei Murales è diventata una vera attrattiva per turisti e appassionati del settore grazie  alle sue quattro facciate dipinte da grandi nomi della street art, tra cui: Jorit AGOch, ZED1, Rosk&Loste, Mattia Campo Dall’Orto, che hanno dato colore ad una periferia spenta, riaccendendo la speranza e la voglia di fare dei suoi stessi abitanti.

parco dei murales

Ael- opera di Jorit AGOch

Le facciate parlanti  del Parco dei Murales 

Ogni facciata trasmette un messaggio: il volto della zingarella Ael è la voce del quartiere, denunciando fatti di cronaca contrari alla presenza dei campi Rom in zona, poi sgomberati, e dimostra il desiderio di perdono e di integrazione con lo straniero; una seconda facciata mostra Pulcinella schiacciato da un joystick della Play Station, ovvero la totale ignoranza dei bambini di oggi dei giochi tradizionali napoletani, come la trottola e la volontà di farli riscoprire per restituire ingenuità e sano divertimento ai più piccoli, fagocitati dalla sterilità digitale. Segue una terza facciata che celebra lo sport del calcio, voce del popolo giovanile di Ponticelli e momento di aggregazione che mette tutti d’accordo. Infine sulla quarta facciata è mostrata la lettura, come riscatto della fantasia, piacere della conoscenza e messaggio positivo contro la dispersione scolastica.

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Il gioco, opera di ZED1- foto di Stefano M. Capocelli, Assessore alla mobilità e turismo della Municipalità 4

Nuove opere di Street art nel Parco dei Murales di Ponticelli

E non finisce qui, il progetto prevede la realizzazione di altri quattro murales tematici che completeranno le ultime quattro facciate del parco residenziale. Il Servizio Civile Arteteca è il fiore all’occhiello di questa rinascita del quartiere e ne ha dato dimostrazione vincendo un bando SIAE “Sillumina -Periferie Vive”, il cui premio verrà impiegato nella realizzazione di nuovi murales e laboratori per persone fino ai 35 anni, coinvolgendo molte giovani mamme del territorio come parti attive per valorizzare il Parco Merola di Ponticelli in sinergia con un team di psicologi.

E si attiveranno nuovi laboratori ed attività di cineforum, ludoteche, letture e tanto altro ancora in fieri, come ribadisce Luca Borriello, Direttore Ricerca INWARD Osservatorio sulla Creatività Urbana: “Il Parco dei Murales, conosciuto al pubblico per le grandi opere realizzate da importanti esponenti della street art italiana, è ormai divenuto un luogo di interesse per appassionati di arte contemporanea, napoletani e turisti. Forse molti non sanno che il Parco è anche un incubatore sociale. Ogni intervento di riqualificazione artistica è accompagnato da un’attività di rigenerazione sociale, condivisa con i residenti, che ne rinforza l’impatto e ne vitalizza la comunità. Attualmente sono in corso nuovi laboratori creativi animati dai giovani operatori del nostro Centro Territoriale per la Creatività Urbana, avviati grazie al bando “Sillumina” della SIAE per la valorizzazione delle periferie urbane. Stiamo giocando e lavorando insieme a mamme, adolescenti e bambini, anche per far lievitare il nuovo tema che si desidera rappresentare con la prossima grande opera”.

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La lettura opera di Maria Campo Dall’Orto

E il Parco dei Murales di Ponticelli ha fatto anche da set cinematografico per “Sirene” la fiction Rai diretta da Davide Marengo, scritta da Ivan Cotroneo e Monica Rametta, segnale di una grande attenzione mediatica su uno dei luoghi patrimonio culturale del capoluogo partenopeo.

Il successo di Ponticelli non è solo ciò che ha realizzato artisticamente, ma soprattutto ciò che ha ispirato nella vita dei suoi abitanti: consapevolezza del proprio valore umano e sociale.

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