La denuncia

Corsi abilitanti Tfa all’estero: una truffa da migliaia di euro e quale valore?

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“Per essere insegnanti- come ha dichiarato il Ministro della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli, ai microfoni di Orizzonte Scuola– non basta la laurea con il massimo dei voti e aver vinto un concorso, servono capacità relazionali, quali ad esempio quella di saper coinvolgere gli studenti, o aspetti legati alla didattica, per i quali i nuovi docenti saranno valutati prima di essere assunti a tempo indeterminato”.

Tfa all’estero: Romania e Spagna vendono abilitazione online

E allora a che serve richiedere in maniera ostinata il vecchio ed ormai obsoleto TFA? Sono tanti/e i/le laureate/e, giovanissime e meno giovani, che cascano nella rete delle vendite di titoli abilitanti online, conseguibili in pochi mesi all’estero e validi anche in Italia, perché  “riconosciuti dal MIUR” come recitano gli stessi fantomatici promotori. Un Tfa conseguito online in Romania o in Spagna, per citare due mete ormai frontline da due anni e più, costa dai 3mila ai 9mila euro. Una specie di Master con tanto di attestato finale, pagato a caro prezzo e che va ritirato recandosi sul posto, giusto per dare quella parvenza di autenticità del titolo.

Conversazione riportata da OggiScuola.it

Scuole italiane accettano Tfa all’estero come validi?

E le scuole? Molte si lasciano “abbindolare” da questi titoli conseguiti all’estero, nascondendosi dietro l’equipollenza garantita dal MIUR, ma invece…qual è la realtà?

Dopo anni trascorsi sui libri universitari, con costi non indifferenti per ciascuna famiglia italiana, ogni giovane laureato in materie umanistiche o scientifiche, lingue straniere o giurisprudenza, deve fare un lungo percorso di studi, matti e disperatissimi, per conseguire l’abilitazione, altrimenti resta in panchina per tutta la sua vita in attesa prima del titolo e poi del posto vero e proprio.

Già… perché l’abilitazione dovrebbe rappresentare il simbolo della conoscenza assoluta di quella disciplina di cui uno ha conseguito il titolo. Purtroppo fatta la legge trovato l’inganno, perché  non sempre la fortuna favorisce chi veramente merita, molti giovani sono stati tagliati fuori dall‘ultimo concorso TFA svolto in Italia e si son dovuti accontentare di fare altro. Altri, disperati e ormai facili prede di truffatori, hanno messo via tutti i risparmi per comprare questi titoli online. E le truffate non tardano a farsi sentire, come le denunce arrivate alla redazione di OggiScuola, la più agghiacciante è quella di Martina, 40enne di Napoli, che si è lasciata convincere dalla buona fede e ha perso tutto.

Tfa all’estero, Striscia la Notizia denuncia le truffe abilitazioni in Romania 

Perché? Spesso sono organizzazioni criminali e fraudolente che collaborano tra Romania-Spagna ed Italia. Una realtà denunciata dalla stessa trasmissione Striscia La Notizia lo scorso marzo 2017. Oggi è risaputa l’esistenza di Eurosofia, garantito da sindacati e Orizzonte Scuola. Eppure, tra chi ha sempre studiato con onestà e caparbietà c’è tanta delusione e rammarico: “Non mi abbasserei mai a pagare tutti questi soldi per un titolo che non mi garantisce un posto fisso, ma solo quel di più per fregare un altro e passargli davanti nelle graduatorie o ai concorsi- ha denunciato Roberto Coppola, 39 anni, laureato in Lettere Moderne, non abilitato- L’abilitazione dovrebbe essere una cosa seria e la stessa serietà dovrebbero dimostrarla anche le scuole, rifiutando docenti che comprano titoli all’estero. D’altra parte è tutta una questione di business e di conflitto di interessi. Io però non ci sto”.

Tfa all’estero, Pas, Fit questi sconosciuti nella scuola di un tempo

E a mostrare disgusto per il nuovo sistema di abilitazione dei docenti è la professoressa Antonietta Grandone di Napoli, laureata in lettere classiche, docente per ben 40 anni ed ora in pensione: “Ai miei tempi tutto veniva fatto con regolarità e non c’era nessun timore di essere scavalcata in graduatoria. Non c’erano tutti questi mezzucci per avere l’abilitazione. Si faceva il concorso a Roma e bisognava tradurre un tema in latino. Non passavano tutti, ma soltanto i più bravi, che allora lo erano davvero! Poi si era ammessi alla prova orale. Una volta vinto il concorso si accedeva al Provveditorato di Napoli. Non occorreva agitarsi tanto, la chiamata all’insegnamento avveniva con rapidità. Oggi mi accorgo che i giovani, con poche o tante possibilità economiche, vanno in Romania o in Spagna a conseguire l’abilitazione, pagando cifre da capogiro (ho sentito anche 10 mila euro), studiando online, ma quale valore pensano che abbia questo titolo non meritato? Come potranno insegnare senza un’adeguata preparazione? Il Ministro non fa nulla per evitare tutto questo?- ed aggiunge la professoressa Grandone- Spero che si trovi una soluzione al più presto, perché di questo passo si sfornerà un quantitativo di asini in cattedra”.

Studere, studere…quid valere?

 

 

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